Grillo prende l’autobus?

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La sorprendente capacita’ degli italiani di farsi prendere per i fondelli pare raggiunga nuove vette, giorno dopo giorno.

A Genova la societa’ dei trasporti pubblici viene gestita dai soliti quaranta ladroni che tanto piacciono al Forum dell’Acqua Pubblica (politici e sindacati). Sta per fallire, e allora accorre Grillo. A impiccare i politici, a metterli di fronte alle loro responsabilita’ ? Macche’, “contro la privatizzazione”.

Come Grillo, Carlo Stagnaro e’ ligure, e racconta le cose per come sono, citando anche studi comparativi che espongono al pubblico ludibrio il banditismo della classe dirigente politica (la Vincenzi) e collaterale (il sindacato) della sinistra genovese. A leggervi l’articolo e le fonti citate fate solo bene, ed e’ tutto qui.

grillo
Cio’ che e’ sconcertante, e apparentemente senza ostacoli, e’ che questa roba sta diventando una costante. La politica fa danni, i conti non tornano e allora si e’ forzati a decisioni difficili ma almeno razionali, e allora arriva il signor Beppe Grillo a renderle anche politicamente impossibili, mettendosi a gridare dalla parte non di chi la prende nel culo (sempre il cittadino che non c’entra un cazzo), ma di chi ha prodotto il disastro (politici e sindacati).

Ma la cosa piu’ sconcertante e’ che nessuno – NESSUNO – va a gridargli in faccia che e’ uno sciacallo, una persona senza morale. No. Tutti o dalla sua parte, o allineati e coperti, a dire piano che “forse semplifica troppo”, che “un po’ esagera”, ma che certamente “le privatizzazioni sono sbagliate”. Anche il Corriere non rinuncia al populismo da due soldi, mettendo la fotina dell’operaio in lacrime. Non c’e’ argine al diventare una specie di Somalia in preda alla guerra tra bande per la razzia delle risorse. Quelli del PD si vergognano nell’ombra: dopo aver difeso municipalizzate che ora rischiano di dover controllare in comproprieta’ coi grillini con gli stessi argomenti retorici, non possono certo smentirli ad alta voce perche’ il giochino del Risiko municipale ha portato al disastro. No, tutti a difendere “il pubblico”. Perche’, stiamo scoprendo, l’Italia e’ un Paese in cui ogni cittadina pullula di asset strategici.
E un movimento politico che prima contestava, ma ormai ha amministratori e consiglieri, ha ben capito per chi sono strategici.

Di questo passo si va da una sola parte, e non sara’ bello.

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

42 Comments

  1. Un articolo che sarebbe pubblicabile su repubblica o libero, ormai giornali buoni per accendere il fuoco, incartare totani o semplicemente pulirsi il culo!

  2. Mah. Pur pensando che, as usual, Grillo sta prendendo la palla al balzo per far caciara e fare il ‘contro’, così non rischi prefissi telefonici alle elezioni, non sono molto d’accordo con la tesi dell’articolo.
    L’esperienza della maggior parte delle italiche privatizzazioni (forse perchè, appunto, gestite dalla stessa politica) insegna che a una gestione pubblica inefficiente con servizi scarsi e prezzi bassi si va a sostituire una gestione privata altrettanto inefficiente con prezzi doppi.
    Io ci vedo solo due soluzioni. O fare funzionare il pubblico (e se sapessi come, probabilmente non sarei qui a postare) o privatizzare. Ma dal bando va esclusa ogni impresa dove nel board è presente almeno un italiano.

    • Si tratta di fare scelte. Anche una privatizzazione fatta male e’ meglio di un monopolio pubblico. Non foss’altro perche’ c’e’ la speranza che nel primo caso le cose arrivi qualcuno a sistemarle: basta eleggere un outsider, per dire. Il caso dell’ATAC insegna invece che se rimane in mano pubblica il cambiamento e’ impossibile.

      • Mi dispiace,d’accordo con tutto quello che c’é scritto nell’articolo, ma una privatizzazione fatta male è quanto di più nocivo si possa avere, in Italia ne abbiamo svariati esempi, privatizzazione senza liberalizzazione del mercato e altre genialate tutte nostre. Meglio il monopolio(inefficiente), ma pubblico, a un monopolio(altrettanto inefficiente), ma privato al quale non puoi dire un cazzo perché giustamente ti fanno marameo!

