un blog canaglia

epa03144065 Italian writer Erri de Luca poses for photographers as he presents the Spanish-language version of his book 'I pesci non chiudono gli occhi' (The fish shut their eyes) in Madrid, Spain, 14 March 2012.  EPA/PACO CAMPOS

Erri De Luca e i piccoli libertari a corrente alternata

in società by

La vicenda di Erri De Luca, della quale in sé e per sé mi interessa poco o niente, dimostra ancora una volta (semmai ce ne fosse bisogno) che dalle nostre parti tante, troppe persone sono del tutto incapaci di distinguere tra questioni di principio, e quindi di metodo, e valutazioni di merito.
Nel merito, naturalmente, ciascuno è libero di pensarla come gli pare sulla TAV, sul sabotaggio della stessa e sull’incitazione da parte di chiunque, intellettuale o non intellettuale, a compiere quel sabotaggio.
Metterla sul piano della “libertà d’espressione”, tuttavia, se da un lato aiuta senz’altro a darsi un tono, dall’altro sposta decisamente la questione sul piano del metodo: e quindi, inevitabilmente, implica la necessità di sostenerlo, quel tono, formulando un concetto di ordine generale che non può valere soltanto per chi ci è simpatico.
Mi spiego.
Se uno è convinto che la tutela della libertà d’espressione individuale, anche qualora qualcuno la usi per dichiarare pubblicamente che a suo modo di vedere determinati atti contrari alla legge sono legittimi, debba prevalere sulla necessità di evitare che chi ascolta quell’opinione venga istigato a compiere gli atti in questione, dovrebbe esserne convinto sempre: chiunque sia il soggetto interessato e quale che sia l’argomento di cui si parla; e non, come mi pare accada fin troppo spesso, a corrente alternata, a seconda di quanto è d’accordo con l’opinione espressa o di quanto stima il suo autore.
Insomma, se la libertà d’espressione deve valere, allora deve valere per tutti allo stesso modo, che piaccia o no la direzione nella quale viene esercitata: altrimenti, ne converrete, il principio diventa arbitrario, e l’arbitrarietà non è una prerogativa granché compatibile con quello che si definisce “stato di diritto”.
Io, da parte mia, non sono per niente d’accordo con l’idea che sabotare la TAV sia un atto legittimo; mi rallegra, tuttavia, il fatto che Erri De Luca, il quale evidentemente la pensa in modo diverso da me, non sia stato condannato per averlo detto. Così come mi rallegrerebbe che chiunque, in circostanze analoghe, ricevesse lo stesso trattamento: anche nel caso in cui esprimesse opinioni razziste, fasciste, omofobe, tanto per mettere in fila alcuni tra i punti di vista che personalmente trovo più ripugnanti.
Dopodiché, ci mancherebbe, è legittimo che la si pensi diversamente. E’ legittimo, come dire, ritenere che la facoltà di esprimersi debba essere concessa soltanto ad alcuni e preclusa ad altri, perfino sulla base di criteri esclusivamente di parte: così come è legittimo inneggiare al reato d’opinione solo quando l’opinione non coincide con la propria.
E’ legittimo, insomma, pensare che i libertari siano dei coglioni.
In questo caso, però, sarebbe opportuno avere perlomeno la decenza di dichiararsi per quello che si è, rivendicando la propria viscerale partigianeria ed evitando di scomodare, per non dire di usurpare, il concetto di “libertà d’espressione”.
Non siate ingordi: lasciate almeno quello, ai coglioni come noi.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

21 Comments

  1. Sono abbastanza in disaccordo. A partire dal fatto che bisogna per forza mettere sullo stesso piano e tollerare opinioni radicalmente contrapposte. Incitare alla ribellione (non parlo di De Luca) per difendere la democrazia, i diritti e la dignità umana non può essere considerato alla pari delľincitare alla ribellione CONTRO la democrazia, i diritti e la dignità umana. Perché siamo (vogliamo essere) una democrazia, che tutela i diritti e la dignità: siamo già di parte. Guai se non lo fossimo.

