Giornalisti alle vongole

in giornalismo/società by

Splendido spunto di riflessione del mio giornalista-tipo preferito. Ossia colui il quale per mestiere dovrebbe informare, dei fatti o di opinioni aderenti ai fatti, e invece informa i fatti della sua ideologia distorta. Inquinando il lettore, che spesso non legge molto altro, e poi magari viene qui a commentare le stesse stupidaggini trite e ritrite.

brainwashed

Evitiamo le premesse su Telecom e sui politici italiani in lacrime per la perdita di un asset strategico (trad. “un posto dove potevamo mettere amici, parenti, colleghi trombati”) che nel caso di Telecom serviva anche a intercettare i nemici, e concentriamoci sulla stupidata del giorno. Scrive Gillioli:

“Ma se questa storia di Telecom  fornisse invece a tutti un bello spunto di riflessione su quello che sanno e quello che non sanno fare i grandi imprenditori e capitalisti italiani?

No, perché è da quando sono nato che li sento lamentarsi nei convegni e sui giornali – la burocrazia, le tasse,  i sindacati, i ‘lacci e laccioli’ etc – ma mai una volta che li ho sentiti fare un po’ d’autocritica sulle loro pratiche individuali e collettive, sulle posizioni di rendita di cui hanno goduto, sui loro intrecci con le banche e con la politica, sui loro investimenti sbilenchi e sul loro stare spesso al limite della legge.”

Insomma, per Gillioli gli alfieri del libero mercato sono i crony capitalists, il malaffare del sottobosco legato a doppio filo alla politica, i furbetti del quartierino e i capitani coraggiosi amici del giro di D”Alema, i vecchi amici di La Russa, e infine il cialtrone che vivendo solo di concessioni pubbliche, edilizia ed editoria sussidiata ha stuprato il termine “liberale” governando per parecchi anni e spendendo come un pazzo i soldi nostri per comprarsi i voti?

Ma allora e” giusto arginarlo, questo dannato libero mercato, dando ancora piu” potere ai D”Alema, ai La Russa, ai Crosetto, magari rinazionalizzando Telecom e Alitalia, cosi”. oh, wait.

Neanche se ne accorgono.

 

 

P.S. pare che molti commentatori non si siano accorti che cerco di evidenziare un problema nel ragionamento di Gilioli, ossia che il Nostro si dimentica di chiudere il cerchio. Tratta il problema della pessima classe dirigente economica italiana come una cosa separata, come se non dipendesse dall”ambiente economico-politico (che a sua volta e” influenzato dalla qualita” della classe dirigente sia in ambito politico che economico). Insomma, il piu” classico dei problemi di endogeneita” http://en.wikipedia.org/wiki/Endogeneity_(economics)

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

11 Comments

  1. Per disinquinarmi oggi ho letto anche te, insieme al non molto altro e, a mio modesto avviso, ha ragione Gilioli. Io l’antiliberismo strisciante che ipotizzi te nell’articolo linkato non ce lo leggo. Ma saró stupido io.

  2. Lasciamo perdere la forma (i puntini di sospensione) e concentriamoci sulla sostanza. La cessione di Telco pone una serie di questioni con riferimento al trasparente funzionamento dei mercati stessi e di come la governance societaria dei principali gruppi italiani sia assolutamente scollegata dall’effettiva ripartizione del capitale sociale. Come sollevato dai consiglieri indipendenti, Telco viene ceduta onde arginare le perdite di un numero limitato di shareholders con grave danno dei soci di maggioranza in Telecom (i piccoli risparmiatori che non dispongono di mezzi idonei a far sentire la loro voce in sede assembleare). Più che una vittoria del libero mercato, quest’operazione mi sembra l’ennesima riproposizione di uno spettacolo già visto.

    P.S. Faccio notare che nella nozione generale di controllo non rientra unicamente la mera titolarità di quote o azioni.

  3. Sommessamente, farei notare a Mazzone che l’inferenza che trae dal pezzo di Gilioli dal pezzo non si evince. Gilioli critica lo stesso sottobosco dei capitani coraggiosi coi soldi degli altri che critica lui, per gli stessi motivi, e si ferma li’.
    Ora tutti abbiamo capito cosa non piace al nostro eroe, ma saro’ tonto (e Mazzone non perdera’ l’occasione di ricordarmelo) pero’ non mi e’ chiara la soluzione che proporrebbe lui….

    • Insomma in qualche modo sto blog si deve riempire. Solo Mazzone ha letto quello che ha capito nell’articolo di Gilioli….e poi l’ha definito la stupidata del giorno

  4. Ah: è sempre la stessa faccenda delle carte dall’altra parte.
    Se il mercato non funziona è colpa dello “Stato ladro che imbroglia le carte”.
    Suppongo che tu saresti stato uno dei fan Elop.

  5. Mah, l’articolo di Gilioli non mi sembra così male, anzi.
    E’ una riflessione che avremmo potuto benissimo fare tutti.
    Consociamo la nostra classe dirigente ed anche quella politica.
    E’ ormai chiaro che entrambe non si fanno scrupoli nel salvaguardare i loro interessi a tutti i costi e non sono capaci ne di rilanciare le loro aziende ne di rilanciare il paese.
    Questo è sotto l’occhio di tutti.
    Gilioli alla fine dice che la crisi è colpa loro. Non è forse così?

  6. Cari commentatori, vi ho lasciato una risposta in coda all’articolo. Spero sia utile ai non-provocatori per intendere il senso della critica che rivolgo a Gilioli.

  7. Premessa: uno che da dello stupido a chi non é d’accordo con lui potrebbe poi risparmiarsi di rivolgersi ai “non-provocatori”.
    Bel concetto l’endogeneity, supply and demand, alpha, beta e via discorrendo, in pratica é il famoso cane-che-si-morde-la-coda. Ció nonostante, io resto del mio avviso, ovvero che Gilioli non abbia scritto una generica bordata anti-mercato che lascerebbe praterie aperte ai D’Alema di turno per fare ancora piú porcate. Gilioli (insisto, perché io penso la stessa cosa) sostiene che Colaninno (Mr. Passamaneria) & company tutto siano tranne che alfieri del libero mercato e che il loro ingiustificato potere derivi esattamente da una gestione torbida e clientelare dell’intreccio tra politica e finanza. Il tuo ragionamento starebbe in piedi se, a fronte di criticare la classe imprenditoriale, Gilioli aggiungesse che la classe politica che abbiamo é la migliore possibile. Ma questo nel suo articolo io non l’ho letto.

    • Allora vai a vedere come il suddetto Gilioli parla delle privatizzazioni, liberalizzazioni, deregolamentazioni, defiscalizzazioni, and so on. Perche’ io sono conseguente, lui no. E’ questo che bisogna far passare, e’ su questo che i comunisti come lui vanno bastonati.

  8. Gilioli scrive soprattutto di politica, ma mi hai messo il dubbio e sono andato a guardarmi ben 8 pagine di archivio sul suo blog per trovare qualcosa riconducibile al discorso. Apparte che tutto mi sembra tranne un “comunista” (inteso in senso letterale, in quello Berlusconico magari sí), comunque qui parla di privatizzazioni de’noantri e io continuo a essere d’accordo con lui. http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/06/17/il-famoso-capitalismo-virtuoso-un-caso/

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*