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Filoisraeliani, filopalestinesi e filo-“logici”

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Quando un paese sovrano viene aggredito da un suo vicino a freddo, cioe’ senza che il paese aggredito abbia precedentemente  aggredito in alcun modo l’aggressore (del genere Germania che invade la Polonia nel 1939) mi sento abbastanza sicura nel dare la mia solidarieta’ incondizionata a chi viene aggredito. Se invece una particolare aggressione e’ solo l’ultima di una serie di rimpalli da una parte all’altra, la mia solidarieta’ incondizionata non va in genere a nessuna delle due parti. Anzi cerco, a meno di non ritenere di avere una conoscenza approfondita della questione, di risparmiare al mondo mie dotte disquisizioni su chi dovrebbe o non dovrebbe attaccare dove e con che mezzi. Direi che la maggior parte degli episodi del conflitto in Medioriente si classifica per me in questa seconda categoria, per cui si possono trovare istanze e torti sia da una parte che dell’altra. Ora, la logica vorrebbe che un individuo che non entra nel merito di in una questione tanto complicata, ma si limita a riconoscere torti e ragioni sia di una parte che dell’altra, sia salvo dalla classificazione del mondo in “filoisraeliani” vs. “filopalestinesi”. Invece, per essere ettichettati come “filoisraeliani” e’ sufficiente:
1) Far notare che Israele veniva colpito da migliaia di razzi prima dell’inizio delle operazioni militari, non solo durante.
2) Ricordare che chi giustamente si preoccupa per i civili sotto le bombe israeliane a Gaza, nel 99% dei casi nn ha mai detto una parola sui civili sotto i razzi di Hamas a Haifa e che se invece lo avesse fatto sarebbe un pacifista un po’ piu’ credibile.
3) Sostenere che il fatto che gli Israeliani si siano scelti un governo in grado di difenderli da tali razzi non rende meno grave il fatto che essi vengano lanciati.
4)  Dire che quando viene concordata una tregua, se la tregua viene violata, e’ colpa di chi spara per primo.
5) Dire che se in un conflitto una delle due parti non fa il possibile per tenere lontana la popolazione civile dai siti militari (anzi), se la popolazione civile viene colpita la colpa non e’ solo di chi bombarda.
A nulla vale poi che i “filoisraeliani” siano spesso assolutamente critici nei confronti dei governi israeliani, che ritengano gli attacchi, anche se formalmente legittimi, dannosi per Israele stesso, che riconoscano i torti subiti dai civili Palestinesi e siano d’accordo nel smantellare le colonie abusive. Non c’e’ nulla da fare, basta non dare torto ad Israele al 100% per essere catalogati come “filoisraeliani” ed essere ricoperti di insulti. E adesso cominciate pure, il tempo non e’ da spiaggia e  farmi dare della sionista-nazista-ammazzabambini mi pare un buon modo per iniziare il weekend.

Triestina di nascita, della sua terra si porta dietro lo spirito patriottico, lo spritz e la tendenza a sottovalutare qualsiasi raffica di vento sotto i 130 km/h. Radicale, milanista e milanese nel cuore, dopo la laurea il suo corpo fugge verso la Perfida Albione. Qui ottiene un dottorato in storia economica con una tesi sul divario Nord-Sud dopo l’Unità d’Italia. Il suo cervello invece, grazie alla sua tesi e alla mai curata passione per la politica, rimane in larga parte in Italia.

36 Comments

  1. Vorrei anticipare i soliti risparmiandogli la fatica di digitare tutta la serie dei seguenti commenti:

    1. Non se abbastanza, informati.
    2. Che coacervo di stronzate.
    3. Tutte cazzate.
    4. I palestinesi al massimo tirano i sassi.
    5. Non ne sai abbastanza, informati.
    6. Informati meglio.
    7. BRUCIATE LA STREGA!

  2. Per essere definiti antisemiti ci vuole anche meno. Non se ne scappa, questa guerra tira fuori il peggio non solo a chi la vive ma anche a chi la guarda più di tutte le altre. Sarebbe interessante capire perché.

