un blog canaglia

Grazie un corno

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Ci sono le femministe, quelle che nel 2014 si comportano come fossimo nel 1954. Quelle che metterebbero le gonne alle gambe dei tavoli, quelle che vieterebbero tutte le pubblicita’ con tette e culi e che vogliono  imporre le quote sulla presenza femminile in liste, parlamenti e consigli di amministrazione. E poi ci sono quelli che quando sentono la frase “siete in parlamento solo perche’ fate bene in pompini” rivolta a tutte le deputate PD, dicono che queste invece di incazzarsi dovrebbero ringraziare. Perche’ sentirsi dire, in una commissione parlamentare, che si fanno bene in pompini e’ un complimento. 
Ecco, quelli che alla protesta per frasi di questo tipo fanno l’apologia del pompino, sono la degna controparte delle femministe anacronistiche da salotto. Invece di pensare, danno aria alla bocca rigurgitando frasi prevedibilissime: se qualcuno protesta per la frase sul pompino, fanno l’apologia del pompino, se qualcuno dice che un’igienista dentale non dovrebbe diventare consigliera regionale in virtu’ della partecipazione a cene “eleganti”, fanno l’apologia dei travestimenti da infermiera sexy e della lap dance ad Arcore, se qualcuno protesta per il fatto che il presidente del consiglio pratica prostitute minorenni ti dicono che la prostituzione minorile e’ uno spasso.

Viene il dubbio che quelli che oggi dicono quanto sia bello sentirsi dire, in una commissione parlamentare, che si sanno fare bene i pompini non capiscano nemmeno cos’e’ che fa incazzare. Nella frase “siete in parlamento solo perche’ fate bene in pompini” non e’ il fatto di essere o meno brave a fare pompini, cosa magari importantissima ma anche privatissima, ad essere offensivo. Quello che e’ offensivo e’ il fatto di accusare delle parlamentari di stare in parlamento grazie a prestazioni sessuali e non per la loro abilita’ di legislatori, cosa che se fosse vera sarebbe scandalosa. Se il deputato pentastellato ha le prove di cio’, avra’ modo di esporle durante il processo a suo carico per diffamazione. In caso contrario, suggerisco di cominciare a fare una bella colletta nel M5S per pagare il risarcimento. Lo stesso che ha giustamente dovuto pagara Sabina Guzzanti per aver detto che Mara Carfagna faceva pompini a Berlusconi, accusa per cui la Carfagna aveva incassato la solidarieta’ di molte deputate del PD.

 

Triestina di nascita, della sua terra si porta dietro lo spirito patriottico, lo spritz e la tendenza a sottovalutare qualsiasi raffica di vento sotto i 130 km/h. Radicale, milanista e milanese nel cuore, dopo la laurea il suo corpo fugge verso la Perfida Albione. Qui ottiene un dottorato in storia economica con una tesi sul divario Nord-Sud dopo l’Unità d’Italia. Il suo cervello invece, grazie alla sua tesi e alla mai curata passione per la politica, rimane in larga parte in Italia.

17 Comments

  1. MCHICCA: intanto, nel dubbio, per quello che scrivi divento querelabile io. Ho cancellato il tuo commento: non volermene, ma se devo essere portato davanti a un tribunale vorrei che accadesse per quello che scrivo io, non per quello che scrivono gli altri.
    P.S. Ho rimosso anche il commento di Aioros, che a questo punto non aveva più senso.

  2. Ho capito benissimo, stai sereno.
    Considero questo post un’ovvietà già detta e ridetta in mille salse.

    Invece bisognerebbe che alle apologie di uomini-maiali-pervertiti, anziché ridere gli si faccia provare vergogna e alle donne-facili-zoccole-approfittatrici idem.

    Invece si condanna la Guzzanti, “giustamente”? Giustamente un cavolo.

  3. Sì, tranquillo, ne aggiungo uno più sensato: con tutto l’affetto per Sassi (<3), che sull'argomento mi pare un filino recidivo, il suo post esponeva un punto di vista condivisibile ("non c'è niente di male nei pompini") ma mancava completamente il punto dell'insulto originario. Mi dispiace solo che l'articolo precedente sia nella categoria "Femminismo" e questo no.

  4. Ok, ok, lo metto in femminismo, categoria che speriamo un giorno scompaia (oppure potremmo aprire la categoria maschilismo, a cui potrebbero tranquillamente appartenere parecchi post che girano da queste parti).
    @Mchicca: mi pare improbabile che tu abbia le prove di quello che ha affermato la Guzzanti per beccarsi la denuncia per diffamazione.

