un blog canaglia

Fauna Del Mezzo Pubblico 3

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Torna la rubrica del lunedì, quella sulla gente che popola gli autobus: le persone che detestiamo.

Tutti odiamo il lunedì. E lui, di rimando, ricambia il nostro odio popolando gli autobus di gente che ci fa venire voglia di uscire con il lanciafiamme.

Parte 1 qui

Parte 2 qui

 

7. Coppie che si scambiano effusioni

Tutti le odiano, anche le altre coppie, che possono addirittura entrare in competizione per vedere chi si ama di più.

Ce ne sono di diversi tipi, a seconda dei gusti o perversioni sessuali che dir si voglia. Generalmente sono composte da due esseri umani (ma esistono noti casi di zoofilia, tipo i drogati di San Lorenzo che salgono con i loro 5 cani e si fanno sbavare addosso con gusto), che si danno il bacetto, si tengono per mano, uno si siede sulle ginocchia dell’altro, “Amo’, ma stasera c’avemo la discoteca?”, ecc. ecc. è imbarazzante, è disgustoso, è avvilente. Tutti hanno il diritto di amarsi, anche in pubblico, ma se questo accade su un mezzo pubblico, automaticamente sarà come vedere un maiale che divora la carcassa di un coniglietto. Distogliete lo sguardo, ma il rumore umido della saliva ancora vi martella i timpani.

Volete morire. State pensando di scendere otto fermate prima, quando interviene una vecchia nostalgica, che “ai miei tempi non lo potevamo fare, bla bla bla il rispetto”, e a quel punto abbassate la musica e vi godete la scena.

 

8. Il maniaco sessuale

Il maniaco sessuale, anche lui presenza costante sull’autobus, è contraddistinto dal continuo ansimare. Se sentite una persona che ansima dietro di voi, giratevi e lanciate un manrovescio a caso. Se era un bambino con l’asma, avrete mancato il colpo senza dubbio (siete più alti, a meno che non siate dei nani: ma è raro); se era un vecchio con l’asma, probabilmente non gli rimaneva molto da vivere.

Il maniaco sessuale gira da solo; nell’immaginario comune indossa un impermeabile e nient’altro, aprendolo per mostrare le sue vergogne agli ignari pendolari. In realtà oggi i maniaci sessuali sono più infidi: sono diventati astuti e mettono delle cose sotto l’impermeabile (cinture, calzini). Si avvicinano lentamente ma inesorabilmente a voi, qualsiasi cosa voi siate (dipende dalla sua perversione) e ansimano. Voi vi spostate, e loro dietro. E ansimano. Gli fate notare che non è il caso, e loro ansimano. Il vecchio accanto a voi, quello che ha la dentiera dislocata a causa del manrovescio di prima, ride vendicativo. Lo guardate con odio e non vi accorgete che il maniaco sessuale ha spostato verso un’altra vittima le sue attenzioni. Vi sentite offesi: domani indosserete una minigonna.

 

9. Quello che attacca bottone

Oh, mio dio. Eccolo. Viene verso di me. Vuole parlare.

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Gli autobus sono notoriamente situazioni in cui il disagio umano si scatena come un infante con un cucchiaio di legno e davanti a sé un piatto di pastina in brodo. Sospetto che esista una categoria di persone che prende i mezzi pubblici unicamente per chiacchierare con gli astanti, che magari invece vogliono ripassare per un esame, si stanno sentendo la musica, stanno pensando a come far sparire un cadavere senza ricorrere all’acido (difficile da procurarsi senza destare sospetti), ecc.

Una persona che attacca bottone (o si accolla, per i nostri amici romani) può essere spinta da tante motivazioni, prima fra tutte quella più semplice: ha bisogno di appoggio morale. Quindi, in mezzo a una diatriba/discussione di qualsiasi tipo, occhio a non intervenire e/o intraprendere contatti visivi con le persone coinvolte.

Esempio comune: una vecchia si lamenta del ritardo dell’autobus e se la prende con l’autista.

“Questo sindaco dovrebbe da licenziavve tutti!” voi incontrate il suo sguardo. “E’ vero signori’?” silenzio. La guardate con occhi sgranati. Iniziate a sudare. Che diamine, dite qualcosa. “Sì.. sì, signora, ha ragione.” Sorridete. Pensate che sia finita. E invece ecco arrivare il fiume in piena.

C’è anche chi, però, si arroga il diritto di parlare con voi, noti misantropi, senza alcun motivo apparente, cogliendo la minima occasione, come una curva allegra presa dall’autista (ovviamente ubriaco) o un mendicante senza gambe. Non se ne esce, a meno che non impariate il linguaggio dei sordomuti risolvendo così il problema (ma sono quasi sicura che esistano anche dei sordomuti che si accollano, solo che non li sente mai nessuno… eh eh eh. Speriamo che nessun sordomuto legga questo blog).

 

 

JJ

Nasce a Frascati nell’85. Vive, mangia e dorme a Roma. Ha una casa tutta sua. Ascolta la musica, specialmente le canzoni, e guarda molto cinema. Possiede una laurea in lettere di sua proprietà e ha scritto una tesi su Herzog, il quale ha dovuto farsela cancellare con un doloroso e dispendioso metodo laser. "Remember: there are no stupid questions, just stupid people." (Herbert Garrison, South Park)

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