un blog canaglia

Fauna Del Mezzo Pubblico 2

in società by

Seconda puntata della mattissima rubrica del lunedì, quella che vi descrive tutto ciò che potrete trovare sugli auti, come le carampane di Testaccio chiamano gli autobus.

 

 

4. Quelli che non scalano da un sedile all’altro
Esiste, da tempo, una strana usanza sugli autobus.

Di solito, quando vediamo due posti vicini, dei quali uno è occupato da una signora, o un signore, o un cane, o altre amenità, ed è quello più lontano da noi ad essere libero, solitamente chiediamo all’entità seduta “Posso?” indicando il posto. Ora, io non credo che nella mente dell’interrogato baleni l’idea che noi abbiamo assolutamente bisogno di quel posto, quell’esatto posto vicino al finestrino. Certo, c’è anche la possibilità che loro invece non vogliano lasciare il proprio, più vicino alle porte. Ma questo spesso comporta un problema.

E cioè il passare attraverso l’ostacolo per raggiungere il posto a sedere.

Di solito la persona che si “sposta” preferisce arrampicarsi sul proprio sedile invece di alzarsi, con tutte le 25 buste della spesa e affini, costringendoci alla fine a rinunciare sospirando (probabilmente è l’equivalente di una barriera architettonica per i disabili). I più temerari invece saliranno sopra alla signora abbozzando uno “scusi, eh” e si piazzeranno seduti mentre quella bofonchierà qualcosa sui giovani cafoni.

Queste persone sono il flagello dell’umanità. Sono probabilmente le stesse persone che, davanti a un posto libero, mettono la macchina di traverso pur di non perdere 2 minuti per parcheggiarla.

 

5. I barboni
I barboni hanno come luogo di ritrovo l’autobus, non c’è altra spiegazione. Altrimenti perché ne troverei sempre 3 o 4 nel giro di pochi metri? Strategicamente posti in luoghi dove già la gente normale emana odori spiacevoli e non c’è aria (in particolare il 28 gennaio, quando fa un freddo atroce e guai ad aprire un finestrino), i barboni si dividono in due sottocategorie: il barbone ubriaco e il barbone pazzo (esiste anche il barbone pazzo ubriaco, ma è molto raro). Il barbone pazzo sbanda, parla da solo, ti urta e ti insulta e il barbone ubriaco fa le stesse cose ma con in mano un cartone di Tavernello. Non c’è scampo, visto che l’autobus è pieno, lui vi urta, voi urtate una vecchia che vi guarda storto e, mentre le sorridete nervosi scusandovi, il barbone vi insulta.

Esiste inoltre una leggenda che narra di un barbone, l’appestato dell’87, che pare sia un personaggio impossibile da sostenere a livello olfattivo anche se lui si siede negli ultimi sedili e voi preferite stare abbracciati all’autista piuttosto che stargli vicino anche un solo centimetro di più.

Il barbone femmina viene chiamata, inspiegabilmente, barbona: insolito epiteto, visto che la barba (il più delle volte) non è prerogativa femminile.

 

6. Gruppi di turisti
I gruppi di turisti sono infiniti.
Voi state comodamente appoggiati ad un corrimano nell’autobus semi vuoto, tanto che vi siete persino alzati per cedere il posto a una vecchietta, vi ascoltate la musica e vi godete il paesaggio. Ed ecco che, a un tratto, l’autobus si ferma, e in 25 secondi (1 minuto e mezzo se il gruppo è formato da anziani) diventa la batteria di un pollaio. I turisti non riescono a comunicare fra loro senza urlare, che siano effettivamente sordi o non.

Se sono giapponesi, corrono per prendere l’autobus attraversando la Colombo col rosso, incuranti degli insulti degli automobilisti e ridono. Ridono in continuazione, ridono del Colosseo, di Porta Maggiore, del barbone.

Se sono tedeschi, sono di solito tutti vecchi. Gridano (ovviamente) per comunicare e sembra di essere a un ritrovo nazista. Indossano tutti un cappello bianco e i calzini sotto i sandali, anche con 3 gradi.

Se sono francesi, di solito sono una coppia giovane, con baguette sottobraccio e ballerine ai piedi (entrambi). Fanno foto in bianco e nero ai corrimano dell’autobus e dicono “parbleu”.

Se sono americani, sembrano 200 anche se sono in quattro. Ridono molto, anche se non con la stessa cadenza dei giapponesi, e mangiano Mc Donald’s a tutte le ore, appestando l’autobus e facendovi abbandonare la dieta.

Se sono inglesi, sono come i tedeschi ma mentre parlano l’atmosfera è meno tesa e quelli che abitano al ghetto non si nascondono sotto i sedili.

 

 

 

In foto: Masini durante il suo part-time.

 

JJ

Nasce a Frascati nell’85. Vive, mangia e dorme a Roma. Ha una casa tutta sua. Ascolta la musica, specialmente le canzoni, e guarda molto cinema. Possiede una laurea in lettere di sua proprietà e ha scritto una tesi su Herzog, il quale ha dovuto farsela cancellare con un doloroso e dispendioso metodo laser. "Remember: there are no stupid questions, just stupid people." (Herbert Garrison, South Park)

2 Comments

  1. Sarà possibile, nel 2015, fare una battuta sui tedeschi senza parlare di nazismo? Scrivi cose bellissime su Herzog, sicuramente puoi evitare di cadere nei luoghi comuni quando parli della Germania.

    Ti apprezzo comunque.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from società

Al posto di Fabo

Già si sentono i rumori di fondo dell’esercito di fondamentalisti che si
Go to Top