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Grasso è bello. Sì, come no

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Recentemente mi è capitato di imbattermi in un articolo dell’Huffington Post, il quale racconta di come una fotografa brasiliana abbia scelto cinque modelle obese per realizzare un servizio fotografico con le donne che posano in lingerie.

A che pro? Per dimostrare che anche delle donne con parecchi chili di troppo possono essere belle. Per allontanarci dalla “fatphobia”, per non discriminare i grassi. Un progetto apparentemente encomiabile, ma che rischia di diventare una giustificazione, e non invece l’accettazione di se stessi.

La bellezza, certo, è un concetto relativo: ok, abbiamo dei modelli piuttosto evidenti che, ai giorni nostri, ci mostrano quale dovrebbe essere la bellezza “canonica”, ma nessuno ci vieta di preferire qualche chilo in più, un naso storto, un occhio strabico o un seno piccolo. Gli attuali modelli ci vengono imposti, per così dire, tramite tutti i mezzi di comunicazione possibili, ma naturalmente noi rimaniamo liberi di riferirci a quelli che preferiamo, anche se possono essere piuttosto bizzarri.

Ora: essendo il modello proposto oggigiorno evidentemente teso verso la magrezza, è normale che ci sia una fervente fetta di umanità che vi si oppone. Esistono molte forme di protesta alla questione, per esempio il concetto, da poco introdotto, della donna curvy. Tutto normale.

Quello che io però non trovo normale è il fatto che una condizione estremamente gravante per il fisico come l’obesità (e attenzione: non “qualche chilo di troppo”, come asserisce l’articolo sopra citato) venga, in alcuni casi, esaltata come se fosse la via giusta, come se non accettare 180 kg sia sintomo di intolleranza, o del lavaggio del cervello che subiamo ogni giorno.

Che gli obesi vengano spesso guardati con diffidenza è un dato di fatto. E lo è anche che la parola “grasso” assuma un significato negativo. C’è da dire che però qui non si tratta di bellezza, ma di salute. Un grasso, per me, non è certo una persona che non merita considerazione, ma è innegabilmente non sana.

Di conseguenza il concetto di “sono grasso e sono sexy” non può e non deve diventare una giustificazione. Altrimenti allora sarebbe anche sensato giustificare l’anoressia. “Peso 3o kg e diamine, mi sento sexy”. E pensateci: se un grasso, un obeso, asserisce il suo diritto all’essere attraente e sexy è una persona coraggiosa, si accetta. Se lo dice qualcuno sottopeso è malato, e va aiutato a cambiare.

Con questo non voglio certo dire che essere anoressici sia la via giusta, o che sia meglio, o che sia sano: essere estremamente magri, come essere estremamente grassi significa mettere a dura prova il proprio corpo: inoltre entrambi i problemi, spesso, derivano o da disturbi alimentari legati alla propria condizione psicologica o da disfunzioni fisiche.

Certo, la storia ci insegna che probabilmente è preferibile avere qualche chilo in più che qualche chilo in meno, e ce lo insegnano anche i canoni di bellezza che erano popolari in precedenza. Ma qualche chilo in più non significa essere in una condizione tale per la quale si corrono gravi rischi.

Allora forse invece di combattere battaglie sul peso, invece di esaltare il numero di kg che ci portiamo addosso, invece di dover trovare per forza una giustificazione a ciò che siamo, invece di dire “grasso è bello”, potremmo magari considerare i grassi, i magri, i perfetti, gli obesi, gli anoressici semplicemente come persone.

E a quel punto il servizio fotografico delle modelle obese acquisterebbe un altro senso: non più l’esaltazione di un corpo che deve essere per forza sensuale, non più la ricerca dell’accettazione (propria e altrui) a causa della propria condizione fisica, bensì semplicemente il fare riferimento a un’altra fetta di popolazione, quella che si differenzia dalle modelle di Victoria’s Secret o da chi, pur non avendo un futuro sul catalogo di Intimissimi, vive la propria vita serenamente anche con qualche chilo in più.

