Gaber non doveva rettificare

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Pare che abbiamo tutti frainteso il povero prof. Rodota’. Invito al seguente, gustoso paragone.

Giorgio Gaber:

“Voi mi direte perché è così parziale
il mio personalissimo Giudizio universale?
(…)
Io come Dio, non è che non ne ho voglia,

io come Dio, non dico certo che siano ingiudicabili
o addirittura, come dice chi ha paura, gli innominabili,
ma come uomo come sono e fui ho parlato di noi, comuni mortali,
quegli altri non li capisco,mi spavento, non mi sembrano uguali.
Di loro posso dire solamente
che dalle masse sono riusciti ad ottenere

lo stupido pietismo per il carabiniere,
di loro posso dire solamente
che mi hanno tolto il gusto di essere incazzato personalmente.


(…)

Ecco la differenza che c’è tra noi e gli innominabili:
di noi posso parlare perché so chi siamo
e forse facciamo più schifo che spavento,
ma di fronte al terrorismo o a chi si uccide
c’è solo lo sgomento.”

Stefano Rodota’:

Atti come la lettera delle nuove Brigate Rosse, in cui si auspica che il movimento no Tav ‘faccia uno scatto politico – organizzativo’, sono deprecabili, ma comprensibili e non devono contribuire a derubricare la realizzazione dell’opera a una mera questione di ordine pubblico

Spot the differences.

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(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

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