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Generatore automatico di scene del prossimo film di Sorrentino

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Istruzioni: fare refresh per ottenere nuove scene del prossimo film di Sorrentino

Una contorsionista nordcoreana albina canta "Pensiero stupendo" nel giardino pensile di un grattacielo mediorentale, e nella scena succcessiva si depila le ascelle nella sala dei trofei di caccia grossa di un'ambasciata monegasca: progressivamente il rumore nitido dei peli che cadono ad uno ad uno si trasforma in'Music and Lights' degli Imagination sparata a palla in una spiaggia in cui ci si rotola nelle banconote e si guardano film porno con animali esotici.
A quel punto il protagonista, con aria grave, bisbiglia: "Chi di gallina nasce convien che ruspi".
Dissolvenza
Scritta "Dedicato a Ivan Lendl".
FINE

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

40 Comments

  1. Fin dal primo istante della “Grande Bellezza” ho capito che Sorrentino mi aveva infinocchiato alla grande con un collage pazzesco di personaggi improbabili e situazioni fuori da ogni senso logico.
    Solo che non ho potuto smettere di vederlo fino alla fine.
    Cazzo che genio del nulla!

    • Una ex modella sessantenne senza una gamba ascolta un carillon con la musica del duello di “Per qualche dollaro in più” nei bagni della stazione ferroviaria di Foggia mentre si lava i denti con uno spazzolino da viaggio.

      Successivamente, seduta nel vagone di prima classe dell’intercity Lecce-Trieste, canticchia Lady Madonna dopo averla ascoltata dalla suoneria del cellulare di un gangster montenegrino salito ad Ancona. Flashback in cui lei, giovane e bella, rivive il grave incidente avuto facendo sci d’acqua sul lago di Como sul motoscafo di un uomo d’affari franco-russo negli anni 80.

      Quando smette di piangere è da poco sorto il sole sull’Adriatico. Il treno è fermo vicino al mare. Primo piano sul sedile dove c’è copia della Gazzetta dello Sport aperta a pagina 4 con una foto di Zeman che fuma.

      Il gangster scende e si avvia lungo la spiaggia dicendo: non importa quanto corri ma dove corri e perché corri.

      Scritta: dedicato a Paul McCartney

    • Quindi per te un film che racconta la parabola della vita di un uomo, di uno scrittore, che grazie all’amore ed al ricordo di esso riesce a riacquistare forza, motivazione, evitando di veder tramontare la propria vita insieme a quella fauna della bella vita romana, con lo sfondo di una trattazione lirica di varie tematiche quali l’arte, in tutte le sue forme, la condizione dell’uomo, la spiritualità in tempi moderni, questo ti sembra un film sul nulla?

  2. In una SPA di proprietà del gruppo Bilderberg, il pianista calvo del cocktail bar esegue Vivere ancora di Gino Paoli mentre al bancone una ex attrice giapponese di teatro No assieme a un architetto di fiducia della vecchia monarchia destituita bevono un bloody mary finlandese: “è fatto con succo di vongole e acquavite di cumino”, specifica il barista. Fade in della musica di Sigur Rós all’entrata di una giovane miss africa albina in abito da sera fucsia. Il protagonista osserva la scena in una vorticante panoramica come in Matrix e si confida: “E se va bene a me, buona camicia a tutti”.
    Dissolvenza.
    TITOLO
    Scritta: “Dedicato a Maurizio Costanzo”.
    FINE

  3. Un ex-ciabattino arricchito, vestito di canotta e pantaloncini, si stravacca su un divano in velluto rosso in una grande sala piena di marmi e specchi. Entrano un cieco elegantissimo con occhiali scuri brillantinati e una venditrice di sigari obesa con enormi seni (cit. Felliniana) e iniziano a ballare sulle note del grammofono che suona “Again” di Doris Day. A passo di danza, entra anche una modella russa in costume da bagno intero, che l’ex-ciabattino guarda con malinconia mormorando tra sé e sè “Due cose sono importanti: le scarpe e il materasso”.

  4. Una ballerina irachena fasciata da una tuta di latex canta “Bang bang” nel giardino pensile di una villa patrizia, e nella scena successiva si pulisce il naso con un cotton fioc nella camera da letto damascata di un’ambasciata monegasca: progressivamente il rumore nitido delle caccole che si staccano si trasforma in ‘Wild Boys’ dei Duran Duran, sparata a palla in una spiaggia in cui ci si rotola nelle banconote e si assiste alla lotta nel fango di due nane.
    A quel punto il protagonista, con l’aria di chi la sa lunga, biascica: “Dagli amici mi guardi Iddio ché dagli amici mi guardo io”.
    Dissolvenza.
    Scritta “Dedicato a Alberto Tomba”.