    • Certo che siamo di parte, ma lo siamo nella legislazione, a partire dalla Costituzione. La stessa Costituzione garantisce la libertà di espressione in modo assoluto, e il prezzo di questa cosa è che ogni tanto ti tocca sentire opinioni antidemocratiche, razziste, ignoranti e a volte persino potenzialmente dannose (pensa alla storia dei vaccini in calo, magari è davvero colpa dei blog cospirazionisti). Ma va bene così, perchè un conto è un tizio che dice “E’ giusto menare i gay”, un altro è un tizio che effettivamente va in giro a menare i gay. Il secondo è un soggetto realmente pericoloso e la giustizia lo deve fermare, il primo è solo uno stronzo e amen, non lo inviterò a cena.
      Sono abbastanza scettico rispetto ai reati del tipo “istigazione a”, alla fin fine se qualcuno ha preso delle cesoie ed è andato a sabotare il cantiere della TAV non credo l’abbia fatto perchè “istigato” da De Luca: la responsabilità è comunque personale. Stesso discorso per le violenze omofobe e razziste, per la storia dei vaccini eccetera.

    • Ma cosí sono capaci tutti, si può dicutere di tutto e si è liberi di esprimersi purché…buoni e cattivi siano stabiliti a priori.
      E allora che quarzo ci esprimiamo a fare

    • Il problema è che se si inizia a tirare delle righe, le cose possono prendere una brutta piega. Quello che scrivi pare anche sensato, però poi scendi un attimo nei particolari e noti che non è tutto bianco e nero. Ed è un brutto mondo quello in cui i giudici o il legislatore decidono cosa puoi e non puoi dire

  2. Mai sentito che qualcuno sia andato a processo per aver detto che contro gli zingari ci vogliono le ruspe o che bombardarebbe i barconi. In quel caso le mie inclinazioni libertarie avrebbero occasione di essere messe in discussione. Ma non lo sono mai e forse è per questo che non diventano mai adulte, chi può dirlo?

  3. Non riesco a seguire le tesi di questo articolo
    Si odia chi inneggia alla libertà di espressione se questo lo fa solo in certe occasioni
    Ma che diamine succede?
    Non mi pare di aver visto spesso qualcuno che si scelga l albero per essere impiccato
    Credo sia alquanto normale dialetticamente appoggiare i simili e contrastare i nemici
    Quindi? Più che sentenziare semmai si dovrebbe spiegare perché la tav dovrebbe funzionare…un po’ come la tangenziale a Roma che taglia San Lorenzo e manda i gas di scarico direttamente nelle cucine al quarto piano….anche questa è stata cosa buona e giusta perché consente di arrivare da una parte all altra di Roma in ….tre ore di fila….
    Il bene comune…..tse!…. io voglio solo il bene del singolo

  4. Caro Alessandro non sono d’accordo e provo a spiegare perché:

    1. Della vicenda di Erri de Luca mi interessa tutto, perché riguarda la libertà di espressione in questo nostro Paese. Minimizzarne la portata dichiarando di non voler entrare nel merito mi sembra una scorciatoia inopportuna.

    2. Anche a mio avviso la libertà di parola viene prima dell’uso che altri potranno fare di quelle parole.

    3. Parole che nel caso di De Luca ho da subito interpretato in senso pacifista come forma di solidarietà alla protesta di una comunità che difende il proprio territorio dall’impatto di un opera di dubbia utilità e di notevole impatto ambientale. Per me il ‘sabotaggio’ di De Luca equivaleva ad un boicottaggio di un opera, che non piaceva alla grande maggioranza dei residenti, e che andava respinto SENZA VIOLENZA ma con fermezza. anche a costo di violare la legge.

    4.Dovremmo tutti rallegrarci di questa sentenza, e a maggior ragione quando questa viene applicata ad idee che non condividiamo.

    5. Tutto questo non può però consentire di mettere sullo stesso piano la protesta (radicale, ma per me tutto sommato civile) espressa da De Luca, con le posizione razziste fasciste ed omofobe che sono indifendibili prima di tutto perché immorali, antidemocratiche e prive di fondamenti scientifiche (obiezioni a mio parere per nulla applicabili al movimento NO-TAV) e da tempo condannate da ogni società che voglia definirsi civile.