  3. Non resta che attendere l’articolo di Malcolm y
    “Gli articoli filoisraeliani su Libernazione hanno rotto il cazzo”

  4. E infatti di luoghi comuni come quelli elencati da canimorti ce ne sono uguali e contrari dall’altra parte delle barricate dell’imbecillità.

  5. Forse dipende da quanto tu sia attenta o disponibile a sentire una replica, che ti assicuro é fin troppo facile, alle ragioni che hai posto.

  6. Quindi, se ho ben capito, il problema non è che a Gaza ammazzano i bambini, il problema è che in un paese occidentale la sensibilità di alcuni è fortemente traumatizzata dall’essere definiti “filoisraeliani”?
    Un po’ meno tronfio egocentrismo credo non farebbe male….

    • Ci possono essere anche due problemi distinti e contemporanei. Sono sicura che i lettori di Libernazione sono cosi’ intelligenti da riuscire a considerarli contemporaneamente. Ho fiducia in loro.

      • Posso affermare, senza offendere nessuno, che del problema della sensibilità offesa dei “filopalestinesi” o dei “filoisraeliani”, veri o etichettati come tali non importa, me ne frega un fico secco e che forse, ma solo forse, se la piantassimo di etichettare i nostri interlocutori e nel medesimo istante scandalizzarci perché veniamo a nostra volta etichettati, e ci limitassimo ad analizzare i fatti, consapevoli che la nostra opinione non cambia comunque di una virgola la situazione, allora magari saremmo tutti più sereni e potremmo continuare a fregarcene delle guerre nel mondo come abbiamo sempre fatto e a gozzovigliare con l’animo più leggero?
        O sono troppo radical-chic?

        • ok a gaza muoiono tanti bambini, ma se oltre a scandalizzarci, ci chiediamo anche perchè e andiamo in cerca di cause e colpe torniamo alla solita discussione, la quale sarebbe più sensata e proficua, dunque anche più rispettosa dei bambini di Gaza, se si tenessero presenti le cose scritte nell’articolo.

  7. Pacatamente, serenamente e veltronianamente, anche in merito ai precedenti post sul tema.

    Per quanto cerchi di razionalizzare la questione (condivido persino il cinismo mazzoniano della serie “tanto degli altri conflitti non ve ne frega niente”), quando vedo la sproporzione tra le vittime civili palestinesi (centinaia?) e militari israeliane (decine) non posso fare a meno di sentirmi a disagio. Un problema di stomaco forse, più che una reale coscienza della situazione…ma di certo i numeri non mentono.

    Probabilmente a causa della mia non-altezza (un metro e sessanta scarsi) soffro di “sindrome di Davide”, e provo simpatia a prescindere per i piccoletti che se la vedono coi Golia. Al di là dell’antisemitismo latente (che a quanto pare abbiamo un po’ tutti, tipo l’invidia del pene nelle donne), mi domando se non entri spesso in gioco anche questo fattore nell’animo dell’uomo qualunque.

    p.s.

    Canimorti membro dei savi anziani di Sion.

    • E pero’ non e’ che possiamo approcciare alla questione invocando la poca sportivita’ di Israele, trasformando il merito di saper difendere la propria popolazione in una sorta di demerito per lo sbilanciamento nella conta dei morti, no?
      A chi chiederemmo mai “dai, un pochino pero’ fatti ammazzare”,(e’ una volontaria iperbole, eh…).
      A chi chiederemmo anche solo di “stai fermo a prenderle e basta, tanto non ti succede niente”.

      • Più che la conta in sé è la qualità dei morti che mi dà da fare.

        Sinceramente, nel mio perbenismo veteroborghese vorrei conservare il privilegio di scandalizzarmi per i morti civili. Soprattutto i bambini.

          • Ma che seriamente?
            C’è stata addirittura la scenata del portavoce ONU che piange in diretta per i morti tra i civili palestinesi e tu mi parli di fonti?
            Che ovviamente fanculo il portavoce dell’ONU, ma se hai bisogno che qualcuno venga qui a darti una tabellina con i morti civili palestinesi mi sa che non sei molto informato sulla questione.
            E a tal proposito mi domando sempre perché tutti sentano comunque l’incredibile bisogno di dire la loro anche quando ignorano l’argomento, ma questa è un’altra storia.