        • Non dobbiamo essere d’accordo per forza, ma la realta’ e’ che e’ il pubblico ad essere impermeabile ad ogni tentativo di miglioramento.

      • ” Anche una privatizzazione fatta male e’ meglio di un monopolio pubblico ”

        Alla fine mazzone è tutto qui: frasettine ideologicamente corrette contro lo stato.

        • Non sono solo quello: sono anche una schiera di individui che commentano qui ogni volta per ricordarmi che non esistono limiti alla stupidita’ umana. Ottima ragione per non concentrare il potere nelle mani di un decisore unico, come si vede.

          • ” Ottima ragione per non concentrare il potere nelle mani di un decisore unico, come si vede.”

            Curioso: “concentrare il potere nelle mani di un decisore unico” è esattamente la “privatizzazione fatta male” di cui sopra, a riprova che non hai bisogno certo di commentatori per ” ricordare che non esistono limiti alla stupidita’ umana”.

          • Idiozia e’ anche non saper contare. Dunque: date due utilities, se io privatizzo ho due proprietari, due controllori. Se rimane nelle mani dello Stato, ho un proprietario che e’ anche il controllore.

            Ora datti schiaffi in faccia a due a due finche’ non diventano dispari.

          • Curioso: manca il link “rispondi” alla boiata che hai sparato più sotto.

            Ma vabbeh: visto che ti piace contare.

            Dato che il servizio di trasporto pubblico è così “drammaticamente profittevole” da attirare la meglio impenditoria.. Mi conti i componenti della infinita fila di imprenditori pronti a rischiare di tasca loro nel business del trasporto a genova?

            “Ora datti schiaffi in faccia a due a due finche’ non diventano dispari.”

  3. Razionalmente: sappiamo che la gestione pubblica di questo genere di aziende è stata clientelare, ha prodotto indebitamento e costi a carico della collettività. E’ una situazione economicamente sostenibile? Non credo.
    Gli eventuali licenziamenti dopo una privatizzazione non vanno imputati al privato che si sobbarca i debiti di un’azienda in fallimento, ma alla gestione predatoria del Comune, alle assunzioni politicamente orientate!

  4. Anche a me, come a tutti, non piace un’azienda pubblica che riceve di continuo danaro dagli enti pubblici, offre un servizio mediocre, e mi fa anche pagare il biglietto più caro d’Italia. Però forse prima di far circolare chiacchiere da liberisti de sinistra, quelli che per intenderci chiamano la disoccupazione “qualche disagio sociale”, dovreste entrare nella fattispecie. Dovreste considerare come sono avvenute tutte le privatizzazioni italiane. Meglio conosciute come “privatizzazioni senza liberalizzazione”. Ovvero, svendita di patrimonio pubblico e nessuna concorrenza. Poi magari potreste informarvi sul peso dell’inutile e già vintage metropolitana di genova sul bilancio di Amt ed enti pubblici. Poi potreste ricordare il concetto di “servizio universale”, ed applicarlo al caso specifico. Sfido qualunque privato a tenere in piedi il servizio offerto da Amt sulle alture di Genova o in quartieri difficili da raggiungere e senza la grande utenza dell’1, del 20 o del 13. This is Genoa, not Milano. Quello dei cittadini a piedi perché distanti dalla Aurelia sarà chiamato “disagio collaterale”, immagino, oppure “pagati un taxi, pezzente”. Avete ragionato con la stessa faciloneria di Grillo, solo che avete invertito la soluzione.

    • Quindi, se ho capito bene, i dipendenti si tengono a prescindere, anche se in passato c’e’ chi ha assunto migliaia di persone senza motivo. E le linee pure: perche’ servizio universale significa che la scarsita’ delle risorse e’ uno squallido concetto neoliberista, e ogni considerazione del tipo costi-benefici va evitata.
      Capisco.
      Parlo con persona avente interesse nella cosa o semplice utile idiota?

