Grillo costola della sinistra

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Finita la moda delle spiegazioni di quelli che hanno voluto parlare, parlare, parlare, parlarsi addosso su Grillo e pentastellati come rito catartico per non parlare del modo in cui Bersani e i suoi si sono schiantati, proviamo a ridiscutere il fenomeno.

Ultrasemplificando, direi che ci sono due letture della situazione politica precedente all’esplosione dei grillini. Quella di “sinistra”, per cui l’atto di dire verita’ semplici e’ diventato via via l’obbligo per ristabilire almeno dei punti fermi nel dibattito, dato che i berlusconiani dipingevano una realta’ surreale, controintuitiva e implausibile, in cui Ruby e’ la nipote di Mubarak, Berlusconi esce dai consigli dei ministri che lo riguardano, e la formula “innocente fino a prova contraria” si trasforma in “innocente a prescindere e cornuto a chi lo accusa”. E quella di “destra”, per cui i comunisti guardano la realta’ per come vorrebbero che fosse invece che per quella che e’, e sono ipocriti, moralisti e bacchettoni, dato che predicano la virtu’ con toni savonaroliani, pur essendo, come tutti, pieni di umani difetti, ma compensando lo scarto tra l’essere e il dover essere con una ideologia vissuta in modo intollerante e antidemocratico.

Entrambe le narrazioni sono, come sempre, in parte condivisibili. Il resto e’ partigianeria ad uso della battaglia tra tribu’. Ad esempio, non c’e’ dubbio che il moralismo bacchettone e’ una cosa sgradevole: ma pretendere degli standard di coerenza tra comportamenti privati e provvedimenti politici non e’ cosi’ fuori dal mondo. D’altra parte, e’ pur vero che certe spiegazioni arzigogolate sono pelose e pretestuose, ma non per questo le spiegazioni di tutti i fenomeni, le risposte a tutti i problemi, e le analisi di tutti i processi, possono esser date con ragionamenti per cui essere e dover essere non devono essere mediate da una analisi realistica di costi e benefici, contesto istituzionale, incentivi, eccetra.

Ora: il mio punto e’ che, molto banalmente, i grillini rappresentano la degenerazione della narrazione “di sinistra”. A prescindere dai metodi, che possono essere etichettati come si preferisce (“fascisti”, “stalinisti”, “militaristi”, “da Santa Inquisizione”), il modo ultra-semplificatorio in cui i grillini guardano la realta’ e’ una evoluzione del modo in cui, per anni, gente assolutamente mediocre elevata al rango di maitre a penser ha venduto analisi, editoriali, proposte. Prendiamo la posizione di varie penne “impegnate” sugli F-35. Molti editorialisti di Repubblica oggi appoggiano il gruppetto parlamentare pentastellato. Il ragionamento e’ grossomodo questo: la guerra e’ brutta, l’istruzione e’ bella, non compriamo gli F-35 e diamo i soldi al MIUR. Per ottenere questo elaborato diagramma Michele Serra non ha dovuto leggere nulla, non ha dovuto studiare nulla, approfondire men che meno, chiedere a un esperto figurarsi: ha sommato un ragionamento infantile, la sua auto-attribuita superiorita’ morale (per cui gli altri sbagliano in quanto cattivi, ca va sans dire), e via. Prodotto finito.

Questa cosa non e’ nata con Grillo. Anzi, gli pre-esisteva. E’ stata la base concettuale dei referendum su nucleare e acqua pubblica, in cui le analisi dei tecnici e degli esperti venivano pubblicamente ridicolizzate da preti, cantanti, nani e ballerine, come d’altronde accadde quando si parlo’ di devolution. Prima di Grillo, gente come Vandana Shiva veniva invitata nei salotti radical chic, come quello di Fazio, e le veniva attribuita la qualifica di “economista”. Serge Latouche veniva invitato nei festival della filosofia, altro luogo di auto-elaborazione delle elite intellettuali di sinistra, a discutere di come consumare meno, produrre meno, e lavorare meno ci avrebbe reso piu’ felici. Zygmunt Bauman e’ stato, per anni, onnipresente, con le sue supercazzole, e per i piu’ istruiti si sono susseguite le mode dei vari Negri (un precursore del complottismo paranoide dei grillini), Deleuze e Guattali.