    • 1)non entrare nel merito vuole dire ‘è libertà di espressione, non mi importa cosa abbia detto’.

      2)ok

      3)”Parole che nel caso di De Luca ho da subito interpretato in senso pacifista” lei le ha interpretate così. Se c’è gente che ha interpretato ‘porgete l’altra guancia’ con ‘massacrate gli infedeli’ si figuri quando le parole sono ambigue

      “boicottaggio di un opera, che non piaceva alla grande maggioranza dei residenti, e che andava respinto SENZA VIOLENZA ma con fermezza”
      quindi se domani un sindaco della bergamasca, in accordo con il 99% dei cittadini, decidesse di organizzare la ‘caccia al negro’ o più pacificamente di chiudere i confini agli immigrati, alla fine è casa loro no?

      4)ok

      5)punti di vista. Per me i NO-TAV sono una gran massa di nimby del cazzo (almeno i locali, contando che ci sono dei NO-TAV di Caserta pure che non c’entrano un cazzo, sono lì solo per protestare). Ed Erri de Luca è il classico pseudo intellettuale che non ha mai superato il ’68. E se permette, per me è antidemocratico che una minoranza si metta a decidere per una maggioranza: se aprono un SERT di fronte a casa mia mi girerà pure il cazzo a vedere tutti i tossici in giro, ma non vado mica a frignare in comune dicendo di aprirlo da un’altra parte. Nessuno vuole discariche, centrali, carceri, aeroporti, viadotti, ferrovie etc vicino a casa sua, ma da qualche parte vanno messi. No, non è la vostra valle un cazzo, siete italiani come me e lei, e se ci serve una ferrovia vuole dire che la faremo. Altrimenti vale il punto sopra, facciamo i pogrom contro gli immigrati in Val Brembana.

      • Come l’articolo dice chiaramente, qui non si parla del merito della questione No Tav. Su quello ognuno la pensa come vuole. Io personalmente non la penso come De Luca, ma non per questo voglio vedere un uomo condannato addirittura alla galera per aver espresso un’opinione. Giusta o sbagliata che sia, incitazione o no.

        • ma appunto. Sono entrato nel merito della questione solo per rispondere al mio omonimo, ma sono contro i reati di opinione in genere. Non vorrei vedere in galera manco i nazisti (per le loro _opinioni_, chiaro).

  5. “Così come mi rallegrerebbe che chiunque, in circostanze analoghe, ricevesse lo stesso trattamento: anche nel caso in cui esprimesse opinioni razziste, fasciste, omofobe, tanto per mettere in fila alcuni tra i punti di vista che personalmente trovo più ripugnanti”

    Cosette tipo l’apologia di fascismo sono solo un dettaglio? O mi sfugge qualcosa?

  6. Senza polemica, ma semplice semplice. Inneggiare alle ruspe sui campi Rom, dato che questi sono abitate da persone, dovrebbe essere più grave che usare delle cesoie per danneggiare del filo spinato.
    Di conseguenza, perché Salvini non è mai andato a processo? È più figo, è protetto dall’immunità parlamentare (che al limite interviene successivamente), o perché nelle opinioni maggioritarie anche de sinistra la TAV è più apprezzabile di un campo Rom?

