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Amaca chips /0 – Femminismo da paura

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Un appello contro il femminicidio uno pensa che sia come un concerto contro la fame nel mondo, infatti la poltronissima è dei soliti noti di sinistra e ora arriva Pisapia in bicicletta. Mai più complici è uno slogan da rito collettivo di Quaresima, nessuno pensa di essere mai stato complice (ci mancherebbe) eppure si batte il petto tre volte e se ne va via col suo bel certificato di politicamente corretto. Gli uomini, soprattutto, perchèessere tacciati di maschilismo in certi ambienti depone malissimo, peggio che non fare la raccolta differenziata. Nella corsa per accreditarsi “amico ufficiale delle donne” c’è chi si sbroda, chi si sloga. Michele Serra, ad esempio, ha riportato una brutta caduta (non solo di stile) dall’alto della sua Amaca di oggi. Per superare la collega Lipperini in femminismo tenta il salto, dal piagnisteo alla proposta politica: giuristi, dateci una fattispecie penale aggravata per omicidio di femmina! Aggravata non si capisce come, visto che l’omicidio è sanzionato diggià col massimo della pena e accertata in che modo. Mi immagino un procedimento penale contro un muliericida in cui si debba accertare il movente di maschilismo. L’imputato lavava i piatti? Stirava le camicie? Consentiva chè la consorte andasse in milonga da sola, anche in abiti succinti? Indulgeva con lo sguardo su donne altrui in abiti succinti? Costringeva la consorte a depilazione integrale? A meno che non si arrivi ad applicare l’aggravante di maschilismo a priori, col metodo sillogico: seuccidi una donna, allora sei maschilista. L’operazione era stata già tentata dagli omosessuali professionisti che invocavano l’aggravante di omofobia. Il pensiero sottostante a questi afflati carsici, che fanno eterno ritorno sulla superficie della sinistra italiana, è che fondamentalmente il reato non sta nelle azioni ma nelle opinioni e finanche nei sentimenti. E’ l’ambizione non troppo segreta di imporre la propria morale in luogo di un’altra (infatti, argomenta Serra in una logica di romana linearità, se il movente passionale era considerato in passato un’attenuante perchè adesso non renderlo un’aggravante?). La contraddizione ineludibile da cui questo femminismo non uscirà vivo è che se si chiede allo Stato di farsi vendicatore delle donne non si fa che restituire la condizione femminile a quella di sesso molto più che debole, incapace di stare alla larga dai violenti, compiacente e compiaciuto dalla gelosia ossessiva, impotente rispetto ai propri diritti di persone vive, che chiedono risarcimento da morte in un contrappasso che è l’antipodo e la pietra tombale della parità.

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