un blog canaglia

Gennaro for President

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Bellissima questa storia che tutti sono indignati perché la finale di Coppa Italia di ieri è stata giocata solo dopo che gli ultrà del Napoli hanno dato il proprio consenso, per bocca di un distinto signore di nome “Genny ‘a Carogna”.

Un enorme coro di disapprovazione e oltraggio sorvola l’Italia: il Corriere addirittura titola “Non dobbiamo abituarci all’illegalità“. E si soloneggia sull’autorità e l’autorevolezza perdute, la legalità infranta, la civiltà in pericolo.

Anche io mi sarei aggiunto al coro, ci mancherebbe.

Poi mi son ricordato che le stesse persone, gli stessi giornali, le stesse autorità oggi indignate, tollerano che un pregiudicato, condannato in Cassazione, assegnato ai servizi sociali, partecipi al processo di riforma costituzionale, dicendo la propria sui tempi e i modi ed essendo ricevuto da Presidente del Consiglio e Presidente della Repubblica (*). Lo stesso Corriere oggi pubblica una lettera del suddetto pregiudicato che ci indica le riforme da fare.

Nessuno nota lo stridore di questa incoerenza totale: ci si accorge che viviamo in un regime di illegalità generalizzata solo quando le autorità vanno a chiedere a Gennaro ‘a Carogna se si può giocare la partita. Contrattare la riforma della Costituzione con un pregiudicato, invece, evidentemente si può. Si può perché “il pregiudicato ha il consenso”, “rappresenta milioni di persone” e “potrebbe bloccare le riforme”.

Faccio solo notare che anche l’ottimo Gennaro ‘a Carogna ha il consenso della curva, rappresenta tante persone e ieri poteva bloccare la partita. E infatti abbiamo accettato il suo ricatto. Come accettiamo il ricatto del pregiudicato.

Santé

 

(*) Specifico che non condivido l’appello di Micromega: la legalità la si difende, come accadrebbe in qualunque Paese civile, smettendo di fare accordi istituzionali, di pubblicarne lettere e interviste e facendo calare il silenzio su un personaggio che sta scontando la sua pena, non aggiungendo un altro carcerato al conto dei detenuti che rendono il nostro sistema carcerario illegale. E’ illegale persino il carcere in Italia e voi vi scandalizzate per Gennaro a’ Carogna.

(SINDACATO PAGANO) Nato in terre calde e prospere di disoccupazione si trasferisce giovinetto al Norte dove adesso lavora, rigorosamente a fini di lucro. Attende con speranza che Grillo faccia approvare il reddito di cittadinanza così da poter finalmente vivere come un rentier. Ha scelto il nome da usare nel blog guardando tra le bottiglie di alcolici di un amico rivoluzionario.

10 Comments

  1. mah, le riforme costituzionali si fanno con chi ha i voti e vuole farle, oppure ci teniamo questa ammuffita Costituzione che ci ha regalato il terzo premier non eletto in 3 anni

    • La costituzione sarà anche ammuffita ma certe persone nascono malsane per conto loro e sono loro il vero problema… anzi mi correggo, il vero problema sono chi le vota.
      In questo paese possiamo fare tutte le riforme costituzionali che vogliamo ma vivendo in una situazione di illegalità è ovvio che ciò che varrà disposto non sarà comunque rispettato.
      Riferendomi alla citazione di Massimo d’Azeglio il quale credo sperasse in una situazione ben diversa dallo stato di degrado in cui si trova il paese che ha contribuito a creare più di un secolo fa, concludo: Bisogna ancora finire di farli gli italiani.

        • La costituzione è degli Italiani, cambiamo gli Italiani e cambieranno sia la costituzione (se necessario), sia lo stato di degrado che c’è e che gli italiani continuano ad ignorare o che comunque non si impegnano abbastanza a cambiare
          Non è certamente la costituzione la prima che deve essere cambiata. Piuttosto si facciano riforme e leggi che possano dare vita a un vera e propria rivoluzione (perchè è questo di cui l’Italia ha bisogno, una sorta di risorgimento) a partire dal modo di pensare. Si creino riforme e leggi che esaltino il merito, il lavoro e sopratutto la scuola e la cultura. Una riflessione che mi permetto di fare è che le nuove generazioni hanno cominciato a prendere cattive strade nel momento in cui la scuola pubblica è stata denigrata, danneggiata e umiliata. Si elimini la materia religione (ormai bigotta e facilmente integrabile con la filosofia per esempio) per sostituirla con l’educazione civica molto più utile, a mio avviso,della prima. Si valorizzi il patrimonio artistico da cui ovviamente le casse dello stato possono trarre profitto. Si rigeneri il servizio pubblico sempre più carente che crea nient’altro che una sensazione di abbandono da parte dello stato, si pensi al solo fatto che nella stessa partita citata nell’articolo soprastante, l’inno nazionale è stato fischiato dagli stessi Italiani.
          C’è bisogno che si parta dalle persone e dai loro bisogni per poi giungere a modificare qualcosa di elevato come la nostra costituzione.

          ps: Eccolo il modo per cambiare gli italiani.

  2. Mi sembra un po’ ingenuo pensare di far calare il silenzio su un personaggio che, alla bisogna, si sceglie una delle sue televisioni e la sua più devota conduttrice per dire quello che gli pare.
    In ogni modo, detto questo l’analisi e il parallelo mi sembrano un po’ approssimativi e scontati.

    • Sarà scontanto ma è la triste e raccapricciante verità e non volendo essere approssimativi, per analizzare a fondo le vicissitudini del “Cavaliere”, ci vorrebbe un enciclopedia… possibilmente divisa per le varie legislature in cui ha sempre più gettato l’Italia in un tunnel di degrado e derisione da parte di tutti gli stati, escludendo quelli che magari non si fanno beffe della nostra nazione e che però provano pietà e compassione per la nostra povera Italia.

  3. Paragone “lievemente” forzato. Forse sarebbe ora di fare un passo avanti e andare oltre, altrimenti lo spirito del Cavaliere ci perseguiterà per l’eternità.

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