      • Gentile (si fa per dire) sig. Mazzone, non entro nel merito della questione, ma non posso esimermi dal commentare che un dibattito – di qualsiasi genere – sarebbe certamente meglio argomentato e gradito se si evitasse di offendere di continuo coloro che hanno opinioni diverse. Considerando poi che lei è l’autore del post, e presumo un giornalista (mi perdoni, ma non la conosco), un atteggiamento del genere è ancor più disdicevole.

  5. No, nessun interesse. Solo un utente, e ovviamente “utile idiota” che cercava di far presente la complessità della questione. Ho premesso che l’uso allegro delle risorse scarse e di tutti non piace a nessuno. Come non piace l’uso degli enti pubblici come assorbente della disoccupazione. Ma se sposare la privatizzazione sempre e comunque come soluzione ti rende la vita più facile e soprattutto rende la tua lezione di economia facilmente comprensibile, continua pure.

    • La situazione e’ complessa, ma tu non vuoi ragionare sulla complessita’: vuoi offuscare la realta’ facendo confusione, e portando a conclusioni che nemmeno si capiscono. Perche’ immagino la proposta sia “l’AMT va lasciata in mano pubblica, ma gestita meglio”. Eccerto, mica siamo fessi!

      • Infatti non l’ho scritto. Se non avessi fame, ti scriverei una privatizzazione avvenuta nella regione tedesca della Bassa Sassonia. Vendita addirittura al di sopra del valore dell’azienda, garanzie per i servizi offerti, garanzie per 10 anni per i dipendenti. Ovviamente, opereranno in regime di libera concorrenza. Se vai alla stazione di Brignole e vedi l’ingresso della metro, forse aggiungi alla “soluzione facile facile italian style” il licenziamento di chi ha voluto quello spreco ed il risarcimento ai cittadini. Una stazione nuova con una stazione già presente. Quanti dirigenti amt c’erano all’epoca dei super pagati manager francesi, e durante i 30 anni di costruzione della metro più inutile d’Europa e quanti ne rimarranno quando tutto sarà fantasticamente privato? L’Ansaldo che ha costruito le carrozze vintage è la stessa che forniva le carrozze “driverless” della metro di Copenaghen. Chi ha voluto questo? E chi ha voluto questo resterà fuori dal processo di privatizzazione? Ne curerà gli sviluppi? Siederà nel nuovo board? O fonderà una sua piccola società privata per ricevere appalti dalla nuova scintillante società ex pubblica?

  6. Intanto comincia a fornire qualche storia documentata di privatizzazioni avvenute in Italia in cui le cose sono andate meglio, cioè il rapporto servizio/costo è aumentato, altrimenti frasi come “Anche una privatizzazione fatta male e’ meglio di un monopolio pubblico” sono dette solo per dare aria ai denti.
    Perché tra prenderla nel culo con un servizio di merda pubblico a basso costo e prenderla nel culo con un servizio di merda privato ad alto costo scelgo la prima.

  7. Veramente Grillo se la prende proprio con i politici (peccato non se la prenda anche con i sindacati) ma al solito Cape(Ma)zzone vive nella sua realtà. Quella dove tutte quelle aziende pubbliche che sono state privatizzate hanno prodotto utili e hanno migliorato il servizio al cittadino.

    • Ma non lo capite che la differenza tra i prezzi politici e quelli dell’azienda privata la pagavate in tasse, prima? E che quelle aziende sono al collasso proprio per i debiti cumulati?

      E’ disperante. Perche’ volete il vostro male?

      • Prendo atto che per te le aziende pubbliche avrebbero i conti in rosso perchè applicherebbero un prezzo politico ai loro servizi. Seguendo questo ragionamento ogni azienda pubblica può rimettere i conti a posto semplicemente facendosi pagare di più il servizio al cittadino. Secondo questo tuo ragionamento, allora perchè privatizzare?
        Sia chiaro, lo dici tu questo, non io.

        • Non dico questo. Ma anche se lo dicessi, ad essere da dimostrare sarebbe la necessita’ di tenerlo pubblico. Lo stato normale delle cose e’ che sia la societa’, non lo Stato, a provvedere ai bisogni. Lo stato interviene qualora se ne dimostri la necessita’. Cosa che, qui, mi pare sia dimostrata solo per chi ha un interesse personale ad attingere a risorse pubbliche – sulle quali quindi gli interessi sono dispersi e non difendibili, e quindi e’ meno punito lo spreco e la ruberia.