 

JJ

Nasce a Frascati nell’85. Vive, mangia e dorme a Roma. Ha una casa tutta sua. Ascolta la musica, specialmente le canzoni, e guarda molto cinema. Possiede una laurea in lettere di sua proprietà e ha scritto una tesi su Herzog, il quale ha dovuto farsela cancellare con un doloroso e dispendioso metodo laser. "Remember: there are no stupid questions, just stupid people." (Herbert Garrison, South Park)

8 Comments

  1. Grasso non è bello, MAI. Ove grasso voglia dire fortemente sovrappeso,obeso, o gravemente obeso. fa male alla salute,
    Pero’ dai diciamoci la verità, in Italia ci abbiamo na puzza sotto al naso nei confronti dei difetti altrui che levate. Li vediamo tutti, provincialoni che non siamo altro. Beh, da questo punto di vista siamo fortemente arretrati.

    • Parole sante.
      L’Italia è – ahimé – un paese illiberale, e il motivo per cui non abbiamo i matrimoni omosessuali, né la liberalizzazione delle droghe leggere, né le spiagge nudiste, né l’istruzione minima per poter affrontare i temi legati ai disordini alimentari, è che siamo un paese di gente che non si fa i cazzi suoi.
      Che deve decidere sempre e comunque su come gli altri scopano, mangiano, si vestono, crescono i figli.

      Facciamoci una palata di cazzi nostri, per dyo.

      • Siamo molto peggio di un Paese che non si fa i cazzi suoi: siamo un Paese che non si fa i cazzi suoi finché non ci siano di mezzo la Mafia è la corruzione.
        Perché non appena ne sentiamo l’odore, lì i cazzi nostri ce li facciamo fin troppo bene .

        Scusatemi se sono sembrato qualunquista, ma penso sia la verità .

  2. A me sembra che il problema sia una società che ci impone (o propone o propina) modelli di bellezza quasi irraggiungibili, a prescindere dall’essere magro. Io posso anche essere del giusto peso, pure carina, ma non ho le gambe/culo di una modella che sfila per victoria secret. Non ho il viso ammiccante, le labbra turgide e rosse, il capello sempre lucido e fluente.

    Sul grasso, condivido l’articolo: grasso (così grasso) non è bello, mai. Portarsi addosso troppi chili in più è faticoso e pericoloso per la salute. Poi lo so che capita, ci sono persone che non possono farci nulla. E mi pare giusto non sentirsi discriminati perchè si è grassi. Ma da qui a dire che grasso è sexy ce ne corre.

    PS, camminando per milano, dove a pranzo al massimo ti fai un’insalata, vedo comunque più ragazze grasse che ragazze anoressiche. Così, per dire.

  3. Grasso non è bello prima di tutto per la persona gravemente sovrappeso che inevitabilmente soffre di gravi problemi di salute che ne pregiudicano la normale attività, la salute e anche la vita.
    E poi va bene essere politically correct, va bene essere tolleranti su tutto, va bene che ognuno può fare quello che vuole e non dovremmo sentenziare giudizi su tutto e tutti ma i grassi sono inoltre un costo sociale non indifferente soprattuto in un paese come l’Italia dove la sanità è per la maggior parte garantita come servizio pubblico.

    Ora non vorrei scadere poi sulla questione estetica, un conto è qualche rotoletto qua e là che nel passato era sinonimo di condizione agiata ma quando è troppo è semplicemente troppo e francamente umiliante per chi si trova costretto a vivere con fatica psicologica la sua condizione di diversità data dal peso.

    Sulla questione estetica ovviamente esistono dei canoni estetici diffusi dati dal tempo in cui viviamo, dalle relazioni umane e sociali, dalla condizione economica e anche da preferenze prettamente personali.
    Banalizzando, ecco, un Playboy con donne obese in edicola non l’ho mai visto e dubito che venderebbe moltissime copie.

  4. Non è questione di farsi i cazzi propri, è che non di può più aprire bocca perché c’è subito qualcuno che urla alla discriminazione. Ti riduci in condizioni che non ti permettono di avere una vita normale e pretendi che cambino i canoni estetici. Non c’era l’alta moda quando veniva scolpito il Discobolo di Mirone.

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