un blog canaglia

“Fairies Wear Boots”

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Ieri sera, tornando dalla farmacia ho preso la scorciatoia che passa per via dei Cappuccini: una specie di tunnel naturale i cui archi a volta sono gli alberi in un boschetto fresco ed umido. Di giorno, dentro il tunnel vegetale e marcescente la temperatura è più bassa di un paio di gradi rispetto al resto della città. Ieri sera, addirittura, ho rimpianto di non essermi portato dietro una felpa.

Fino a ieri, non avevo capito per quale motivo le mie figlie hanno sempre chiamato quel viottolo “la strada delle fate”. O meglio, ho sempre pensato che dipendesse dalla fantasia per la quale i piccoli sono famosi ed invidiati dai grandi… Oggi, invece, credo che dipenda dal fatto che da piccoli abbiamo un terzo occhio in grado di percepire cose precluse agli adulti. Un organo sensoriale che, grazie alla scuola, all’università e alla carriera finisce per atrofizzarsi completamente.

Ieri sera è stato diverso: mentre percorrevo la discesa, perso nelle melodie contorte della poesia pagana islandese, mi sono concentrato sulle avventure di una falena che, iterativamente, si schiantava contro la luce di un fanale, per poi riprendere quota e ritornare più veloce (e più suicida) di prima: avevo l’impressione di sentire le sue ali battere contro la lampadina. A quel punto, con la coda dell’occhio, ho percepito una piccola fonte luminosa al centro di un prato confinante. Odio gli insetti, che per contro adorano il mio sangue: per me, attraversare un prato in shorts e t-shirt è come fare budgee-jumping. Il rischio di finire con un arto grande come quello di HellBoy e sotto terapia antibiotica è altissimo. La sera, poi… chissà quali creature selvagge abitano i prati montani… mosche cavalline, zecche, ma vanno a dormire quelle bagasce?

In ogni caso, la curiosità ha avuto la meglio sul buon senso, e mi sono avviato cautamente per il prato per vedere meglio. Dopo aver percorso una decina di metri, ho visto la seguente scena: una figuretta femminile alta circa una ventina di centimetri, dotata di ali trasparenti, si muoveva a passo di danza, mentre una cortina circolare di gigli neri fungeva da paravento. Lo spazio circondato dai fiori ondeggianti era più o meno circolare, mentre quattro fonti di luce situate in modo simmetrico ogni  90 gradi del cerchio illuminavano la scena: avrei detto che si trattava di campanule all’interno delle quali si trovasse una pattuglia di lucciole.

Ho inforcato gli occhiali e, fatto un altro passo molto circospetto, ho notato un vecchietto con un buffo copricapo che, dall’altro lato del cerchio magico muoveva passi di giga. Il nonnino era sui quindici centimetri, aveva un grosso naso ricurvo, ed indossava morbidi stivali con grosse fibbie d’argento. Non ho visto molto altro, perché, un secondo dopo un rumore acutissimo mi ha paralizzato: avete presente il rumore che faceva la tele quando il tubo catodico mostrava solo una nebbia bianca e nera di elettroni? Un suono molto simile, che veniva dalla boccuccia della fatina, in quel momento ridotta ad un delizioso piccolo zero. Ed è allora che ho notato che portava deliziosi stivaletti: ero stato avvistato.

I fiori si sono spenti in un amen, e, dopo un concitato pestare di piedini nell’erba, tutto è tornato normale. Un normale prato bellunese, piuttosto umido, appena smosso dall’umido venticello bellunese. Forse la cura che mi ha dato il mio dottore è troppo forte.

(FIORI DI SANGUE) Impiegato dell’anno, drogato dalla parola e dai suoni. E’ insicuro, non necessariamente gentile. Da quando scrive su Libernazione, si è convinto di essere Adam Clayton degli U2. Sperabilmente invecchierà e morirà felice.

2 Comments

  1. Io abito a Milano, ed ho la fortuna di stare alle propaggini nord di quello che viene definito “parco agricolo sud”: risaie, fossetti per l’irrigazione, il naviglio, tanto verde.
    Bè, mai trovati fatine e gnomi, neanche quando – in giuventù – mi aiutavo con prodotti naturali. Chi vuol intendere intenda.
    Cavolo, chi è il tuo dottore?
    🙂

  2. Peccato che nel finale dubita della realtà di ció che ha visto! Se non lo facesse potrebbe rischiare di rivivere l’esperienza senza aiutini! 

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