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Gli accattoni delle Liste Monti

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Marco Pannella è ancora vivo, per fortuna. I media attendevano come avvoltoi la sua dipartita per rinnovare il ciclo produttivo delle notizie e dei servizi giornalistici prenatalizi, mentre dell’abominia delle carceri italiani non frega niente a nessuno. Di conseguenza si concentrano sul solito nonsense che scandisce l’eterna campagna elettorale che è la politica italiana .

Al momento tiene banco questa fantomatica nascita delle Liste Monti. In pratica ad un mese dalle elezioni politiche non si è ancora capito se Monti si candidi o no. Il capo del governo in carica, che ha portato il rapporto debito/pil dal 122% al 128% e che ha fatto delle figuracce orribili come nel caso degli esodati o dei vari strafalcioni tecnici e giuridici in diversi provvedimenti legislativi che ha partorito, si dovrebbe candidare in opposizione ai due partiti che l’hanno sostenuto in Parlamento per tutto il periodo del suo mandato. E gia’ qua siamo nel ridicolo. E da chi verrebbe appoggiato? Grande sostenitore sarebbe il partito di Montezemolo. Ma ancora non si è capito se Montezemolo si candidi o meno. Montezemolo ha imbastito questa sorta di fondazione/movimento ItaliaFutura, affidata all’ex segretario della Fondazione dalemiana ItalianiEuropei Andrea Romano, basata sul merito e sul rinnovamento della politica italiana, dalla quale nascerebbe questo partito ‘Verso la terza repubblica’. E Montezemolo, che a proposito di merito, ricordiamolo sempre, si è vantato in un convegno alla Luiss nel maggio del 2007 di essere stato a scuola un campione mondiale di copiatura,”Credo di non aver rivali per tecniche e sofisticatezza, trovavo sempre il modo per mettermi vicino a uno bravo e generoso che mi permettesse di copiare”, con chi vuole farlo questo rinnovamento? Con l’Udc di Casini, Cesa, Cuffaro e con l’inossidabile stratega della politica e del grande capo della destra italiana europea Gianfranco Fini, uno che non ne ha mai azzeccata una e che è rimasto con i voti suoi e di Bocchino forse.

Non si capisce chi possa aver mai suggerito una cosa del genere al professor senatore a vita Monti, se non qualcuno che gli voglia male. Anche perché un’operazione del genere, dal limitato e perdente peso nel consenso elettorale, delegittimerebbe sia la sua figura istituzionale di uomo super partes, sia la cosiddetta agenda Monti/Draghi. In tal modo, anche in caso di pareggio al Senato e nell’opportunità di un governo istituzionale, tale discesa in campo gli toglierebbe questa caratterizzazione fino ad ora subìta da tutti. In più darebbe fondata e concreta giustificazione a chi sostiene che sia una specie di tecnocrate antidemocratico, in quanto non ha consenso popolare e la gente lo odia e per questo non lo ha votato.

Tutto ciò dimostra che la borghesia moderata ed illuminata italiana è sempre stata una finzione ideologica culturalmente incapace ad esprimere sia linee politiche che leader veramente validi ed efficaci, inferiore anche a partiti che ricandideranno Beppe Fioroni o Maurizio Gasparri. E non basterà mandare a Ballarò, o cose simili, Catricalà che racconta le solite chiacchiere a cui non crede nemmeno lui.

Soundtrack: ‘Side B’, In the Hearts of Emperors

1 Comment

  1. Bene il post, tranne l’incipit.
    Si dà il caso che il Dettomarco sia un appassionato estimatore di Monti e del suo governo.
    Si dà il caso che i 9 pannellidi infiltrati in Parlamento tramite i voti e le liste del PD, abbiano votato con grande convinzione TUTTE ma proprio TUTTE le fiducie al dott. Morte e con grande piacere TUTTE ma proprio TUTTE le manovre intese a macellare i deboli,i poveri e gli onesti per salvare i ricchi,i potenti e i ladri.

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