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Fanno 20 anni anche i Pulp

in musica by

 She came from Greece she had a thirst for knowledge,/She studied sculpture at Saint Martin’s College.

Dovrebbe avere ormai più di 40 anni quella ragazza greca che conobbi in Erasmus esattamente 20 anni fa. Me lo ricordo bene.

Non che ci siamo poi frequentati così a lungo: certo abbiamo bevuto qualche aperitivo al Bar Italia e ballato come matti alla Disco 2000, ma ehi, erano tempi spensierati, e chi mai ha preso un impegno serio negli anni 90?

E dire che sarebbe anche potuta durare, forse eravamo un po’ squinternati (o meglio “mis-shapes”, come diceva lei) ma ci abbiamo anche provato a vivere come le persone normali. Affittare un appartamento sopra un negozio, tagliarsi i capelli e trovarsi un lavoro: purtroppo non siamo mai andati oltre la spesa al supermercato. Alla fine, come è ovvio, abbiamo anche cominciato a litigare, io preferivo gli Stone Roses, lei aveva una cotta per Damon Albarn.

Ci lasciammo per colpa dei suoi amici: Jarvis era un pazzo maledettamente serio, una presenza troppo ingombrante per chiunque, e Richard, beh Richard alla fine l’ha conquistata, con quella sua voce da crooner e quell’eleganza fuori tempo.

Me l’ha portata via, e anche io dopo un po’ me ne sono andato da Sheffield.

L’ho rivista l’altro giorno che vagava per Roma, ci siamo incrociati solo per un attimo ma sono certo fosse lei.

E’ invecchiata molto peggio della musica che ascoltavamo insieme 20 anni fa. Mi dicono che le piaccia sempre l’arte ma che adesso se la faccia con gente molto barbuta e seriosa. Anche Renton e Sick boy sono diventati grandi, ma faresti fatica a credere che una volta uscivano insieme, tanto è austera nel suo rigoroso minimalismo nero, dalle scarpe a punta alla montatura degli occhiali, al cappellino di feltro. Frequenta il giro giusto adesso e non si perde una serata al cineforum dedicato a PPP. La puoi vedere in certi luoghi borgata, esattamente quelli dei ragazzi di vita, contrassegnati da apposita street art. In questi giorni poi mi dicono sia presissima da un reading che stanno organizzando a Ostia, indovinate su chi.

Meglio la fretta e l’indecisione di quella musica, con il mondo ad assistere al gigantesco karaoke della coltura brit, o l’esasperata celebrazione dei nostri talenti migliori? Meglio l’esegeta del neorealismo romano o il raver che ha letto solo Irvine Welsh, e non l’ha neanche finito?

È stato un brivido.

Ho chiuso la zip della mia tuta adidas, ho fatto ripartire il walkman e le note di “live bed show” mi sono scoppiate nelle orecchie.

Chissenefrega: è tardi e Spud mi sta aspettando.

 

…tanti auguri “A different class”.

 

 

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