Per anni il mondo intellettuale italiano non ha prodotto un pensiero sistematico di analisi di una realta’ che nel frattempo cambiava, e non poco, ma e’ andato oscillando tra la proiezione mentale di una inesistente eta’ dell’oro ormai passata, e il cazzeggio destrutturato. Le analisi politiche si sono involute rapidamente, dalla fascinazione del blairismo alle analisi da bar. Repubblica ha smesso di pubblicare Giddens in prima pagina e ha iniziato a dare spazio a Nadia Urbinati, Carlo Petrini, Federico Rampini. In ogni disciplina il pensiero “alternativo”, che spesso era semplicemente roba stregonesca, cialtronesca, d’accatto, veniva venduto come l’utile antagonismo al pensiero mainstream. Che mainstream non era, se non nel ristretto ambito di quelli che, per ciascuna questione specialistica, se ne occupavano. Ed ecco spuntare le varie Undiemi, i Giacinto Auriti, eredi nei tempi contemporanei di venditori di fumo storici come Mario Tronti, oggi senatore PD.

L’esito e’ prevedibile: se l’intellettuale e’ uno che o dice cazzate invereconde e incredibili (alla Deleuze), o ripete con sicumera le stesse chiacchiere e analisi dei vecchietti al bar (Urbinati-Petrini-Rampini), allora perche’ non farci dire tutto dal vicino di casa, dal vecchietto al bar, dal barista? La competenza, evidentemente, e’ un’illusione. Anzi, ogni ragionamento che non porti a conclusioni univoche, ma elenchi costi e benefici della varie opzioni, dev’essere necessariamente capzioso. Il compromesso, e che lo dico a fare, dev’essere sempre e comunque male. C’e’ voluto un po’ di tempo, ma dopo aver veicolato per anni questi messaggi, buona parte delle persone che quelle robe leggevano, o anche indirettamente assimilavano, ha iniziato a chiedersi perche’ dare fiducia incondizionata a gente che comunque spiegava la realta’ in modo fin troppo problematico: i politici di sinistra, che in quanto politici dovevano appunto giungere a compromessi. Poi il M5S e’ cresciuto in modo uniforme, ma se chiedete ai militanti della prima ora vengono tutti da li’ : movimenti ambientalisti, per la giustizia, per questo o quell’altro. Elettori, veri o potenziali, della galassia di sinistra.

Francamente non saprei se attribuire colpe o demeriti a qualcuno, pero’. In fondo, i politici di sinistra, e ce lo siamo sempre detto, sono inadeguati, arroccati nel loro fortino, irresponsabili e assolutamente disinteressati al destino del paese. Ma non possono essere responsabili oltre misura di quel che accade in un mondo intellettuale che, a volte, cercano di addomesticare con qualche candidatura o consulenza. Solo una cosa: l’egemonia culturale della sinistra c’era. E c’e’ ancora, se quella che viene prodotta oggi e’ cultura e non maniera, conformismo, chiacchiera da bar adornata col vezzo della superiorita’ morale, in cui chi produce roba di qualita’ deve strizzare l’occhiolino da quella parte per non venire ostracizzato, in primo luogo dal pubblico, abituato a certi messaggi e logicamente abitudinario.

