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Generatore automatico di regolamenti per le primarie del PD

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Istruzioni: fare refresh per ottenere un nuovo regolamento per le primarie del PD

Turno multiplo a spazzaneve, iscrizione degli elettori a Facebook, partecipazione al ballottaggio solo degli elettori non vegetariani che hanno partecipato al No-B Day purché si depilino le ascelle, contributo di diciannove euro e quaranta perline.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

6 Comments

  1. Naturalmente la squadra è il Piacenza. Oltre l’avemaria al contrario si dovrà dire a memoria il Paradiso di dante e chiamrsi Roberto

    • Non ho la vocazione ad iadossnre l’abito del bastian contrario e non mi diverte l’essere tacciato di collusione con il nemico (e tanto meno gioisco nell’essere deriso/insultato com’e8 possibile accada dopo questo mio intervento) tuttavia, per oneste0 culturale nei confronti di SEL e verso me stesso, correrf2 questo rischio. Partendo da una premessa. Comprendo la difficolte0 e le paure che in un momento cosec critico come quello attuale con cui ciascuno di noi e8 ogni giorno costretto a convivere e comprendo dunque il bisogno forte di essere almeno in parte rassicurati, di percepire dai candidati a governare il paese, modi di esprimersi e parole d’ordine riconoscibili e coerenti con le nostre aspettative ed i nostri desideri. Occorre tuttavia chiedersi interrogandoci e sforzandoci di mettere maggiormente a fuoco la realte0 che ci circonda quanto aspettative/desideri siano coerenti con la dura ma non modificabile (dato che non dipende, se non parzialmente, da noi) realte0. Interrogarci cioe8 se il modello di societe0 che abbiamo in mente sia in grado nel contesto attuale di produrre gli effetti attesi o se invece, per le significative modificazioni intervenute nella societe0 negli ultimi decenni, vi sia una concreta probabilite0 che non sia cosec (ovvero che le soluzione che la sinistra ha elaborato nella seconda mete0 del novecento siano oramai inefficaci, quando non controproducenti). Vogliamo sentire profumo di sinistra ma siamo davvero certi di possedere un olfatto allenato a riconoscerli. Non ho certezze neanche io ovviamente, non sono cosec presuntuoso, ma nella necessite0 di compiere una scelta mi sono sforzato di interrogarmi e di guardare senza preconcetti a cif2 che mi circonda, alla realte0 in cui sono e siamo immersi. L’ho fatto perche9 so cosa voglio (so che voglio condizioni di vita migliori per tutti partendo dai soggetti pif9 deboli, per fare un esempio) ma non sono pif9 certo su quali siano le scelte pif9 efficaci per raggiungere questi obbiettivi. So quanto sia stato fondamentale il ruolo dei sindacati nel migliorare le condizioni di vita e le garanzie dei lavoratori (sempre per fare un esempio) ma so anche che oggi l’associazione lavoro = operai/dipendenti pubblici non e8 pif9 espressione della realte0 e so che oggi la mete0 dei lavoratori produce beni immateriali ed e8 assunta con forme contrattuali prive di ogni tutela, come so che la mete0 dell’altra mete0 (quella parte dei lavoratori che producono beni materiali) e8 assunta in aziende con meno di 15 dipendenti dove il nocciolo dei diritti e delle tutele ottenute dai sindacati non si applica. Come so che in questo momento non ci sono risorse pubbliche in grado di estendere la rete di protezione sociale che i sindacati hanno conquistato per noi a quella parte (2/3 circa oramai) di lavoratori che ne sono esclusi in tutto o in parte. Per questo ritengo che non siano le risposte che per prime ci vengono alla mente quelle giuste. E proprio per questa ragione credo che non sia, in questo contesto e con le proposte che ha espresso, Bersani colui che puf2 davvero fare qualcosa di concreto a favore dei pif9 deboli. Che non sia in grado perche9 troppo legato alle forme tradizionali di rappresentanza del mondo del lavoro (ed ad una classe politica che si e8 affermata grazie alla sponda di essa) per avere il coraggio e la possibilite0 di intraprendere l’unica strada realmente praticabile a favore dei pif9 deboli: un re-distribuzione dei diritti e delle opportunite0.Per questa ragione sia al primo turno che al ballottaggio ho votato e voterf2 a favore di Renzi. Non perche9 ami particolarmente il personaggio (anzi nutro “a pelle” un po’ di antipatia verso il suo modo di porsi) ma perche9 l’unico dei candidati che si propone (come si puf2 comprendere dalla comparazione dei diversi programmi, se si ha la voglia di farlo) di rappresentare innanzitutto coloro che godono di meno diritti e tutele, di rappresentare coloro che cercano di costruire un proprio futuro nonostante l’ostracismo dimostrato dalla classe dirigente (politica, economica e sindacale) nei loro confronti; in poche parole di rappresentare innanzitutto i precari ed i giovani. Puf2 non piacere ma e8 cosec. Renzi ha assunto il ruolo che avrebbe dovuto assumere Niki se avesse avuto il coraggio di percorrere fino in fondo il cammino intrapreso con la scelta – non indolore – di uscire dal PRC per dar vita ad una nuova sinistra invece di fermarsi in mezzo al guado per paura di non essere compreso dall’elettorato pif9 prossimo al partito di provenienza ed alla parte di classe dirigente che lo ha affiancato in questa scelta; condannandosi ad un eo-minoritarismo che oramai non puf2 che dipendere passivamente dalla “nomenclatura” del PD.

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