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Generatore automatico di divieti di Alemanno

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Già che abbiamo fatto trenta, perché non fare trentuno?

Istruzioni: fare refresh per ottenere nuovi divieti di Alemanno

Vietato mangiarsi le unghie, stringersi la mano e aprire l'ombrello nel centro storico tra le quattro del mattino e le dieci di sera se non si è a testa in giù.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

4 Comments

  1. E figuriamoci se il Capriccioli non ci cadeva come un gonzo.
    Premetto che sarei di sinistra (scrivo “sarei” perché se avessi i soldi emigrerei da questa sinistra cenciosa e garantista)
    Rutelli e Veltroni hanno fatto di peggio: il primo, vietando i cavalletti per fotografare le bellezze della città; il secondo, trasformando il Circo Massimo in diarreosa area per cani. Due esempi tra tanti, eh!
    Poi: è evidente che se hai a che fare con un popolo di incivili – e i romani lo sono, altroché – devi trovare rimedi infantili.
    Le persone adulte NON mangiano sui monumenti, NON sporcano le strade, NON fanno schiamazzi notturni, NON fanno i fighetti a corrente alternata.
    Le persone adulte si comportano pensando anche a non rompere gli zebedei al prossimo, e a non sporcare strade e monumenti.
    In realtà, non ci meritiamo Alemanno perché siamo come lui; ci meritiamo le sue leggi ridicole perché siamo ridicoli noi.
    Giuro: un giorno che scriverai un post che dica veramente le cose come stanno, e che soprattutto denunci veramente il comportamento della “gggente” anonima, ti offro io una birra.
    L’hai sorseggiata con un fascista da quattro soldi per cercare di capire le sue motivazioni (mentre bastava leggere i suoi deliri sul sito di Forza Nuova), che vuoi che sia prenderla con uno che si è stancato della maleducazione dei romani.

  2. “Questo è un paese infarcito di una infinità di regole la cui violazione è abitualmente tollerata. Un paese serio è un paese dove ci sono poche regole fatte ferreamente rispettare. Questa è la differenza fra il suddito e il cittadino: il suddito è un soggetto cui sono imposti infiniti obblighi e infiniti divieti; normalmente gli si permette di farne strame ma se alza la testa gli si chiede conto e ragione di tutte le violazioni fino a quel momento perpetrate. Il cittadino è un uomo a cui sono imposti pochissimi obblighi, pochissimi divieti per la cui violazione non c’è perdono, non ci sono il condono edilizio, il condono fiscale, l’amnistia, l’indulto: c’è il rigore. Ma, rispettati quegli obblighi, è un uomo libero e più nessuno può infastidirlo.”
    Piercamillo Davigo

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