un blog canaglia

Gli indichi la luna e guardano Facebook

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Secondo i genitori, a quanto pare, il punto non è che ci siano in giro dei ragazzi che fanno i bulli (diciamo così per capirci al volo, anche se sarebbe più appropriato definirli degli ottusi pericolosi coscienziosamente allevati a merendine, meschinità e fondamentalismo), ma il fatto che esista uno strumento come Facebook su cui possono esercitare il loro bullismo: un po’ come dire che se uno viene accerchiato e dileggiato in mezzo alla strada da cinque stronzetti il problema non sono gli stronzetti, ma la strada; o che se uno si ammazza perché gli fanno gli scherzi telefonici bisogna limitare l’uso dei cellulari.
Sarebbe assai più responsabile, credo, tenere a mente una memorabile pagina di Stefano Benni che personalmente ho sempre presente. Ve la regalo, credo sia molto più efficace di altri commenti.

“Un giorno Algopedante e Pantamelo capitarono in una piazza ove si riuniva la gioventù del paese, e videro schierati gli esponenti di due generazioni successive alla loro, che era stata fiera, combattiva, sfortunata e logorroica.
Stavano, questi giovani, seduti all’interno di auto, o appoggiati a moto e motorini, quasi mancassero di equilibrio proprio e avessero bisogno di un puntello, e tutti erano elegantemente vestiti, ben nutriti e abbronzati e portavano occhiali scuri per nascondere l’innocenza dell’età.
Alcuni erano riuniti attorno a una grande moto nera irta di pinne e alucce come un dragone, e discutevano animatamente se questa, che chiamavasi Bivù 850 Fantomas, potesse competere con la Misiushi Tartaruga 1200 a carburazione settoriale.
Altri commentavano certami velici o ultimi modelli di scarpe, altri discutevano se in certi casi è lecito uccidere i genitori, e soprattutto se è lecito chiedere la collaborazione degli amici per uccidere i propri genitori, il che rende l’operazione più semplice ma fa correre il rischio che si debba restituire il favore.
E le ragazze commentavano l’abilità dei ragazzi nel far impennare la moto e i ragazzi la resistenza delle ragazze nella danza e sui muri erano scritti scherzosi commenti quali “Matteo cornuto” e “Tatiana pompinara fai pena”, e così la dolce sera calava su Gladonia, e ci si apprestava a rombare verso i luoghi del divertimento.
Proprio vicino ad Algopedante un nanetto dell’età apparente di dodici anni, incapsulato in una gigantesca Lancia Nemenis Tremila, sparò a volume terrificante l’autoradio, aprì la portiera e con gesto magnanimo fece entrare tre amici.
“Stavolta”, disse “ci spariamo a chiodo e siam lì in quattordici minuti, e se qualcuno ha scago smolli subito…”
L’auto partì con impressionante guaito di gomme e Algopedante disse:
“Ma che generazione è mai questa che non ha altri ideali che vacanze, vestiti e carburatori? Quanto sono diversi da noi, che parlavamo di filosofia e amore, e di come cambiare il mondo”.
Pantamelo non rispose. Guardava una coppia che parlava fittamente, e gli sembrava di udire nelle voci una dolorosa nota conosciuta.
La ragazza salì su una vespa e si allontanò. Il ragazzo restò immobile, e nemmeno i lazzi degli amici e il frastuono del dragone nero che si metteva in moto sembrarono scuoterlo.
“Non so che dire”, disse Pantamelo “se non che quello che fanno essi lo hanno imparato da qualcuno”.
“Non certo da noi,” disse Algopedante “i nostri sogni erano migliori dei loro”.
“Forse,” disse Pantamelo. “Oppure abbiamo sognato che i nostri sogni fossero migliori”.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

5 Comments

  1. Il decadimento generazionale è un’idea vecchia quanto il mondo. Basta leggere Aristofane, e si capisce che già all’epoca per i “vecchi” il mondo lasciato ai giovani era destinato inevitabilmente ad andare a puttane.
    Come specie umana non siamo né migliorati né peggiorati: i nostri nonni hanno fatto una guerra mondiale, noi ci divertiamo a seguire su internet i bulli che si approfittano dei più deboli.

    “Su Tralfamadore, dice Billy Pilgrim, non c’è molto interesse per Gesù Cristo. La figura terrestre che più colpisce i tralfamadoriani, dice lui, è quella di Charles Darwin, che insegnò che chi muore deve morire e che i cadaveri sono un miglioramento. Così va la vita.”

    Kurt Vonnegut, Mattatoio n.5

  2. Thomas Hobbes spiegava efficacemente la ragione di questo innato desiderio di critica del presente e di ammirazione per il passato.
    “La competizione per la lode inclina a una riverenza per l’antichità poichè gli uomini contendono con i vivi non con i morti”.

  3. Bravo, Metil!
    Ora danno al colpa a Facebook, prima davano la colpa alla televisione, qualche anno fa avrebbero dato la colpa alla radio, e ancora prima il problema per lorsignori sarebbe stato…

    …il grammofono

    😉

  4. Il problema è anche che invecchiando i difetti delle persone ingigantiscono. Se si aggiunge il fatto che il mondo cambia e l’arroganza gerontocratica onnipresente, mi sembra chiaro che il problema alla fine siano sempre i vecchi.

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