  5. In abito da sera si guarda allo specchio in un castello cinquecentesco, aggiustando il frack, girandosi esce dalla porta di casa trovandosi nella metrò notturna dove incontra una puritana che gli racconta la sua vita da star, nel suo unico film con il quale ha avuto un successo meteorico. Lui la guarda incredulo, pensando al suo appuntamento con il diavolo o con l’angelo Gabriele, le chiede scusa, si alza le lascia un foglietto con scritto il suo nome e cellullare. Il foglietto cade, si dissolve nel nulla, dove viene raccolto da una straniera ottimista e di sinistra venuta da lontano, perché le aveva detto “ti telefono fra vent’anni ”
    Dedicato a LUCIO DALLA

  6. Un’indossatrice etiope cosparsa di olio di cocco canta “Ne me quitte pas” nella corte ottagonale di un borghetto medievale, e nella scena successiva si taglia le unghie dei piedi nella cantina degli champagne di una banca d’affari monegasca: progressivamente il rumore nitido delle forbicine si trasforma in ‘One Night in Bangkok’ di Murray Head, sparata a palla in una spiaggia in cui si mangiano aragoste vive e si guardano film porno con animali esotici.
    A quel punto il protagonista, con aria grave, bisbiglia: “Il gatto è un animale indipendente”.
    Dissolvenza.
    Scritta “Dedicato a Angela Merkel”.
    FINE.

  7. Una ballerina cingalese mulatta canta “Pensiero stupendo” nella corte ottagonale di un grattacielo mediorientale, e nella scena successiva si pulisce il culo con lo scottex nella camera da letto damascata di una banca d’affari monegasca: progressivamente il rumore nitido della carta assorbente che sfrega sullo sfintere si trasforma in ‘Wild Boys’ dei Duran Duran, sparata a palla in una spiaggia in cui si sniffa cocaina e si guardano film porno con animali esotici.
    A quel punto il protagonista, con gli occhi lucidi, biascica: “Il gatto è un animale indipendente”.
    Dissolvenza.
    Scritta “Dedicato a Ivan Lendl”.
    FINE.

  8. C’è un’arroganza insopportabile dentro a quest’ultimo film. Il titolo che viene mostrato all’inizio e alla fine, cosa mai vista per film drammatici, o comunque non cult, è solo l’emblema del pressapocchezza con cui certi temi vengono “biascicati” a bella posta. Per il resto è un buon film e basta, non se ne parlerà a lungo.

  9. Una spogliarellista nordcoreana albina canta “Bang bang” nella corte ottagonale di una villa patrizia, e nella scena successiva si pulisce il naso con un cotton fioc nella stanza degli specchi di una multinazionale del tabacco delle Cayman: progressivamente il rumore nitido delle caccole che si staccano si trasforma in ‘Misfit’ dei Curiosity Killed the Cat, sparata a palla in una spiaggia in cui si beve Krugg e si balla la quadriglia.
    A quel punto il protagonista, con aria malinconica, biascica: “Non c’è cosa più divina che scoparsi la cugina”.
    Dissolvenza.
    Scritta “Dedicato a Milan Kundera”.
    FINE.

  10. Una modella armena meticcia canta “Ciao amore ciao” nella terrazza panoramica di un’isola caraibica privata, e nella scena successiva si masturba con un mestolo nella camera da letto damascata di un’associazione massonica delle Cayman: progressivamente il rumore nitido dell’attrezzo culinario che fa su e giù nella vulva si trasforma in ‘Music and Lights’ degli Imagination, sparata a palla in una spiaggia in cui ci si rotola nelle banconote e si fa sesso di gruppo in costume.
    A quel punto il protagonista, con aria grave, sussurra: “I negri hanno il ritmo nel sangue”.
    Dissolvenza.
    Scritta “Dedicato a Milan Kundera”.
    FINE.

  11. Che dire… Un bellissimo film, non un capolavoro, ma un film moderno e comunque un flusso di emozioni. Ma dato che i Bertolucci sono sul viale del tramonto, il cinema italiano si regge su pochi talenti. Cannes era piena di film di merda perché ci sono persone che, come voi non valorizzano ciò che hanno ma credono che l’erba francese sia sempre più profumata… Stesso discorso per il meraviglioso racconto dei racconti. Voi meritate vacanze di natale, boldi e de sica.