          • Be’, che sia “lo stato normale delle cose” dipende da cosa per te è “normale”.
            Non è stata poi la tanto ammirata liberista a dire che “la società non esiste”? Quindi esiste quando fa comodo?
            PS: allora, questi esempi di privatizzazione di successo in Italia?

  8. Quanto agli esempi di “privatizzazione di successo”, possiamo parlare di uno, in retrospettiva: se non avessimo finanziato con le tasse la tua istruzione, saresti probabilmente la stessa capra che sei. Solo che non ci saresti costato una lira. Ti piace?

    P.S. puoi frignare che ti tratto male, se vuoi. Tratto bene chi commenta con intelligenza. I troll li tratto da troll.

    • Quindi l’unico esempio che sai portare è basato su ipotesi?
      1. non ci sono esempi documentati di privatizzazioni di successo in Italia
      2. lo “stato normale delle cose” lo stabilisci tu senza portare alcuna argomentazione
      Direi che fornisci un bel po’ di dati in supporto alle tue idee.
      Come si diceva, stai solo dando aria ai denti.

  9. No, darei aria ai denti se volessi discutere con te, cosa che smetto di fare da ora in poi. Compatisco chi ha a che fare con te nella vita reale e non possiede questa opzione.

  10. secondo me comunque pecchi di eccessi di maldistato. Ci sono servizi (come sanità, instruzione, trasporti essenziali) chè è un bene tenere pubblici. Perchè nessuna azienda privata manterrà la linea autobus n°123, che raccorda alla città di borgo di Ospizio, popolazione 250 di cui l’80% sopra i 50 anni. E’ giusto che io paghi le tasse per tenere collegato quel paese geriatrico? Sì, perchè siamo una società, quei 250 hanno provveduto ad essa anche se ora si trovano nel bisogno. Non è survival of the fittest.

    Detto questo, la TAV Milano-Roma è profittevole, è un bene che ora ci siano già due operatori a servirla. O i servizi telefonici, magari evitiamo di renderli un cartello, però le leggi e le normative antitrust servono a questo, se sono fatte male cambiamo i nostri amministratori incapaci, non diamo la colpa al mercato.

    Non mi paiono ragionamenti così assurdi, nel bene o nel male nel nordeuropa li applicano da dopoguerra, e la qualità della vita lì è infinitamente più alta che quei, e i media perfino più alta che in UK e USA. E non vale dire ‘quelli sono svedesi’, gli stessi svedesi stanno lottando da decenni contro i parassiti che sfruttano lo stato assistenziale (insomma, quelli non che sono rimasti indietro, ma che vogliono farsi trasportare avanti senza muovere un piede).

    • Non mi pare che chiunque abbia diritto al trasporto pubblico dovunque viva, c’e’ un limite. Altrimenti mi compro un’isoletta del cazzo (ce ne sono) e pretendo il traghetto sussidiato. Mi pare un’idea sciocca. Il trasporto pubblico si fa in alcune aree, dove i benefici per la comunita’ eccedono i costi (i.e., il servizio dev’essere economicamente sostenibile). Se vai a vivere in culo ai monti sono scelte tue, non puoi obbligarmi a pagarti i viaggi.

      • Ovvero se vivo in culo ai monti sono autorizzato a non pagare le tasse perché nessun servizio fornitomi a domicilio dallo stato è “economicamente sostenibile”, ergo pagherei per non avere nulla in cambio.

        Ottima idea.

        • Vedi che sei cretino? Non e’ questo il punto. Il servizio dev’essere sostenibile in generale, non e’ necessario pero’ che le tasse pagate da chi ne usufruisce lo coprano. Ad esempio puoi avere un servizio di autobus in un quartiere cosi’ povero che di fatto nessuno paga tasse. Ma e’ diverso da avere un autobus che porta solo a casa di un miliardario. Nel primo caso ha senso che il regolatore imponga all’azienda di trasporto di tenere la linea, nel secondo caso no. Ma parlo con un cretino in malafede, che ci divertira’ con un altro straw man a servizio dello Stato, divinita’ ultima e assoluta dietro la quale si nascondono i soliti quaranta ladroni. Che spero ti paghino, davvero.