    • Ma non è che hamas usa i icivili come scudi umani?
      Non è che le postazioni di lancio sono volutamente vicine a obiettivi sensibili?
      E sottolineo di essere allibito per i bombardamenti degli ospedali e delle scuole.

  8. Anch’io ho fiducia nell’intelligenza de l’ibernazione e sono sicuro che una volta o l’altra cercheranno di analizzare la questione anche dall’altro punto di vista o (addirittura!) nel suo complesso.

  9. Il punto 1 in realtà non è il primo, bensì circa il centesimo di una lista che inizia 70 anni fa. E’ questo l’errore fondamentale, a mio parere, dei filoisraeliani (o neutrali fate voi…). Non considerare il perchè in Palestina c’è una situazione di base, pre conflitto, del genere. Facile iniziare ad analizzare partendo da l’altro ieri, senza sapere nulla del pregresso.

    Particolarmente infelice poi secondo me il punto 5: Gaza ha una delle densità di popolazione più alta del pianeta ed è chiusa da muri, non certo sistemati da Hamas.
    Il punto quindi non è il fatto se sia vero o meno che i guerriglieri usino i civili come scudo, come sostiene la propaganda israeliana per giustificare i massacri.

    Il punto è: dove cazzo vanno i civili se vogliono scappare? Da nessuna parte, infatti questa è la prima guerra della storia senza profughi

    • Condivido interamente queste osservazioni.
      Il punto 5 non è solo particolarmente infelice, è anche particolarmente vergognoso.

      • Gaza ha una densità inferiore di Boston, cioè molto ma molto inferiore di Roma. Circa metà della Striscia è urbanizzata. L’uso di scudi umani è stato confermato dall’Onu.

        • Roma densità 2 226,45 ab./km²,
          Boston 2 741,79 ab./km²,
          Striscia di Gaza: 4570,83 ab./km².
          Fonte Wikipedia.
          Dov’è che hai preso le tue informazione scusa?

  10. Israele è un paese “aggredito” perché è un paese “occupante”. Senza bisogno di insulti è fin dall’inizio che il suo articolo fa acqua. Ora il nemico numero uno è Hamas, ma agli israeliani non andavano bene neanche Arafat o Abu Mazen.

  11. Se vogliamo risalire alle origini, allora consiglio un libro, a mio avviso bellissimo, di Amin Maalouf, che si intitola appunto “Origini”.
    Per me è stato illuminante.
    E’ il racconto del periodo nel quale lui si è cimentato nella ricostruzione storica delle vicende della sua famiglia, dall’800 ad oggi.
    Maalouf è di origine libanese e di provenienza da una famiglia che faceva parte della comunità cristiano-maronita, anche se fondamentalmente agnostica.
    Dunque non è né ebreo, né arabo.
    Racconta vicende della sua famiglia agli inizi del ‘900, quando in Palestina convivevano fianco a fianco, nella più assoluta pacificità, cristiani, ebrei e musulmani.
    Frequentavano gli stessi locali, parlavano fra di loro, erano una comunità con idee e religioni differenti ma tutte rispettose delle idee altrui.
    Da dopo la seconda guerra mondiale l’occidente, per placare i suoi sensi di colpa ha inteso risarcire gli ebrei donando loro una terra che era anche di altri e dando loro tutto il potere decisionale.
    Gli altri hanno dovuto subire questa vera e propria invasione.
    La separazione del potere decisionale è diventata separazione fra le popolazioni, lo sfratto obbligatorio è stato subito da una parte sola, che nel tempo ha accumulato odio e rancore verso gli “occupanti”, i quali, spesso provenienti da nazioni completamente diverse e lontane, si sono fatti forti di questo “diritto” imposto con le armi ed hanno contribuito all’inasprimento continuo della contesa.
    Finché in qualche modo questo “peccato originale” non verrà risolto, non ci sarà mai pace in Palestina.