    • Per rendere questo bel post più completo sarebbe stato il caso di dire anche due paroline su quella grillina che si è riempita di tritolo, lanciata contro i banchi del governo e, dopo essere stata fermata, ha gridato alla violenza carnale. Non c’entra ma c’entra.

  5. Non trovi Anna che ammettere con una buona dose di autoironia che si è in Parlamento solo perché si è brave a fare i pompini (che sia vero o no) sarebbe stato un buon modo per liberarsi dal fardello dell’allusione sessuale?

    • No, la troverei una cosa francamente penosa, specialmente in un paese tendenzialmente maschilista in cui una donna parlamentare e’ costantemente oggetto di allusioni alla sua vita sessuale. Se una fa pompini o no, e sul come li fa, tu, Sassi, e chiunque altro non vi dovete preoccupare (a meno che non abbiate le prove che li fa in cambio di cariche, cosa che non e’ riuscita a provare la Guzzanti e dubito riuscirete a provare voi).

  6. ma la difesa del pompino non è la risposta all’accusa di incompetenza, è ovvio che questa è offensiva.. lo sarebbe anche se ci fosse qualcosa di diverso dal pompino nella frase.. la difesa del pompino è proprio la difesa del pompino, fatta non per dar ragione al grillino scemo di turno, ma perchè ci sono ancora delle “femministe” delle “senonoraquandiste” delle moraliste che si scandalizzano proprio del pompino e non semplicemente dell’accusa di incompetenza. Quando una importante esponente Pd, punto di riferimento di una certa area, filosofa, che spesso si occupa di tematiche legate al sesso, all’amore, ai rapporti di coppia, si fa portavoce di un moralismo cretino e retrogrado e leva scandalo all’essere associata alla parola “pompino”, come fosse una cosa da “troie” o forse da “donne di centrodestra berlusconiano”, che per qualcuno a sinistra è lo stesso, occorre fare la difesa del pompino, occorre anche dire che offende mia nonna, mia madre, la mia compagna e le mie figlie (quando le avrò), che sicuramente hanno fatto, fanno e faranno pompini e non meritano nessuna riprovazione per questo. Dire “eh ma la si è già sentia tante vole che noia, è scontata” non credo sia una buona risposta, altrimenti dovremmo smettere di ribadire molte posizioni perchè le abbiamo già ribadite tante volte.. ogni volta che si risolleva il problema occorre sempre e di nuovo rispondere nel merito e ripetere: non possiamo essere sicuri che tutti abbiano già sentito tutto e non possiamo comunque permettere che lo spazio che dovrebbe essere occupato dalle nostre risposte resti vuoto, eprchè ci siamo scocciati di ripetere.

    • E’ incredibile come non abbiate capito un tubo. La discussione sul pompino in se’ e’ fuori luogo, perche’ viene fuori da un episodio successo in una commissione parlamentare. Vogliamo discutere di tutte le pratiche sessuali che le deputate E i deputati potrebbero praticare nella vita? A che pro? La cosa scandalosa e’ stata accusare le deputate del PD di ESSERE li’ perche’ fanno i pompini. E’ una cosa semplice semplice. Forse chi non la capisce si ferma alla parola pompino e non riesce poi a focalizzarsi sul resto, dimostrando di avere un cervello fermo all’eta’ dell’adolescenza. Io davvero mi chiedo se dietro questa ossessione non ci sia qualche problema di chi ascolta.

