un blog canaglia

Fauna del mezzo pubblico 5

in società by

Lunedì demmerda.

Parte 1

Parte 2

Parte 3

Parte 4

 

13.Quelli che ascoltano la musica ad alto volume

L’Università di Boston sta ancora studiando il cervello delle persone che, in luoghi affollati, in situazioni dalle quali non si può fuggire nell’immediato, scelgono di far sapere a tutti quale tipo di musica si stanno ascoltando.

In sostanza, ti restituiscono l’esperienza di stare in discoteca: un luogo chiuso, dove non c’è spazio per muoversi, con luci lampeggianti, temperatura altissima e il bisogno di dover alzare la voce per parlare con il tuo vicino.

Di solito coloro che ascoltano la musica ad alto volume si piazzano subdolamente negli ultimi posti del bus, così che ci si metta un po’ a capire che si tratta di un cafone, e non dell’improvvisa voglia dell’ATAC di spendere soldi per mettere musica in filodiffusione su tutte le vetture.

Normalmente i gusti di queste persone sono pessimi. Non capita mai che a fare una cosa del genere sia uno che, per esempio, si ascolta i Beatles, i Genesis, o anche gli Arctic Monkeys, qualsiasi cosa ma non la musica tecno, santoddio. Ci sono, comunque, quattro tipi di persone, generalmente, che si comportano così:

a)il misantropo, che viaggia da solo col cappuccio alzato e si sente il rap della peggior specie;

b)quello che sta con gli amici e fa “uagliù, siend’ccà che bomba ‘shto pezzo!” e parte Gigi d’Alessio;

c)quello con i piercing ovunque, che sente la tecno, e abbozza pure un mezzo balletto (mortacci tua ma non vedi quanto cazzo stamo stretti?);

d)turchi che mettono la musica da kebbabbaro (facendovi pure venire voglia di kebab).

 

14. Gruppi di bori

I maschi di solito parlano di femmine in termini volgari e bestemmiano se c’è una suora; le femmine parlano di maschi in termini ancora più volgari e bestemmiano se c’è una suora. I gruppi misti invece parlano dei voti, della professoressa e bestemmiano se c’è una suora.

È un rito di iniziazione, se non bestemmi davanti a una suora in autobus il giorno dopo ti tocca andare volontario a latino.

Sono vestiti malissimo, ma non come quando io indossavo maglioni a righe color senape e rosa, molto peggio: colori catarifrangenti, cappotti dorati, scarpe fosforescenti; portano occhiali da sole all’interno della vettura, si chiamano “amo’” “a patata” “frate’” fra di loro e indossano le zeppe se femmine, sempre (a volte anche gli uomini, ma è più raro).

Se lasciati da soli dal branco (c’è sempre quello che abita più lontano), si chiudono in se stessi, probabilmente mentre cercano di ricordarsi quando gioca ‘a lazzio (se maschi) o quale selfie postare su facebook (se femmine).

Tipico capo d’abbigliamento: piumino nero lucido (anche d’estate) e zainetto che non verrà mai tolto bensì usato come ariete contro la folla di gente che si accalca in uno specifico punto.

I gruppi di bori hanno una sola qualità: uniscono i pendolari nell’odio che immediatamente tutti vengono a provare verso i giovinastri (compresi i coetanei non-bori).

 

15. Quello che puzza alle otto del mattino

Spiegazione: non si lava. Mai. E naturalmente è inspiegabilmente attratto dal posto accanto al vostro.

Quello che puzza alle otto del mattino non è necessariamente un barbone, anzi: può essere la signora ingioiellata alla quale avete cavallerescamente ceduto il posto (ammorbati dall’odore spiacevole), o il businessman in giacca e cravatta, o magari quella ragazza tanto carina, ma santo cielo zia, lavati i denti, almeno.

 

 

JJ

Nasce a Frascati nell’85. Vive, mangia e dorme a Roma. Ha una casa tutta sua. Ascolta la musica, specialmente le canzoni, e guarda molto cinema. Possiede una laurea in lettere di sua proprietà e ha scritto una tesi su Herzog, il quale ha dovuto farsela cancellare con un doloroso e dispendioso metodo laser. "Remember: there are no stupid questions, just stupid people." (Herbert Garrison, South Park)

11 Comments

  1. A roma se chiameno “buri”, da cui la famosa “a ma’, butta ‘a pasta ch’é arivato er buro”, deliziosa ambiguità tra i termini “burro” e “burino”.

  2. Fanno bene a bestemmiare le suore. Ai preti no, meglio lasciarli stare, portano sfiga e tutto sommato non sono poi così contronatura, sono pazzi e basta. Ma le suore vanno avvisate che sono al servizio di quei pazzi, almeno.

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