un blog canaglia

Fischi, altro che applausi

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Credo che sul caso Cancellieri sia il caso di dire una cosa molto semplice: in una situazione drammatica come quella delle nostre carceri, vale a dire sic stantibus rebus, è ovvio che salvarne uno, a prescindere dal fatto che porti un nome importante, è meglio che non salvarne nessuno.
Nella storia di questo paese disgraziato, tuttavia, è stato proprio il consolidamento della disgustosa abitudine per cui se uno ha un nome importante, in un modo o nell’altro, finisce sempre per cavarsela, a fare in modo che nessuno si degnasse di scrivere, o di di far rispettare, le regole che dovrebbero valere per tutti: determinando progressivamente, nel caso delle carceri ma non soltanto, una situazione sempre più drammatica; al punto che se dovessi definire l’elemento più odioso del cosiddetto “regime” che ha impedito a questo paese di diventare un posto civile, lo identificherei proprio in questa vergogna per cui a chi “conta” viene riservato sistematicamente un trattamento migliore rispetto a quello degli altri.
Ecco, io trovo che episodi del genere altro non siano che la perpetuazione di quell’abitudine, e che quindi non possano che rappresentare un passo nella direzione contraria rispetto a quella che sarebbe lecito augurarsi affinché certe situazioni drammatiche vengano finalmente risolte.
Trovo anche, tanto per dirla tutta, che questo sia un punto di vista autenticamente liberale: molto più liberale di quello dei miei compagni radicali, che a Chianciano hanno applaudito la Cancellieri.
Mentre per come la vedo io, da liberali, avrebbero dovuto fischiarla.
Tutto qua.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

3 Comments

  1. Quando nacque il Governo Monti, per me fu una gran bella notizia: finalmente si superava la partitocrazia, finalmente tecnici, puri, meritocrazia pura; evviva ! ce ne fossero, di governi di tecnocrati così, sempre, da ora in poi !!
    E la Cancellieri per me era questo.

    Ora vengo a sapere che al Cancellieri era … ( bip ) e camicia con una delle cosche più malavitose e influenti del malato e illegale capitalismo ladro italiano, la famiglia Ligresti, gente arrestata nel 1992, condannata in via definitiva nel 1997, e che dopo ha continuato a gestire e influenzare in modo mafioso interessi e capitali enormi, da quanto risulterebbe dalle inchieste che hanno portato i membri di questa cosca di nuovo in galera.

    Quì è la mia delusione, e la mia amarezza.
    Il resto, è semplicemente conseguente.

  2. ….sperare che questa specie di paese possa cambiare è pura utopia. Come i fatti dimostrano, il marcio, la corruzione, le furbizie e le ruberie (tanto per non cadere nel volgare) vengono dai piani alti, quegli stessi piani che puniscono e isolano il popolo per gli stessi identici fatti a loro contestati. Non c’è che dire, abbiamo il merito assoluto di esser un gran paese di merda.

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