Ecco, l’egemonia culturale fa male. Qualunque cosa si pensi di Milton Friedman (piu’ di Reagan), e di Margaret Thatcher (piu’ di Friedman), costringere i maitre a penser della sinistra a confrontarsi con individui dalla statura intellettuale notevole e idee forti migliora il livello generale del dibattito. La concorrenza fa bene, sopratutto nel mondo delle idee. Dove non c’e’ si vive peggio. Gli italiani, tristemente, alla concorrenza hanno sempre preferito le sicurezze del monopolio, lasciando agli insoddisfatti, al massimo, il diritto di generare qualche lamento indistinto. E incidentalmente governare il paese, se provvisti di un apparato mediatico tale da mobilitare casalinghe, disinteressati e varie altre categorie, razionalmente meno partecipi del profluvio di banalita’ che, dalle parti di Repubblica, ostinano a confondere con la verita’. Con buona pace di chi si incazza perche’, nel frattempo, dalle banalita’ vere e quelle false si e’ passati agli arabeschi e a Ruby nipote di Mubarak.

 

resizer

 

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

10 Comments

  1. un’analisi semplicistica sulle analisi semplicistiche, non fosse un canale d’alimentazione per il mulino sarebbe un bel frattale

  2. L’analisi potrebbe anche essere in parte condivisibile (mette in un unico calderone gli intellettuali di sx, mi pare un po’ semplicistico), mi manca un punto però.

    Sicuro sicuro che la tendenza grillesca a cercare soluzioni banali arrivi da sinistra? Non da mr la crisi non c’e perché i ristoranti sono pieni? O basta ici la finanzio con la lotta agli sprechi e all’evasione? O il Giulianone che commenta ogni disavventura del Capo come frutto dell’odio? A sentir loro mi pare che la maniera semplicistica ‘de sinistra’ di affrontare il nucleare sia una pubblicazione in odor di nobel.

  3. Pur condividendo appieno la critica del semplicismo della nostra povera sinistra ed in particolare della degenerazione complottista di detto semplicismo, non vedo proprio come gli F35 abbiano a che fare con tutto questo.

    Quella di Serra e di tutti gli aderenti all’appello contro gli F35 non è un’analisi, è solo un suggerimento, banale forse, proprio perché assolutamente ovvio: siamo in crisi, e in tempi di crisi non si bruciano miliardi per le armi. Usiamoli per qualcosa di più utile. Punto.

    Tutto il resto è il classico blaterare di quei personaggi che si affannano costantemente a trovare una posizione diversa, particolare, “fuori dal gregge”, anche a costo di dire che l’acqua che bolle in realtà è fredda pur di potersi distinguere come sottili pensatori.

    • Il punto è proprio questo, che la discussione sugli F35 è lungi dall’essere riducibile ad “armi vs qualcosa di utile”. Ma è stata fatta e verrà fatta passare così, in nome della semplificazione.

  4. Uh ma in questo sito fighetto quanto poco di parla della Turchia.
    Visto che qualcuno ha un filo diretto coi Radicali, qualcuno dica alla Bonino di essere cauta con le affermazioni o almeno di ripararsi nelle ore più calde.
    «Piazza Taksim non è piazza Tahrir – ha detto Bonino – piuttosto la protesta è più simile a quelle di Occupy Wall Street».

  5. Guattali?? Forse è il caso di leggerselo, Deleuze, prima di dire che scrive cazzate invereconde… Risulterà magari un pò difficile per chi di queste cose sembra non capirci molto, però un pò di esercizio intellettuale non può che giovare. Provi, caro Mazzone, magari scopre qualcosa di nuovo!

    • (per chi non l’avesse capito, cercavo di entrare nel clima culturale deleuziano, in cui un discorso non e’ necessariamente costituito da una sequenza logica di argomenti, ma va benissimo se si susseguono provocazioni colorate, motteggi e giochi di parole)

  6. ” Molti editorialisti di Repubblica oggi appoggiano il gruppetto parlamentare pentastellato”

    ?????????????????
    Surreale.

    • In tema di F-35, direi che il PD e’ ondivago, il M5S e’ per rinunciare, e molti editorialisti di Rep stanno con M5S. Surreale e’ non saper collegare due frasi in un testo.

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