  7. Succede in Italia, un tipo (non chiamiamolo intellettuale, ma attivista) perchè di sinistra incita al sabotaggio (ossia distruzione a casa mia, e non stiamo a fare giri di parole) ed è considerato un ribelle che lotta per la libertà, lo avesse fatto uno di destra, sarebbe stato un fascista incitatore d’odio. D’altronde basta vedere la figura del Giuliani di Genova, considerato addirittura un eroe dai no-global mentre in piena collera stava linciando armato di un estintore un carabiniere coetaneo intrappolato dentro un’auto. Questi sono solo i parametri ideologici con cui tanti qua stanno facendo i soliti discorsi. Altro che libertà di parola, i libertari qua lasciano il tempo che trova. Pure chi ancora osa accennare all’apologia del fascismo, che è una legge superata e ridicola in quanto in primis il fascismo stesso non è un’ideologia, e sebbene poi fosse considerato in termine ampio come “repressione delle libertà altrui con l’uso giustificato della violenza per sovvertire l’ordine democratico” allora sulla stessa onda sarebbe da abolire il comunismo (come avviene in Polonia, USA ecc.) o associazioni e gruppi similari. Quanto alla TAV, non ci lamentiamo se poi siamo un paese arretrato e senza infrastrutture. Abbiamo una tecnologia e un’esperienza di infrastrutture civilistiche uniche (dighe, strade, ponti che costruiamo in tutto il mondo con le nostre aziende) , mentre in Italia per derive ideologiche populiste non si fa niente. E questo attivista scrittore è senza dubbio un simbolo di questo triste stato di cose. Bloccare, sabotare, distruggere , istigare evidentemente per la magistratura non è abbastanza, forse ci deve scappare il morto perchè intervenga. Parlassimo poi della costruzione di un’autostrada in una valle, ma un treno che sfrutta energia pulita e trasporta merci togliendole dalle ruote, questo non è di certo ambientalismo, ma chiusura mentale.Quindi teniamoci questi “cattivi maestri”, già storicamente presenti dal ’68, che ci portarono ai tragici successivi anni definiti niente che meno di “piombo”. E ricordiamoci anche che questi stessi “guru” passarono dalle barricate alle scrivanie o scranni beccandosi e percependo tutt’ora indennità d’oro da cui non si staccano per niente, anzi le difendono e le giustificano sempre nel loro classico stile parolaio quando invece le combattevano, mandando però avanti ad ammazzarsi in piazza sempre gli altri.

  8. E’ possibile sabotare un’opera pubblica (quale è la TAV) senza violenza ma “con fermezza” anche al di fuori della legge? e se sì, questo lo si può fare con qualsiasi opera pubblica che non va bene per una certa parte dei cittadini? Se si volesse fare (l’inutile) ponte sullo stretto come si fa a sabotarlo con fermezza? Personalmente ho molti dubbi. Il verbo sabotare è un verbo “guerresco” che implica in se, violenza e distruzione. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa Stefano.

  9. Rispondo con molto ritardo, e mi scusa per questo con ninomastro.
    Per sintetizzare il mio punto di vista sulla questione, risponderò citando, don Giuseppe Milani, non è la prima volta che mi capita, pur essendo io un naturalista (in senso filosofico) e quindi di fatto un ateo.

    ” In quanto alla loro vita di giovani sovrani domani, non posso dire ai miei ragazzi che l’unico modo d’amare la legge è d’obbedirla. Posso solo dir loro che essi dovranno tenere in tale onore le leggi degli uomini da osservarle quando sono giuste (cioè quando sono la forza del debole).

    Quando invece vedranno che non sono giuste (cioè quando sanzionano il sopruso del forte) essi dovranno battersi perché siamo cambiate.

    La leva ufficiale per cambiare la legge è il voto. La Costituzione gli affianca anche la leva dello sciopero.

    Ma la leva vera di queste due leve del potere è influire con la parola e con l’esempio sugli altri votanti e scioperanti:

    E quando è l’ora non c’è scuola più grande che pagare di persona un’obiezione di coscienza.

    Cioè violare la legge di cui si ha coscienza che è cattiva e accettare la pena che essa prevede.

    don Lorenzo Milani Lettera ai giudici

  10. A chi pensa che i no TAV si limitino a tranciare il filo spinato ricorderò i mezzi da lavoro sabotati, con danni per centinaia di migliaia di euro, danni che si cumulano al fermo dei lavori. Aziende che avrebbero operai da impiegare in cantiere e che rischiano così il fallimento che si ripercuote in negativo, ovviamente, anche sui lavoratori. Il sabotaggio dei mezzi, fra l’altro, è un reato piuttosto grave sul piano del diritto penale, al di la dei risvolti etici.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from società

Go to Top