un blog canaglia

Gli aguzzini delle quote rosa

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A giudicare dalla pletora di interventi della Corte Costituzionale, della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, dei TAR e via discorrendo la Legge 40 sulla fecondazione assistita è stata una delle norme più sconclusionate e insensate della storia della repubblica: eppure, dal 2004 ad oggi, quella legge ha prodotto (e continua a produrre, per le parti che sono ancora in vigore) i suoi effetti in modo drammatico.
Io non ho modo di saperlo, quanti di quelli che scrissero e poi difesero quell’obbrobbrio fossero davvero convinti che avesse la possibilità di restare in piedi, e quanti invece tirassero a campare e se ne strafregassero alla grande del fatto che si trattasse di una legge sbilenca e priva di costrutto, che prima o poi sarebbe stata smontata pezzo per pezzo fino a polverizzarsi: e non saprei dire, onestamente, quale dei due gruppi mi terrorizzi di più, se il branco degli incapaci o la massa dei fondamentalisti in malafede.
So, però, che quella legge rappresentò una svolta decisiva, perché sancì ufficialmente la possibilità che lo Stato si infilasse senza colpo ferire nelle parti più intime delle donne arrivando perfino a tenere una contabilità delle loro parti minute, come se si trattasse di oggetti qualunque: con una logica, mi si consenta, ancora più odiosa di quella del fidanzato più possessivo, del datore di lavoro più maschilista, della pubblicità televisiva più scosciata e volgare.
Quelli che allora promossero e sostennero una legge del genere, quelli che nicchiarono quando si trattò di darci una mano nella campagna referendaria, quelli che si astennero con la scusa della “questione di coscienza”, quelli che continuano e continueranno ancora a difendere la filosofia e i presupposti di legge così, prima ancora che questo o quel dettaglio, e allo stesso tempo si sbrodolano come se niente fosse parlando di diritti delle donne, di pari opportunità, di quote rosa e di femminicidio si facciano un esame di coscienza.
Perché io credo che i peggiori aguzzini delle donne, in tutti questi anni, siano stati proprio loro.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

2 Comments

  1. Lo credo anch’io.
    E credo anche che, purtroppo, l’esame di coscenza che auspichi non se lo faranno mai.
    Per mancanza della materia prima…

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