  12. Anna, sai qual’è la cosa che mi fa più incazzare dei ‘filoisraeliani’ (il virgolettato è d’obbligo)? Che giudicano la situazione palestinese come una ‘guerra’ distribuendo equamente i pesi delle responsabilità.
    Non c’è nessuna cazzo di guerra. C’è una potenza occupante (a ragione o torto, comunque è vista come ‘occupante’ dagli occupati) democratica, ‘civile’, con un esercito regolare e molti soldi. E poi ci sono una popolazione di pezzenti occupati, tenuti abilmente in miseria sia dagli israeliani ma anche dagli ‘amici’ arabi, che fanno tattiche di guerriglia (o terrorismo, dipende da quanto ti stanno simpatici).
    Anche i vietcong si imboscavano nei villaggi (e lì di spazio ce n’era anche di più), gli americani buttavano il napalm e tutti a dar loro dei bastardi yankee, e che cazzo, una guerriglia stai facendo.
    O forse pensate che Hamas, per quanto quei coglioni fanatici mi stiano sul cazzo, possa imbracciare i fucili e marciare contro Israele per riconquistare quella che ritengono la loro terra armi in pugno? O che possa esserci un grosso ‘quartier generale’ con dentro tutti i generali senza che venga bombardato dopo 5 minuti?

    Quella _non_ è una guerra, punto.

    • No, infatti, non è una guerra. I “pezzenti”, mai ospitati nè in alcun modo supportati da alcuno dei vicini quando israele – spezzando l’assedio al quale era sottoposto dai buoni arabi al momento della decadenza del protettorato britannico – sventò l’attacco egiziano (se non ricordo male), sono supportati da una delle nazioni più ricche al mondo, l’iran. Nazione ricca come media pro-capite e non in senso reale, dato che i soldi che entrano per la vendita di petrolio, presente in quantità incredibile, non vengono utilizzati (solo) per l’innalzamento del livello di benessere degli abitanti. Pensa a Dubai e paragonala alle campagne medievali dell’iran. E dove vanno queste ricchezze, se non nei fondi per la lotta all’entità sionista, che va cancellata dalle mappe (parole dell’ex presidente Ahmadinejad). La mia opinione è che se gli arabi non avessero sbandierato l’intenzione di scacciare ogni ebreo da gerusalemme, dove vivevano in tranquillità e “promisquità” con musulmani e cristiani, oggi la zona sarebbe probabilmente tra le più piacevoli del pianeta.

      • Guardi, se piovono miliardi di dollari con l’unica scopo di sradicare Israele non saprei, so solo che i palestinesi fanno la fame e hamas lancia dei razzi tenuti insieme da una lega di sputo e scotch.
        Se sono così ben finanziati, beh, il loro buyer è da impiccare.

