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Film dell’orrore

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La tragedia di Aurora, Colorado, mi obbliga ad alcune riflessioni:

1) Saremo mai al sicuro dalla follia umana? E’ comunque certo che anche una società compiutamente liberata non potrà dirsi immune dal corto circuito di un cervello gonfio di odio;

2) L’assassino è uno studente di neuroscienze, anche se pare avesse intenzione di mollare. Trovo ironico il fatto che magari conosca nei dettagli il funzionamento chimico-fisico di questo o quel processo neurologico mentre la chimica del suo cervello non ha trovato niente da ridire quando l’organo lo ha validamente assistito nell’organizzazione sistematica di un progetto finalizzato all’assassinio di un numero quanto più alto possibile di innocenti;

3) Gli Stati Uniti non cesseranno mai di stupirmi: il loro maledetto Secondo Emendamento (che autorizza i cittadini a tenere armi con sé) è un dogma di fede: non importa quanta gente innocente sia morta a causa della facilità con cui chiunque possa acquistare armi con restrizioni minime (di solito, l’obbligo di registrare gli estremi dell’acquirente ed il divieto per il venditore di consegnare l’arma prima che le autorità confermino la legittimità del possesso). Né quanti altri studenti e bambini che vanno al cinema dovranno ritrovarsi con un buco in testa. Sembra ci sia rassegnazione sullo strapotere della NRA (National Rifle Association): perfino i Democratici preferiscono non sollevare il tema, perché porta via voti anche dal lato loro. Unica eccezione, il sindaco di New York Bloomberg, che oggi ha fatto una dichiarazione piuttosto netta:

“Sapete, i complimenti reciproci vanno bene, ma forse è il caso che due persone che aspirano a diventare Presidente degli Stati Uniti d’America si alzino e ci dicano che cosa intendano fare in materia [di controllo delle armi], dato che questo è chiaramente un problema in tutto il paese.”

4) Anche gli USA hanno i loro Giovanardi. Il deputato repubblicano Louie Gohmert ritiene che l’eccidio del cinema di Aurora sia una specie di risposta divina ai “continui attacchi lanciati [dagli Americani poco pii] alle fedi giudaico-cristiane”. A forza di infastidirlo con continui insulti, il Dio giudaico-cristiano si arrabbia, e manda sulla terra un “folle atto terrorista come questo”. Gohmert ha raggiunto lo zenith quando ha sostenuto che, se ci fosse stato tra le persone del pubblico un cittadino armato, questi avrebbe potuto, se non evitare la strage, almeno limitare i danni, uccidendo il killer. Ha ribadito il concetto anche quando qualcuno gli ha fatto notare che, anche se in Colorado è legale portare armi con sé purché nascoste, nessuno è intervenuto per freddare Holmes. Magari nessuna delle vittime dell’attacco è andata al cinema con la pistola; oppure non è stato possibile usarla. Ergo, i “sacrosanti” diritti derivanti dal Secondo Emendamento non servono poi a tanto in caso di emergenza.

5) Due delle più gravi stragi causate dal folle regime di circolazione delle armi da fuoco (Columbine e Aurora) negli USA sono avvenute in Colorado. Non credo dipenda dal fatto che si tratta di uno Stato noioso, dove non c’è niente da fare la sera, quanto piuttosto da qualche legge sulle armi particolarmente lasca.

6) Poiché Holmes, per alcuni aspetti si è presentato con caratteristiche esteriori prese in prestito dai “cattivi” del fumetto e del film Batman, adesso verrà fuori che sono i film violenti a creare mostri. E’ già successo nel caso di Columbine: allora, il problema era la musica “satanica” dei Rammstein, KMFDM e Marilyn Manson (peccato che i due omicidi/suicidi non sentissero nemmeno quel tipo di musica, che frettolosamente qualcuno ha etichettato “goth” – in realtà industrial-metal).

(FIORI DI SANGUE) Impiegato dell’anno, drogato dalla parola e dai suoni. E’ insicuro, non necessariamente gentile. Da quando scrive su Libernazione, si è convinto di essere Adam Clayton degli U2. Sperabilmente invecchierà e morirà felice.

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