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Gli ex collaboratori di D’Alema

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E’ commovente e curioso constatare che i primi (e gli unici) che scattano solerti e reagiscono veementi a difesa di Matteo Renzi contro gli attacchi di Massimo D’Alema siano il suo ex capo dello staff a Palazzo Chigi Claudio Velardi, il suo ex responsabile alla comunicazione Fabrizio Rondolino, ed il suo ex portavoce Matteo Orfini.

Stiamo parlando di tre soggetti all’epoca appartenenti a quella cerchia invidiata, misteriosa ed inaccessibile dei “dalemiani di ferro”. Velardi, Rondolino, Orfini, La Torre, Minniti, tutti temuti e beffardi soldati dalemiani. Poi diventarono ex dalemiani. Adesso non solo antidalemiani, ma focosi renziani, passati addirittura con il “nemico”.

Sicuramente, caro Massimo, te la riderai sotto i baffi pensando “questi non li conosceva nessuno e li ho fatti diventare ‘famosi’ mettendoli al mio fianco. Poi se ne sono andati ma per continuare a dimostrare al mondo che esistono devono parlare male di me. Sono sempre io al centro dei loro pensieri. Sono dei dalemacentrici. Senza di me non se li cacherebbe nessuno.La loro condanna è questa ed io in fondo li perdono e provo pure affetto per loro.”

Certo, se ci aggiungiamo la Moretti che da antirenziana viscerale è divenuta una delle amazzoni del premier, pare evidente che per D’Alema e Bersani la scelta di collaboratori ‘stabili’ non sia una delle cose che gli venga meglio.

Ma nel caso dei tre di cui sopra, c’è un qualcosa in più del salire sul carro del vincitore. C’è quella dose di rivalsa, sfottò sopra le righe, sfumato livore, camuffato rancore, che balza nitidamente agli occhi e che noi comuni mortali non riusciamo a spiegarci.

Perchè, caro Massimo, ce l’hanno così tanto con te? Che gli hai fatto?

Potremmo tirare fuori l’Ornella Vanoni di Quei giorni insieme a te:

“Quei giorni insieme a te/ io non li rivivrei /è stata un’ Odissea difficile, inutile/ Noi eravamo in due /che adoravamo te/una ero io, l’altro eri tu/ e non avevi il tempo di volere bene a me (…) Quei Giorni Insieme A Te io li cancellerei/ ripeto fra di me: Che stupida! che stupida!/ E mi vergogno un po’ di averti detto sì/ Oggi che ho più dignità/ io non accetterei l’amore in briciole che tu allora davi a me come fosse carità/ ma se è così chissà perché penso ancora ai giorni insieme a te.”

Oppure dovremmo pensare a delle più crude pratiche di tortura psicologica? Li legavi a delle croci di sant’Andrea e  incollavi loro sul corpo con dell’attack pagine de Il sangue dei vinti di Giampaolo Pansa? Gli ficcavi in bocca una ball gag con lo stemma falce e martello e con un megafono da 120 milioni di volt gli urlavi le massime di Mao tse tung e gli stratagemmi di Sun Tzu? Li spogliavi nudi in una stanza blindata con Fassina che gli lanciava in faccia delle secchiate di acqua ghiacciata minacciandoli che avresti fatto condurre loro una trasmissione su Red Tv con Adinolfi e Massimo Bordin? Hai costretto ciascuno di loro singolarmente per un mese a testa a preparare a mano deliziose ed abbondanti fettuccine per Goffredo Bettini?

Ecco, cosa sia successo non lo sapremo mai, almeno fino a quando non leggeremo le memorie postume di Roberto Gualtieri e del Ministro Padoan, ex direttore di Italianieuropei.

Soundtrack1:’Il Gulliver’, Verdena

Soundtrack2:’Reach for the dead’, Board of Canada

Soundtrack3:’No tomorrow’, The Stevenson Ranch Davidians

Soundtrack4:’Lord of light’, Bardo Pond

Soundtrack5:’La polizia chiede aiuto’, Stelvio Cipriani

Soundtrack6:’I giorni che ci appartengono’, Mina

Soundtrack7:’Quei giorni insieme a te’, Ornella Vanoni

Soundtrack8:’Non si sevizia un paperino’ Liz Ortolani

Soundtrack9:’The dampfwalze’, Sudstern 44

Soundtrack10:’Serra’, Mugstar

 

1 Comment

  1. dalema davanti ai suoi ex portaborse è un leade che fa le battaglie politiche alla luce
    del sole pagando di persona e nel caso perde traendo le conseguenze. ghli ex folgiorati
    dal renzismo purtroppo tengono famiglia.

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