    • Che significa voi? A quale categoria o “partito cinematografico italiano” fai riferimento? Questi voi sono proprio ignoranti, e in più non difendono la patria, poveri comunisti. I premi non sono tutto, anzi spesso rimpiccioliscono il valore dell’arte e la dedizione dell’artista con rischiosissime (in)soddisfazioni che alterano il loro lavoro, in questo caso di regista. Poi via, parliamo di Cannes e degli Oscar, e come il Nobel, questi super premi mondiali non valgono veramente un sega visto quanto sono politicizzate (non in senso stretto) e faziose le giurie, ben più del normale. Apprezzo molto di più il voto popolare di IMDB ai superpremi. Non scordiamoci mai che “Sheakspeare in love” ha vinto 7 Oscar…

    • Carissimo,

      a parte il fatto che Boldi e De Sica hanno tutta la mia stima, perculare qualcuno (nella fattispecie il buon vecchio Sorrentino) non significa automaticamente disprezzarlo o non riconoscere la sua importanza/grandezza. Anzi, proprio perché il sopraccitato regista io lo adoro, mi sento in diritto di prenderlo per i fondelli.
      Ma anche se non fosse: Mo’ non è che giudizio negativo = eeh, allora siete dei mentecatti che non capiscono un cazzo

  12. Una ballerina bielorussa cosparsa di olio di cocco canta “Bang bang” nella corte ottagonale di una casale nobiliare, e nella scena successiva si pulisce il naso con un cotton fioc nella cantina degli champagne di una società di trading monegasca: progressivamente il rumore nitido delle caccole che si staccano si trasforma in ‘Relax’ dei Frankie Goes to Hollywood, sparata a palla in una spiaggia in cui ci si succhia caviale dall’ombelico e si fa sesso di gruppo in costume.
    A quel punto il protagonista, con gli occhi lucidi, sussurra: “Chi di gallina nasce convien che ruspi”.
    Dissolvenza.
    Scritta “Dedicato a Milan Kundera”.
    FINE.

  13. Una mangusta idrofoba del kualalumpur canta “non ho l’età” di gigliola cinquetti, nel giardino del parnaso con eustachio il moscondoro, e nella scena successiva si mangia un rododendro da gigi il troione: progressivamente il rumore nitido di una scorreggia colossale si trasforma in “let it be” dei beatles , sparata a palla in una spiaggia in cui si sniffa mdma e si fa sesso di gruppo con delle capre del turkmenistan in costume.
    A quel punto il protagonista, visibilmente commosso, sussurra: “cazzo in culo non fa figli, ma trombar come conigli”.
    Dissolvenza.
    Scritta “Dedicato a madre teresa di calcutta”.
    FINE.

  14. Uno dei quattro cavalieri dell’Apocalisse perdutosi negli anfratti del bar Budapest osserva una carmelitana scalza mentre si esibisce in una sensuale lap dance. Tre impiegati di equitalia bevono caffè nero bollente miscelato con mirra e luppolo chiedendosi il perché e il per come la vita somiglia ad una brioche con panna montata. Dissolvenza che passa alla scena successiva dove un gay eterosessuale cammina sul bordo della route 66 in attesa di un tram chiamato desiderio ululando alla Luna. Il Sole sorge ad ovest è l’alba di un giorno mai nato, sono i prodromi di un vecchio new deal. Così parlò Zarathustra mentre aspettava il suo turno.

  15. Jelly Roll, 45 giri, una notte di Luglio, 1984, un salone di clichè e apparenze nel America della belle epoque. Canta un complesso di musica da camera uruguaiana, strumenti tipici, musica soffusa, atmosfera soffusa, drink soffusi, un ristorante cinese di periferia. Al centro della scena uno sgabello vuoto, accanto una donna delle pulizie, sottopagata, lavora in nero, probabilmente nordafricana, l’inquadratura si sposta ruotando verso l’alto, mette a fuoco un viso truccato e annoiato, sullo sfondo un tavolo da ping pong. Il rombo di una jeep squadrata fuori dal locale attira sull’uscio malconcio, un cabarettista, pensionato da tre anni, il fegato inzuppato gin tonico alla fragola, con la chitarra in spalla . La tenue luce del lampione illumina un altalena vuota e un bambino sul bordo della piscina.- “Sai nuotare?”. “Sto imparando”- risponde il bambino. L’uomo con la chitarra si avvicina e gli offre il bicchiere semi vuoto – Il mare é immenso, bambino, siamo solo delle valigie dimenticate sul nastro trasportatore, terminal 3″. Attacca Morricone in sottofondo, la luce del lampione si affievolisce, poi a intermittenza, si sta fulminando e infine si spegne.

    FINE

  16. Io di Sorrentino avevo visto la grande bellezza…stasera ho visto this must be the place , ed entrambi i film mi hanno affascinato sia per la fotografia che per la sceneggiatura. Lo trovo un regista visionario e surrealista, capace di veicolare una storia dentro la storia…archetipi…flashback e quant’altro sono in entrambi i film mescolati sapientemente dando quel senso di oniricita che affascina e commuove..

  17. No va beh, adesso tutti sti grandi intenditori di Cinema da dove spuntano…. abbiamo finalmente un regista italiano con un talento gigantesco…. ma no dai perché ne sappiamo più noi di Cinema degli addetti ai lavori….poerannoi. I suoi film sono belli, fatti bene, profondi mai scontati, vi meritate Boldi De Sica e le teste della soubrette del momento…. Bravi bravi espertoni

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