  13. 1) “Migliaia di razzi prima dell’inizio delle operazioni militari” non è un argomento opinabile: è semplicemente un argomento falso. I numeri sono numeri.
    2) In tutta la storia, tutti i razzi lanciati dai palestinesi contro Israele hanno fatto infinitamente meno danni e vittime di quante vittime e danni abbiano inferto gli israeliani (militari, polizia e coloni) ai palestinesi nei “normali” periodi di “pace”. Anche quando Iron Dome non era neppure in fase di progetto.
    3) Le popolazioni sotto occupazione militare o sotto assedio militare hanno il diritto di reagire con le armi; diritto sancito dalle istituzioni internazionali. Indipendentemente dalla precisione e dall’efficacia di tali armi.
    4) Il punto 5 è semplicemente infame e sembra preso paro paro da un press release delle forze armate israeliane o da un comunicato della loro TV. Gaza ha una densità di popolazione MEDIA pari a 5.000 abitanti/kmq. Perciò non c’è alcun bisogno di ricorrere agli “scudi umani”: l’intera Gaza è uno scudo umano. Per quanto preciso sia il tuo armamento (e c’è sempre una percentuale di errore statistica), se spari su Gaza fai una strage di civili. Se poi prendi a cannonate ripetute i bambini sulle spiagge o se bombardi una scuola dell’ONU dove l’ONU ha raccolto i rifugiati e te ne ha dato notizia, con tanto di coordinate precise, per ben 17 volte, sei ancora più sicuro di fare una strage. Perché magari è proprio quello che vuoi, come fu a Deir Yassin una domenica di aprile del 1948. Se i combattenti palestinesi vogliono tenersi lontani dai civili devono uscire da Gaza; ci sarebbe però un problema: gli israeliani non li lasciano uscire.
    5) Hamas sta sulle palle anche a me, come tutti i movimenti fondamentalisti e oscurantisti. Ma è tutto ciò che è rimasto agli abitanti di Gaza in termini di organizzazioni politico-militari credibili: non è loro rimasto altro. E lo sappiamo bene il perché: lo sappiamo da quando Israele distrusse l’ANP senza toccare Hamas.
    6) Stiamo parlando di gente che uccide e gente che è uccisa. Sangue dello stesso colore per tutti i morti. Se le carneficine ci fanno schifo, occorre ragionare per analizzarne le cause e trovare le soluzioni. Ed esprimere necessariamente giudizi. Qualcosa mi dice che, se restituisse all’ANP tutte le terre che l’ONU aveva assegnato ai palestinesi nel 1948, quando stabilì il diritto alla nascita dei due stati in Palestina, Israele non dovrebbe più preoccuparsi dei “razzi di Hamas”; e forse neppure di Hamas. E in passato non avrebbe dovuto preoccuparsi delle intifade o dei dirottamenti aerei o degli attentati (che poi chi di attentati ferisce… ne abbiamo avuto uno anche noi a Roma, quando non era ancora di moda definire “terroristiche” certe azioni). Non è certo con l’insediamento di sempre nuove “colonie” israeliane nei territori occupati, anche nei periodi di cosiddetta “pace”, che si avvicina una possibilità di soluzione che non sia una soluzione di tipo “finale” del “problema palestinese”.
    7) Resta da vedere quali siano gli obiettivi strategici finali delle forze in campo. Facilissimo dire che nello statuto di Hamas c’è la distruzione di Israele (e nello statuto dei laburisti britannici dovrebbe esserci ancora l’instaurazione della dittatura del proletariato). Facile dire che l’ANP si ripromette la costituzione di uno stato palestinese indipendente e sovrano. Ma qualcuno si chiede quali siano gli obiettivi israeliani? Magari è d’aiuto considerare che Israele si rifiuta ancora oggi di proclamare ufficialmente i propri confini nazionali definitivi.
    8) Detto ciò, non mi interessa un accidente sapere se tu sia filo-Israele o filo-Palestina. Mi interessa discutere sui fatti; magari separati dalla propaganda.

    • 1) migliaia di razzi, esatto, con cadenza giornaliera da anni. Di fatto, non hanno mai smesso.
      2) i razzi hanno fatto poche vittime perché prima preferivano farsi saltare sugli autobus che lanciare i razzi: più sicuro e non richiede mira. Poi fanno poche vittime per un motivo semplicemsemplice: i rifugi. Quando suona la sirena la gente corre nei rifugi. O nella “camera sicura”. Per questo non muore (in genere: un povero thailandese invece è morto)
      3) le popolazioni non hanno MAI il diritto di mirare i civili. Per nessun motivo. Poi la legge può essere sbagliata, ma non dice quello che le fai dire tu. Sorry.
      4) la balla più ripetuta. La Striscia di Gaza è edificata PER MENO DELLA META’. La sua densità abitativa è meno di 1/4 di quella di Parigi o Atene. È perfettamente possibile lasciare temporaneamente la propria abitazione e andare in una zona non edificata. Non dico che sarebbe piacevole, ma è possibile. Del resto, che Gaza non sua Hong Kong è evidente, basta guardare le foto satellitari.
      5) quando Hamas vinse le elezioni a Gaza, Israele e Fatah organizzarono un colpo di Stato, purtroppo sedato nel sangue, per restituire la Striscia all’ANP. Quindi quali che siano state le colpe di Israele (che mise fuorilegge Hamas nel 1988, e non, come l’Ue, nel 2012) se non altro non si può dire le abbia regalato Gaza ad Hamas. Gliel’ha regalata Fatah con una legge elettoale criminale.
      6) sì
      7) Facile dire che i laburisti britannici hanno dimostrato coi fatti che non sono più marxisti, mentre ogni atto e dichiarazione di Hamas conferma ciò che è scritto nel loro statuto.
      8) ecco qualche fatto

  14. Mi state veramente disgustando.
    È l’ennesimo post sui conflitti arabo-israeliani che non parla di nulla. State solo approfittando della questione per sentirvi sagaci, farci sapere quanto siete liberali e super-partes e per giudicare con aria di superiorità chi ha preso una (ponderata) posizione.