      • è incredibile come lei non riesca a capire quello che c’è scritto.. glielo spiego.. a latere della discussione sul fatto che un grillino ha insultato le donne del Pd dicendo loro che sono lì per motivi che nulla hanno a che vedere con meriti attinenti al fare politica si è sviluppata una discussione sul fatto che qualcuno si è scandalizzato per la parola pompino in sè (magari non lei, ma qualcuno lo ha fatto, non esiste solo lei) e si è risposto a questi. Punto. Se avesse usato un’altra parola al posto di pompino l’accusa di incompetenza, il disconoscimento, restavano. Questo è un insulto, è ovvio.
        Lei giudica che la discussione sul pompino in sè sia fuori luogo, ma questa è solo la sua opinione personale. Le piacerebbe circoscrivere il campo a quel che vuole lei? ops non può farlo.. Siccome a qualcuno sembra che esistano ancora dei tabù, per cui pompino ad alcuni sembra una parola scandalosissima, questi ritiene utile ricordare che è un atto normalissimo. Se per lei tutto ciò è acquisito passi oltre e stigmatizzi l’accusa di essere lì senza meriti o faccia quel che altro vuole, ma lasci libero chi vuole di discutere di pompini. Per me non è casuale che il respiro della Marzano si sia fermato proprio al sentire quella parola, piuttosto che quando hanno degradato i rapprentanti a dipendenti, o hanno lanciato accuse di fascismo o di “essere il male”. Quella parola colpisce particolarmente, ovviamente non perchè si pensi che sia peggio fare pompini che essere fascisti, ma perchè quella parola e quell’atto appartengono a una sfera che ancora per qualcuno è “proibita” o “vergognosa”. Comunque quando si accusavano, indiscriminatamente spesso, le donne del Pdl di essere lì per aver fatto pompini non c’era un centesimo di questa levata di scudi e questo scandalo di oggi sà tanto, a me, di una riproposizione della “differenza antropologica”: le berlusconiane sono troie, noi di centrosinistra non possiamo essere confuse con loro.
        In nessun modo comunque da parte mia (io sono uno non capisco il voi) posso trovare sensata l’accusa di togliere terreno alla discussione sull’nsulto ricevuto se ne prendo spunto per parlare di pompini o di come a me sembri emergere un doppiopesismo: è assolutamente legittimo e ciascuno discute di quel che gli pare, anche al di fuori di quello che lei considera il tema principale.

        • Ma quanta ipocrisia ci vuole per dire che la discussione sul pompino fatta in questi giorni non c’entra con gli insulti alle deputate PD? Io nel fatto di voler per forza disquisire se le deputate PD facciano o no i pomipini, se sia normale che lo facciano o se siano sessuofobiche vedo un certo maschilismo strisciante. Non e’ un caso che si parli di questo e non delle abitudini sessuali dei deputati uomini. Ma chi siete voi (Spago, Sassi e tutti gli altri che pensano seriamenti di scandalizzare qualcuno sparlando di sesso orale che manco alle medie) per giudicare il rapporto col sesso di persone che nella vita fanno i legislatori, mica le pornostar?
          La storia della superiorita’ morale della sinistra e’ cosi’ trita e ritrita che mi addormento sulla tastiera ogni volta che la leggo.

          • Se anzichè addormentarsi sulla sedia ascoltasse si accorgerebbe che è così trita e ritrita che c’è ancora chi la rivendica da sinistra.. e no non c’è nessun maschilismo strisciante, nè nessuna ipocrisia.. tutti stanno parlando dell’insulto qualcuno può parlare di altro o no? non so.. le è mai capitato di vedere un film o leggere un libro e prenderne spunto per parlare di qualcosa di laterale? che sò vede La grande bellezza e parla delle giacche di Jep.. vede Gravity e si mette a parlare di vodka.. vede Paura e delirio a Las Vegas e discute dei Jefferson airplane eWoostock.. ecco non si tratta di ridurre tutto al pompino e cancellare l’oiffesa.. ma di cogliere uno spunto laterale, e parlarne.. ovvio che ciascuno con la sua sensibilità personale si concentri su cose diverse e stabilisca gerarchie differenti.. ma sono tutte legittime! lei si concentra su una cosa altri su un’altra.. la sua incapacità di accettare che mentre lei trova importantissimo concentrarsi su una certa cosa altri no e la sua pretesa che non si possa svincolarsene e concentrarsi su altro sono assurde..

