un blog canaglia

Foto per foto

in società by

«Una foto è spesso l’effetto finale di qualcosa che magari si è svolto prima. Io porterei anche le foto del poliziotto cui hanno spaccato il casco in testa: foto per foto, parliamone».
(Annamaria Cancellieri, Ministro dell’Interno)

Sì, dai, facciamo la gara delle foto e contiamo i punti. Un’immagine mostra un poliziotto mentre legna un ragazzino già reso innocuo? Eccone un’altra in cui un teppista aggredisce alle spalle un poliziotto rimasto indietro. Le forze dell’ordine caricano quando non è necessario? I manifestanti lanciano le pietre. Quello ha i segni del manganello sulla schiena? Eh, ma io qui ho almeno due scudi antisommossa scheggiati: vantaggio mio, l’ordine pubblico è salvo.

Ah, certo, ora direte che gestire l’ordine pubblico vuol dire un’altra cosa, che i teppisti vengono identificati e i poliziotti no, che i teppisti vengono processati e i poliziotti no, che i teppisti teppisteggiano per definizione e i poliziotti servono a fermarli e non a menarli finché non siamo pari altrimenti tanto valeva mandare in piazza squadre di gladiatori e un arbitro di wrestling, questo ora direte. Perché non sapete perdere.

(ESERCIZI DI LOGICA) Trapiantato a Milano in quasi giovane età, scrive tendenzialmente per dimenticare, cosa che gli riesce piuttosto bene. Soffre da molti anni di Sindrome di Ingegneria, diffusa ma poco conosciuta patologia psichiatrica che porta il soggetto a credere che qualunque interazione al mondo sia descrivibile con non più di quattro equazioni differenziali e a non capire perché abbia così pochi amici. Si lamenta di tutto.

11 Comments

  1. Non e’ questione di vincere o perdere, ma di capire che se uno va a una manifestazione che diventa violenta e sceglie di restarci (o se causa la violenza) il minimo che gli puo’ capitare e’ di prendersi una manganellata. I poliziotti non menano mica per fare a pari, cercano di manterenere l’ordine pubblico e di non finire con la testa spaccata per questo.
    Scusa ma il ragazzino “gia’ reso innoquo” vuol dire che prima non era innoquo? pensi sia cosi’ facile per dei poliziotti capire esattamente per ogni ragazzino violento quand’e’ che questo diventa innoquo, con altri ragazzini violenti non ancora innoqui intorno pronti a prenderlo a sprangate? Ma soprattutto, che diritto hanno i ragazzini violenti a stare in una manifestazione senza essere fermati?

    • veramente non dovrebbe essere una lotta a chi picchia di più. Quelli sono teppisti, gli altri poliziotti. E mi piacerebbe non venissero messi sullo stesso piano.

      quando vedo un poliziotto che prende a calci uno (che può essere un ragazzino o un 90enne) già ammanettato, a me il conteggio va a a dieci a zero. E non mi importa se il tizio ammanettato era stato tanto cattivo fino a due minuti prima.

      se hai voglia di vendicarti, di menare le mani, di farla pagare ad altri o di sfogare i tuoi istinti, almeno abbi la coerenza di toglierti la divisa e metterti con gli sfasciavetrine. Fai il teppista, non il poliziotto.

    • Ma infatti il ragazzino teppista va fermato: se (strettamente) necessario usando le maniere forti. Poi però se quando l’hai messo a terra gliele dai ancora sei fuori dalla legge. Intendo questo con “già innocuo”. Le foto di cui si è tanto discusso in questo caso e negli altri sono foto di violenza non necessaria.

    • -> I poliziotti non menano mica per fare a pari,

      No, in effetti menano perchè il novanta per cento di loro sono dei fascisti che odiano i manifestanti di sinistra e ci provano gusto. Non mirano a far pari, mirano a vincere.

      -> cercano di manterenere l’ordine pubblico e di non finire con la testa spaccata per questo.

      Quanto si vde che Lei non li conosce e non ci ha mai avuto a che fare!!!

      -> pensi sia cosi’ facile per dei poliziotti capire esattamente…

      non raccontiamoci palle. i casi di manifestanti inermi manganellati da fermi sono talmente tanti che appare evidente trattarsi di una pratica sistematica.

      -> se uno va a una manifestazione che diventa violenta e sceglie di restarci (o se causa la violenza) il minimo che gli puo’ capitare e’ di prendersi una manganellata.

      Lei ha proprio uno strano concetto di democrazia, di cosa sia una manifestazione, di quali siano i compiti delle forze dell’ordine da un punto di vista strettamente legalitario. Io ho tutto il diritto di restare in una manifestazione anche se alcuni dei partecipanti compiono atti che io disapprovo. Le consiglio di andare a scrivere su qualche blog di estrema destra, troverebbe un sacco di persone che sono d’accordo con Lei.

  2. Mi fa piacere vedere applicata questa intransigenza a esseri umani sottoposti a un piccolo stress come stare in una manifestazione dove molti vogliono togliere loro la vita solo per l’uniforme che indossano.

    • Bè, mica ho detto che non li capisco o che sono degli stronzi, ho detto che non lo possono fare (e soprattutto che abbiamo palesemente e storicamente grossi problemi di gestione dell’ordine pubblico, ma ormai l’argomento mi pare quest’altro). Se non riescono a gestire quello stress, o sono male addestrati o non è il lavoro per loro. L’intransigenza è necessaria perché il ruolo di tutore dell’ordine è delicatissimo per la democrazia. Vale per un chirurgo, per esempio: tanta responsabilità, tanto stress, ma se sbagli son cazzi lo stesso.

    • guarda che lo Stato (nel concreto: i suoi rappresentanti) non può e non deve agire come i delinquenti. Altrimenti la gente fa confusione, e si finisce come in Russia, dove, per vedere riconosciuto un proprio diritto, tra passare la mazzetta al magistrato o fare i dovuti omaggi al boss di zona si sceglie l’opzione che costa meno.

  3. Per Anna Missaia:
    “Non e’ questione di vincere o perdere, ma di capire che se uno va a una manifestazione che diventa violenta e sceglie di restarci (o se causa la violenza) il minimo che gli puo’ capitare e’ di prendersi una manganellata.”
    Giusto, basta che ad una manifestazione ci sia un gruppo di persone che diventano violenti che la manifestazione stessa dovrebbe sciogliersi, eh. perché no, mica ci puoi restare tu che sei andato lì per far sentire la tua voce, e sicuramente te la sei meritata la manganellata, é il minimo che ti può capitare, fortunello.

  4. Io invece sarei per l’abbattimento selettivo.. metti una buona squadra di cecchini sui tetti con telecamere collegate ai telescopi e inviano immagini “in regia”, poi se la situazione degenera troppo cominci a tirare giù i più facinorosi. E se vengono a dire “era un bravo ragazzo” (Giuliani style) hai pure il video!

    Semplice, economico, lineare

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