          • “Ad esempio puoi avere un servizio di autobus in un quartiere cosi’ povero che di fatto nessuno paga tasse. Ma e’ diverso da avere un autobus che porta solo a casa di un miliardario. Nel primo caso ha senso che il regolatore imponga all’azienda di trasporto di tenere la linea, nel secondo caso no. ”

            Che poi: stai dicendo che i ricchi hanno meno diritto alla copertura geografica dei poveri?

            Ora scopriamo che mazzone è komunista!

  11. “Ma parlo con un cretino in malafede”: tecnicamente parli “da” cretino in malafede, pure parecchio suscettibile; ma è per questo che sei divertente: ti atteggi a troll dando del troll agli altri.

    E andiamo a dimostrarlo:
    “Il trasporto pubblico si fa in alcune aree, dove i benefici per la comunita’ eccedono i costi (i.e., il servizio dev’essere economicamente sostenibile). Se vai a vivere in culo ai monti sono scelte tue, non puoi obbligarmi a pagarti i viaggi.” in italiano corrente (quindi epurato della tua divinità mercatista) significa: ” se quello che incasso dai viaggi è superiore quel che pago allora va bene”.

    Subito dopo dici:
    “Il servizio dev’essere sostenibile in generale, non e’ necessario pero’ che le tasse pagate da chi ne usufruisce lo coprano” -> quindi per essere economicamente sostenibile non dev’essere coperto dalle tasse di chi ne usufruisce ma pagato da chi ne usufruisce.

    La chicca finale è l’esempio del quartiere così povero dove nessuno paga le tasse (e in cui saranno talmente ricchi da pagare tutti i biglietti immagino), in cui smentisci allegramente il tuo: “Se vai a vivere in culo ai monti sono scelte tue, non puoi obbligarmi a pagarti i viaggi.”

    Impagabile.

    Io spero che qualcuno paghi te per i tuoi siparietti, piuttosto, ne avresti da farne davvero carriera in TiVu.

      • È divertente come tu ti stia avvoltolando.

        Le 4 case in montagna hanno diritto ad un servizio di collegamento.
        Non avrà la frequenza dei treni di Termini all’ora di punta ma ne ha diritto: fanno parte di questa società, pagano le tasse a questa società, hanno diritto ad un servizio di collegamento.

        Se si subordina il servizio di collegamento al ritorno economico con ” Se vai a vivere in culo ai monti sono scelte tue, non puoi obbligarmi a pagarti i viaggi ” a me sta bene, ma similmente non puoi obbligare i 4 montanari a pagare con le loro tasse la tua metropolitana delle 2 del mattino; quindi i montanari sono esentati dal pagamento delle stesse.

        O vige un principio di solidarietà o vige un principio di “fanculo tutti”: le vie di mezzo sono solo fuffa ideologicamente corretta per adoratori del mercato.

        • Tu stai sostenendo che certi servizi prescindono dalla valutazione costi-benefici in modo paradossale, non io. Il resto della retorica e’ abbastanza comica, lasciala pure.

          • “Tu stai sostenendo che certi servizi prescindono dalla valutazione costi-benefici “: e ne sono fiero.

            Tu sostieni che il montanaro debba pagare la tua metropolitana delle 2 mentre tu non vuoi pagare il suo unico pullman giornaliero di collegamento col fondovalle, il tutto in nome di una ipotetica “valutazione costi-benefici” (immagino i costi siano per il montanaro, i benefici per te).

            Non è questione di comicità, non oserei mai gareggiare con un maestro del tuo calibro, ma di semplice buonsenso; cosa che mi confermi difettare negli adepti del “mercato senza se e senza ma”.

          • ci sono servizi minimi garantiti. Altri no. Se abito in cima a un monte non posso pretendere di avere un’unità coronarica sotto casa, ma posso pretendere che ci sia almeno un elicottero attivo nell’ospedale con l’unità coronarica più vicina (se poi ci piglia l’infarto in due su monti differenti in contemporanea vabbè, è sfiga).
            Diverso è ‘se ti viene l’infarto, cazzi tuoi’.

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