un blog canaglia

Fauna Del Mezzo Pubblico

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Diciamoci la verità, noi che prendiamo i mezzi pubblici giornalmente vorremmo che tutti i viaggi fossero come nel classico cartone animato che vedevamo da piccoli, quello in cui un’allegra professoressa laureatasi probabilmente nel ’68 drogava degli innocenti bambini e poi li portava in giro con un pulmino wolkswagen accuratamente dissimulato per somigliare a uno scuolabus.

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Non voglio sapere di cosa trattasse la puntata.

Allora, dopo aver saltato due mercoledì di fila, lo so che vi manca Herzog, ma tornerà (dovevo rinfarcirmi di aneddoti), parte la nuova rubrica del lunedì, per farvi affrontare al meglio il giorno più odiato della settimana: un’utile guida a tutto ciò che può trovarsi sui mezzi pubblici.

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Io mi siederò accanto a te.

1. Quello che legge
Indipendentemente da dove si trovi, questo personaggio ha perennemente un libro in mano. Che la metro, o l’autobus, siano pieni, non fa differenza: inesorabilmente, con in mano la sua copia de “La macchia umana”, si regge con un gomito al corrimano, sballottando a destra e a sinistra, perdendo il segno, urtando vecchie, calpestando zaini. Eppure, non demorde. Non si arrende, che stia leggendo un avvincente giallo, l’ultimo di Martin, 50 sfumature di grigio o un catalogo di elettronica, non fa differenza, continua nella sua lettura presissimo, senza accorgersi del mondo che ha intorno. Non ha trovato un posto a sedere? Non importa, continua nella sua lettura spasmodicamente; e quando arriva la sua fermata, se ne accorge giusto 1,5 secondi prima che le porte si chiudano, costringendo gli altri ad aprirsi in una sorta di mar rosso mentre si lancia verso di esse con il suo libro in pole position, che viene usato più o meno come un ariete (e la carta è taglientissima). NO, CE NE FREGHIAMO SE NON USI LO SMARTPHONE E SEI MIGLIORE DEL RESTO DELL’UMANITA’, DEVI STARE ATTENTO ALLE PERSONE INTORNO, LEGGERE PHILIP ROTH OVUNQUE NON TI RENDE NESSUNO!!

 

2. Il pazzo
Sui mezzi pubblici, c’è sempre un pazzo. Se ti guardi intorno e non lo vedi, allora il pazzo sei tu (semicit). Questo particolare tipo di persona si riconosce piuttosto facilmente, salvo eccezioni particolari, per la scelta dei capi d’abbigliamento: spesso accostamenti audaci, come pantaloni verde pisello o reggiseni sopra le camicie (anche se uomini). Se ben vestito, o comunque mimetizzato fra la folla, il pazzo si riconosce dal fatto che molto spesso parla da solo, insulta gli altri passeggeri o canta canzoni contro le donne. È difficile interagire con questo tipo di persona senza finire percossi da un pupazzo di Topo Gigio o spintonati contro una carrozzina, attirandosi l’odio della madre dell’infante e anche degli altri passeggeri, quindi il consiglio è quello di utilizzare sempre la massima cautela: no contatto visivo, profilo basso, meglio se vi chiudete in un angolino.
Il pazzo di solito è sempre uno, ma se se ne verificano due sullo stesso mezzo pubblico (situazione assai rara ma non impossibile), gli scenari possono essere molteplici. Ci può essere, ad esempio, un’interazione pacifica, in cui i pazzi si confrontano fra loro; più spesso, però, si viene alle mani (probabilmente per il monopolio del territorio).
Esiste anche una sottocategoria, i pazzi donna. Sono più rare, ma non per questo meno pericolose. Si riconoscono per il dubbio gusto delle acconciature o dalla scelta del colore del rossetto (non necessariamente utilizzato sulle labbra).

 

3. Le vecchie
Le vecchie sono tantissime, e prendono tutte i mezzi pubblici quando devi prenderli anche tu. Avvelenate come per ritirare la pensione o il vaccino anti influenzale, si piazzano davanti alle porte della metropolitana; senza aspettare che la gente esca, si lanciano dentro il vagone con una forza fisica pari a un toro alla carica, aprendosi un varco a suon di ombrellate, per conquistare un posto a sedere. Se questo non viene trovato, automaticamente si trasformano in povere vecchiette piene di acciacchi, con la faccia stravolta da “i miei figli non mi vengono mai a trovare”. La vitalità di qualche secondo prima è sparita; i meno furbi quindi si alzano e cedono il posto alla carampana, che ringrazia riconoscente. Ma i più attenti si accorgeranno del guizzo di vittoria che lampeggia nei loro occhi fiammeggianti.
Naturalmente, per non perdere nemmeno un secondo da sedute, si alzano anch’esse appena il mezzo sta per ripartire, bloccandosi inevitabilmente fra le porte della metropolitana o riempiendo l’autista di insulti perché non aspetta.
Spesso interagiscono con gli altri passeggeri per lamentarsi o per tentare il litigio, buttando là frasi come “NON SPINGA!” o “scusi, che fa, non si alza per farmi sedere?”. Più il mezzo pubblico è pieno, più ce ne sono. Spesso oltretutto sono cariche di roba, otto borse, cinque buste della spesa, un cane e un telefonino che non sanno utilizzare, che squillerà per mezz’ora, prima che la vecchia si accorga che è il suo e che poi verrà utilizzato come se l’interlocutore fosse sordo. Convinte che i giovani siano tutti irrispettosi, se hai meno di 80 anni e sei seduto, non importa che tu abbia una gamba rotta o la schiena a pezzi, non hai il diritto di rubarle il posto a sedere.

 

JJ

Nasce a Frascati nell’85. Vive, mangia e dorme a Roma. Ha una casa tutta sua. Ascolta la musica, specialmente le canzoni, e guarda molto cinema. Possiede una laurea in lettere di sua proprietà e ha scritto una tesi su Herzog, il quale ha dovuto farsela cancellare con un doloroso e dispendioso metodo laser. "Remember: there are no stupid questions, just stupid people." (Herbert Garrison, South Park)

2 Comments

  1. Hai dimenticato anche quelli/e che con lo zaino sulle spalle pretendono di muoversi come se non lo avessero, sbattendotelo addosso senza chiedere scusa.

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