    Avevo iniziato a seguire Libernazione pensando di trovare qualche spunto interessante in mezzo a un po’ di stronzate divertenti, ma se questo è il vostro apice di articoli seri è meglio che vi limitiate ai generatori automatici e a “XYZ ha rotto il cazzo”. Almeno non fate danni.

  15. hai ragione. ma forse potevi chiederti perché chiunque sia anche semplicemente a favore dell’esistenza di israele viene automaticamente definito filo-israeliano. il motivo è semplice: la questione di cui discutere non è se israele spara o meno. israele può esistere solo sparando. la vera questione è se israele debba esistere o meno. qualsiasi persona per bene sa che la risposta è NO. la cosa è talmente scontata che perfino i sionisti sanno che israele non dovrebbe esistere, ma hanno fatto una scelta di violenza , fin dal 1948.
    queste sono le parole di david ben gurion, fondatore dello stato di israele:

    “Noi dobbiamo espellere gli arabi e prenderci i loro posti.” — David Ben Gurion, 1937, Ben Gurion and the Palestine Arabs, Oxford University Press, 1985.
    ”Dobbiamo usare il terrore, l’assassinio, l’intimidazione, la confisca delle terre e l’eliminazione di ogni servizio sociale per liberare la Galilea dalla sua popolazione araba”.
    — David Ben-Gurion, Maggio 1948, agli ufficiali dello Stato Maggiore. Da: Ben-Gurion, A Biography, by Michael Ben-Zohar, Delacorte, New York 1978.
    “Ci sono stati l’anti-semitismo, i nazisti, Hitler, Auschwitz, ma loro in questo cosa centravano? Essi vedono una sola cosa: siamo venuti e abbiamo rubato il loro paese. Perché dovrebbero accettarlo?”
    – Riportato da Nahum Goldmann in Le Paraddoxe Juif (The Jewish Paradox), pp. 121-122.
    “I villaggi ebraici sono stati costruiti al posto dei villaggi arabi. Voi non li conoscete neanche i nomi di questi villaggi arabi, e io non vi biasimo perché i libri di geografia non esistono più. Non soltanto non esistono i libri, ma neanche i villaggi arabi non ci sono più. Nahlal è sorto al posto di Mahlul, il kibbutz di Gvat al posto di Jibta; il kibbutz Sarid al posto di Huneifis; e Kefar Yehushua al posto di Tal al-Shuman. Non c’è un solo posto costruito in questo paese che non avesse prima una popolazione araba.”
    — David Ben Gurion, citato in The Jewish Paradox, di Nahum Goldmann, Weidenfeld and Nicolson, 1978, p. 99.
    “Tra di noi non possiamo ignorare la verità … politicamente noi siamo gli aggressori e loro si difendono … Il paese è loro, perché essi lo abitavano, dato che noi siamo voluti venire e stabilirci qui, e dal loro punto di vista gli vogliamo cacciare dal loro paese.” — David Ben Gurion, riportato a pp 91-2 di Fateful Triangle di Chomsky, che apparve in “Zionism and the Palestinians pp 141-2 di Simha Flapan che citava un discorso del 1938.

    —–
    questa è l’informazione. questa è la storia. il resto sono chiacchiere da hipster annoiati e giornalistucci della domenica. e cercarsi un lavoro vero? no?

  16. ah, dimenticavo. vi ho appena tolto il like su facebook. credo che invece di giocare al Piccolo Politologo Hipster dovreste drogarvi come fanno tutti i giovani stupidi, ma onesti. a voi difetta la seconda caratteristica. please, get a life.

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