  7. Ci sono una serie di punti in cui Roberto Sassi ha inesorabilmente torto. Quello del deputato grillino è stato un insulto generico: è inutile e poco intelligente discutere sul significato specifico di quello che ha detto, come se dovessimo pesare il senso dell’insulto “troia” ogni volta che esso viene usato. Sebbene sia meglio scollegare le parole di De Rosa dal loro contenuto, sempre di un attacco si tratta, e ad un attacco deliberato “grazie” risponde in tuo cameriere, non un tuo pari.
    C’è poi da dire che la questione dei tabù sessuali è tutt’altro che una questione prettamente femminile. Mi piacerebbe molto intervistare, in proposito, i padri delle quattro deputate piddine, per capire se il respiro non sia mancato anche a qualcun altro, oltre alla Marzano.
    Detto questo, i tabù sessuali ci sono e influenzano l’opinione pubblica. Vincolano (e danneggiano) soprattutto le donne, ma sono abbastanza equamente distribuiti nella popolazione. La parola “pompino” e il riferimento esplicito al sesso orale non compaiono (purtroppo) ancora nei normali discorsi tra estranei. Non trovo affatto sessista il tentativo di sdoganamento di Sassi, tramite De Rosa, ma più che altro lo trovo un metodo fallimentare, che fa riferimento ad una società ed a un ordine di idee che al momento non esistono; come totalmente scollegata dal “paese reale” è la risposta distaccata che lui immagina le deputate del PD avrebbero dovuto dare a De Rosa.
    Ci sono però altri momenti in cui la provocazione di Sassi è estremamente calzante e la replica della Missaia naufraga miseramente.
    C’è un atteggiamento femminile, altamente deprecabile, che danneggia in particolare le donne, ma anche alcuni uomini, e soprattutto chi non ha nessuna intenzione di essere identificato in base al genere. Si tratta della pretesa di essere difese, facendo leva, più o meno volontariamente, sul becero pregiudizio che vuole le donne più deboli, più fragili, più inautonome, più incapaci di farsi valere con le sole proprie forze. Badate bene non sto parlando di natura femminile, ma di una cultura in cui le istanze maschili e quelle femminili compartecipano. Non si capisce bene il perché (anche se io qualche idea ce l’ho), ma questo atteggiamento si sta diffondendo a macchia d’olio: la Napoleoni che sostiene di essere stata stuprata verbalmente da Boldrin, la Boldrini che si spertica per far sparire i fotomontaggi, la Spadoni che non è in grado di mantenere un confronto faccia a faccia con Lattuca e dichiara di essere stata minacciata fisicamente, la Ravetto che se ne va, la Lupo che pretende le scuse di Dambruoso come secondo lei avrebbe dovuto fare “qualsiasi uomo”. Insomma, ho l’impressione che le parlamentari e le giornaliste italiane siano più interessate a fruire dei pochi privilegi concessi dalla differenza di genere, piuttosto che provare ad addentare la più saporita torta dell’uguaglianza.
    Ciò costituisce un problema perché, con questa mentalità, pompini o meno, lauree o meno, se ti manca la tenace convinzione di stare costruendo personalmente la tua carriera, se non ti disinteressi della continua messa al vaglio della tua condotta, sarai sempre “messo lì” da qualcuno.
    Il difetto delle 4 deputate del PD alla fine è stato più o meno questo.
    C’è un pregiudizio ancora molto diffuso che vuole le donne divise innanzitutto in due categorie: le “troie” e le “non troie”. Lo sappiamo bene fin dai tempi della scuola che questa cosa esiste, e De Rosa quando parla è l’altoparlante di questa mentalità.
    Ora la cosa più intelligente da fare (ma io non pretendevo questo) sarebbe stato spiegargli che ha sbagliato metodo di classificazione. Sicuramente la reazione peggiore possibile, che dimostra che quello schema dualistico è vivo e vegeto e anima anche le quattro coscienze delle piddine, è rispondere: “non è vero che siamo delle troie”. E loro non lo hanno proprio detto, ma ce l’hanno messa tutta per farlo capire.
    Infine, in parlamento si dovrebbe entrare per i voti, non per il merito, ma pare che se lo sia ricordata solo l’onorevole Pini.

  8. evvabbè i pompini no, io sono d’accordo, non c’entrano e sono offensivi.

    però a leggere e rileggere di “donne che nella vita fanno I LEGISLATORI” me pare de vede le statue de numa ulpiano e giustiniano mentre sto in coda a lungotevere davanti palazzaccio.

    un po’ de misura mai eh?

  9. Sono molto molto d’accordo con le argomentazioni del pezzo.
    A proposito di Mara Carfagna però e premesso che “certi” criteri di selezione ovviamente sono quantomeno molto discutibili – e questo vale per tutti, ma soprattutto per le donne in politica – a me sembra che all’epoca l’opinione pubblica, quella di sinistra, avesse preso per oro colato le illazioni/invettive della Guzzanti, divertendosi pure tanto di fronte alla sua violenza verbale e agli occhi fuori dalle orbite: ricordo ai piedi del palco di Piazza Navona ad esempio un Di Pietro, un Flores D’Arcais che se la ridevano di gusto. Di Pietro smise di ridere solo quando le invettive cominciarono a riguardare l’allora Papa …, ma nei confronti della Carfagna personalmente ricordo solo la pubblica e chiara solidarietà di Piero Sansonetti, insieme alle scuse e anche un articolo di Paolo Barnard.
    Forse ricordo male.

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