un blog canaglia

Fumo negli occhi

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Bruno Astorre (candidato al Senato nella circoscrizione Lazio al settimo posto della lista), Marco Di Stefano (candidato alla Camera nella circoscrizione Lazio 1 al ventitreesimo posto della lista), Carlo Lucherini (candidato al Senato nella circoscrizione Lazio al quattordicesimo posto della lista), Claudio Moscardelli (andidato al Senato nella circoscrizione Lazio al sesto posto della lista), Francesco Scalia (candidato al Senato nella circoscrizione Lazio al quinto posto della lista), Daniela Valentini (candidata al Senato nella circoscrizione Lazio al quindicesimo posto della lista).
Quelli che potete leggere qua sopra sono i nomi dei consiglieri regionali del Lazio che Nicola Zingaretti si è fatto vanto di non aver ricandidato dopo le vicende che tutti conosciamo, e che il Partito Democratico ha messo in lista per le elezioni al parlamento.
Sei su quattordici. Quasi la metà.
Allora, abbiate pazienza, uno si domanda: se nel consiglio regionale del Lazio è successo qualcosa che non doveva succedere, e se si fa bella mostra di non aver rimesso in lista quelli che in un modo o nell’altro avevano consentito che succedesse, che senso ha “premiarli” con una candidatura alle elezioni nazionali?
Zingaretti, a quanto mi risulta, ha già risposto: le liste per il parlamento non sono di sua competenza. Ma il Partito Democratico sì, mi pare.
Ha almeno due mani, il Partito Democratico: la destra, con cui sfila via dei nomi alle regionali, e la sinistra, che li prende e li mette nelle liste per il parlamento. E queste due mani, a quanto pare, si ignorano vicendevolmente con una disinvoltura disarmante.
Poi non lamentatevi se a qualcuno viene il sospetto che sia tutto fumo negli occhi.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

9 Comments

  1. aggiungiamo esterino montino candidato pd nello strategico comune di fiumicino? (culla di ogni sogno bagnato immobiliare dei prossimi decenni)

  2. Tutto giusto, ma mi sembra che in questo post ci sia un po’ di accanimento. I membri della giunta regionale presumibilmente avevano un qualche ruolo di rilievo nel pd anche prima di entrare in giunta, non mi sembra che ci sia nulla di così scandaloso nel fatto che un 40 % di essi siano stati candidati in altri contesti, peraltro abbastanza in basso, in lista. Inoltre, bisogna vedere quali fossero le loro responsabilità personali.

  3. Premesso che a sparare sul PD fa sempre piacere a sinistra, ma qui dove sta il problem? non sono condannati, non sono indagati, sono stati votati alle primarie…
    Capriccioli, puoi argomentare con più dettaglio il tuo ragionamento? perché non vanno bene?

    • Forse perche’ mentre la giunta Polverini decuplicava i rimborsi elettorali i suddetti consiglieri regionali votavano all’unanimita’ a favore.

    • forse perchè stanno facendo passare (giustamente) il concetto di autodisciplina nel partito?

      siamo tutti innocenti fino a condanna definitiva, ma le responsabilità _politiche_ di quella giunta sono innegabili.

      altrimenti siamo sempre alle solite, deleghiamo alla magistratura la nostra etica, e poi ci lamentiamo dei magistrati impiccioni.

  4. Marco Di Stefano – mah – si è messo disciplinatamente dentro per fare mucchio?

    O spera che il PD elegga ventitre deputati nella circoscrizione lazio 1?

    Nel caso 2, lo voterei… in questa situazione il Paese ha un disperato bisogno di ottimisti… 🙂

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