un blog canaglia

Festeggiamo?

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Mi piacerebbe far notare al Cardinal Bagnasco un particolare che probabilmente gli è sfuggito: se venisse legalizzato il matrimonio tra omosessuali e se fossero introdotte nel nostro ordinamento forme di unione civile diverse dal matrimonio anche per gli eterosessuali, il numero delle famiglie ufficialmente riconosciute aumenterebbe. Cioè aumenterebbe il loro peso nella società, la loro efficacia nel sostegno agli individui, la loro responsabilità, il loro ruolo educativo e -non ultima- la coscienza dei doveri sociali riconducibili alla loro esistenza; il che equivale a dire che la famiglia non ne uscirebbe affatto indebolita, ma anzi assai rinforzata.
Ne consegue che le entità impegnate -a suo dire- in “un’aggressione strategica e non casuale” alla famiglia, oltre a non essere meglio identificate -nel perfetto stile complottista tipico di quelli che sparano nel mucchio parlando per sottintesi e di fatto finiscono per non dire niente-, sarebbero pure delle combriccole di imbecilli fatti e finiti, perché tutto questo loro maligno brigare condurrebbe a esiti diametralmente opposti rispetto alle loro intenzioni.
Ricapitolando, secondo Bagnasco la famiglia è il grembo della vita e va salvaguardata, dei birbaccioni cercano di distruggerla ma trattasi di birbaccioni maldestri, giacché gli strumenti che hanno scelto finiranno per rafforzarla.
Che ne dice, Cardinale, invece di lamentarsi non sarebbe il caso di festeggiare?

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

9 Comments

  1. Questa situazione molto italiana, rispetto agli altri paesi europei, crea dei gay “anomali”, cioè proprio quelli che non piacciono ai preti. Per farla breve, la mancata accettazione sociale di un dato di fatto, cioè l’essere attratti da persone dello stesso sesso e quindi l’essere nella condizione di innamorarsi soltanto di persone dello stesso sesso, genera dei matrimoni finti. Ci sono uomini che sposano una donna solo per avere un figlio e dal secondo giorno continuano la loro doppia vita. Dicono bugie di continuo, passano in rassegna i luoghi di battuage, non si proteggono come può fare chi ha la libertà di fare sesso/amore dove e quando vuole, e soprattutto creano famiglie assurde. Hanno figli che devono vedere dei genitori che non si amano. Quando vanno all’estero sono degli assatanati, anche se danno false generalità ai loro amanti. E poi la cosa gli scoppia in mano. Ad un certo punto portano in vacanza insieme alla famiglia il loro compagno, fingendo tutti insieme di non sapere la verità, oppure mollano la famiglia, i loro figli, per inseguire quello che volevano e sapevano di volere prima del primo giorno di matrimonio. Mi pare una situazione ben diversa e molto meno “sana” rispetto a prendere una birra comodamente in un pub a Londra col proprio compagno/marito, senza sentirsi odiati, al massimo “tollerati”, dalla chiesa, dai propri amici, dalla società, da Dio, e dai propri datori di lavoro. Poso “sana” anche dal punto di vista clericale. Fidatevi, è (ancora) così. Se poi il metro di tutto è quello che ipocritamente appare, e non quello che è, allora lasciamo stare ogni discorso.

    • Questo però non è colpa della Chiesa. Un omosessuale non è affatto obbligato a sposare una donna, se lo fa è una sua libera scelta (anche ammirevole) e se dopo la tradisce è lui il solo da esecrare.

      • Calvin, chiaro che non è possibile imputare in maniera diretta quello che succede alla chiesa. Tuttavia, la chiesa è un’entità potente in Italia, ascoltata, che forma l’opinione pubblica, che attraverso il meccanismo del “timor di Dio” crea sensi di colpa e credenze a prova di qualsiasi dimostrazione scientifica, è motore di conformismo, ed è guida spirituale per chi non ha o non vuole altri strumenti, ecc.
        È chiaro che non sto parlando di persone capaci di autodeterminarsi, e soprattutto di avere una cultura e un lavoro che glielo permettono. Parlo di chi non ce la fa. Di chi non è in grado, per educazione, per bisogno (anche economico), e per scarsa capacità a sopravvivere al giudizio altrui, di fare e sposare chi vuole. C’è chi, da gay, ha sposato la propria donna perché “cosa avrebbero pensato tutti i miei amici”. In questo, credimi, non c’è nulla di ammirevole. Non puoi amare una persona per cui non senti alcun trasporto fisico. Quella è una sorella, non una moglie.

        • La Chiesa ha tante colpe, non c’è dubbio, ma non tutto quello che capita è colpa dell’influenza della Chiesa o almeno non solo.

          Comunque secondo me la frontiera dei diritti civili del XXI secolo non è tanto i matrimoni gay ma l’aiutare quegli omosessuali che vogliono vivere una vita “normale.”

  2. Non sono d’accordo con questo ragionamento. Una delle regioni più spesso addotte da chi invoca nuovi strumenti diversi dal matrimonio per tutelare le coppie è proprio la “crisi della famiglia tradizione.” Delle due l’una.

  3. Un po’ troppo superficiale come analisi, il chè la fa approdare a una conclusione sbagliata.
    Distinguiamo: matrimonio o unioni civili? Il movimento pro matrimonio omosessuale é quello che tende a eliminare la differenza di valore intrinseco in ciascuno dei due genitori. Cioè sparisce il ruolo particolare della madre e quello particolare del padre, in quanto nella coppia omosessuale esistono solo due padri o due madri. La coppia così formata non è un matrimonio nè per forma (matrimonio viene da mater e significa ‘compito / lavoro della madre’) nè per sostanza (il matrimonio é l’ istituzione in cui il bambino si forma o ha modo di formarsi avendo come esempio i due sessi, e imparando come rapportarsi ad essi nel privato e nel sociale, lungo il corso della sua vita).
    Tutto questo quindi non rafforza la famiglia, ne modifica la definizione e la snatura. E’ un caso che gli stessi che spingono per il matrimonio omosessuale sono gli stessi che vaneggiano di eliminare padre/madre in favore di genitoreN / genitore N+1? Gli stessi che (come la Cazzoli) dichiarano di sognare un mondo dove non si parla di ‘uomini e donne’ ma di ‘persone’.
    Questa é uniformazione estremizzata, é negazione di quelle caratteristiche proprie di ogni sesso e che solo da quel sesso arrivano alla famiglia, al figlio, alla società.

    • “negazione di quelle caratteristiche proprie di ogni sesso e che solo da quel sesso arrivano alla famiglia, al figlio, alla società”

      A voler approfondire, dalla frase che riporto sembrerebbe di capire che la famiglia sia da intendersi finalizzata all procreazione, atto senza il quale non può esistere la società, per cui se l’interpretazione che ne traggo è corretta, quale soluzione per le coppie eterosessuali sposate ma sterili? l’Antico Testamento prevedeva in simili casi concubinato e/o ripudio della donna, vogliamo tornare a quello? oppure ammettiamo che per costruire un percorso di vita insieme (che è ciò che io chiamo famiglia) forse più che la riproduzione sono centrali rispetto ed amore reciproco?

      • L’ interpretazione che ne hai tratto non é corretta. La famiglia non è ‘finalizzata’ alla procreazione, ne é il migliore panorama.
        Non mi preoccupo di cosa dice il vecchio testamento (perchè citarlo? sei credente?) in quanto agnostico.
        Rispetto ed amore non bastano per crescere un figlio, anche un mafioso ama e rispetta i suoi piccoli, ma questo non rende la casa di un mafioso il posto adatto a farli crescere.

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