un blog canaglia

Er cazzo se po’ di’

in società by

Siccome ieri su Facebook la questione è stata dibattuta con un certo interesse, ho deciso di affrontarla in modo un tantino più analitico, dedicando un post all’utilizzo della parola “cazzo” e dei suoi composti nel dialetto romanesco. Qualora mancasse qualche espressione o qualche accezione di quelle che già ci sono, sentitevi liberi di segnalarmela nei commenti. Baci.

a cazzo de cane (o semplicemente a cazzo): in modo inappropriato, approssimativo, sciatto (“Aho, ‘sta carbonara è fatta a cazzo de cane“).
alla faccia der cazzo: perbacco, perdinci, perdindirindina (“Me so’ comprato una BMW cinquemila” “Alla faccia der cazzo!“).
cacacazzi: scocciatore, persona cavillosa (“Ne vorrei discutere con mio cugino” “Bada, che quello è un cacacazzi“).
cazzabbubbolo: uomo di scarsa personalità (“Spero che mio marito affronti la questione” “Seh, ma de che, quello è un cazzabbubbolo“).
cazzaro: persona adusa, spesso in modo compulsivo, a raccontare bugie e pallonate (“Dice che è stato in vacanza in India” “Ma de che, ancora ce credi? Quello è ‘n cazzaro“).
cazzeggiare: indugiare oltremisura in attività ricreative prive di utilità concreta (“Mo mettemose a studia’, so’ tre ore che cazzeggiamo!“).
cazzeggio: l’attività di cazzeggiare (“Daje, è l’ora del cazzeggio!“).
cazzi e mazzi: annessi e connessi (“Tra cazzi e mazzi pe’ ave’ la licenza ce vojono tre mesi“).
cazzi miei: indica affari di esclusiva pertinenza dell’interessato (“Ma stai a usci’ co’ Angela?” “So’ cazzi miei“).
cazzi tuoi: 1. espressione che esprime minaccia nei confronti di qualcuno (“Se nun te sbrighi a ridamme i sordi che t’ho prestato so’ cazzi tua!“); 2. deciso invito a non occuparsi delle faccende altrui (“Aho, perché nun te fai li cazzi tua?“).
cazzobbuffo: individuo di statura modesta e/o di modesta prestanza fisica (“Aho, ma ‘ndo vai in canottiera, nun lo vedi che sei ‘n cazzobbuffo?“).
cazzone: 1. individuo particolarmente portato allo scherzo (“Aho, io ce vado d’accordo, quello è ‘n cazzone come me“); 2. cfr. “cazzabbubbolo”).
cazzi pe’ fischi: espressione utilizzata per esprimere un clamoroso fraintendimento (“Guarda che stai a prende cazzi pe’ fischi“).
cazzope’: letteralmente “Cazzo, Peppe!”; esclamazione di viva sorpresa e meraviglia (“Ho fatto tredici al totocalcio” “Cazzope’!“).
coi controcazzi: particolarmente capace o ferrato in una data materia (“Quello è un meccanico coi controcazzi“)
cor cazzo: assolutamente no, manco per niente (“Cor cazzo che quest’anno te faccio er regalo de Natale“).
eccheccazzo: espressione che esprime insofferenza nei confronti di qualcosa che infastidisce o che non si intende più tollerare (“Aho la smetti de senti’ la musica a tutto volume? Eccheccazzo!“).
er cazzo che te se ‘ncula: locuzione utilizzata per smentire in modo categorico un’affermazione o una richiesta del proprio interlocutore (“M’accompagni a casa a Frascati stasera?” “Seh, er cazzo che te se ‘ncula!“).
Fraccazzo da Velletri: personaggio di fantasia utilizzato per 1. sottolineare le manie di grandezza di qualcuno (“Ma chi se crede de esse’, Fraccazzo da Velletri?”; 2. comunicare che la richiesta di precisare l’identità di qualcuno è ridondante, poiché scontata (“Aho, apri?” “Sì, ma chi è?” “So’ io, e chi dev’esse, Fraccazzo da Velletri?“).
grazie ar cazzo: espressione atta a rilevare che un’affermazione dell’interlocutore è lapalissiana (“Sai che te dico? Se quella me chiede de usci’ io je dico de sì” “E grazie ar cazzo, che je voi di’ de no?“).
incazzarsi: adirarsi, arrabbiarsi (“Aho, guarda che me stai a fa’ ‘ncazza’ eh?“).
manco per cazzo: cfr. “cor cazzo”.
pezzo de cazzo: esprime la volontà di non dare alcunché a qualcuno, spesso a dispetto del fatto che egli ne abbia fatto richiesta (“Papà, me dai dieci euro pe’ usci’ stasera?” “Un pezzo de cazzo, te do“).
quanti cazzi: indica disappunto nei confronti di un interlocutore che pone troppi problemi, spesso in relazione a un progetto comune (“Annamo ar mare?” “No, me brucio” “Allora annamo in montagna?” “No, me gira la testa” “Vabbe’, allora annamo ar lago?” “No, me mette tristezza” “Aho, e quanti cazzi!“).
ridi su ‘sto cazzo: non c’è niente da ridere, o non è il momento opportuno per ridere (“Ahahahahahah che figuraccia che hai fatto ieri sera” “Ridi su ‘sto cazzo“).
scazzarsi: 1. turbarsi, infastidirsi (“Ieri al museo me so’ ‘n po’ scazzato“); 2. cessare di essere incazzati (“Te ‘ncazzi, te scazzi, scenni dar cazzo e te la fai a piedi“).
scazzato: turbato, infastidito, indisposto (“Lasciame perde oggi, ché so’ scazzato“).
scazzo: lite, alterco (“Ieri io e Mario c’avemo avuto uno scazzo“).
‘so cazzi (o cazzi amari, o cazzi da cacare, o cazzi per culo): le vere difficoltà iniziano adesso (“Ecco, entra Pirlo, mo so cazzi amari!“).
‘sti cazzi: chissenefrega, non mi interessa (“Lo sai che me so’ comprato le Converse fucsia?” “E ‘sti cazzi“). N.B. utilizzare l’espressione nel senso di perbacco, perdinci, perdindirindina è errato!
‘stocazzo: espressione poliedrica con diversi significati: 1. diniego perentorio di fronte a una proposta sgradita o su cui non si è d’accordo (“Per quel lavoro che mi devi fare bastano cento euro?” “Seh, ‘sto cazzo“); 2. espressione equivalente a “Fraccazzo da Velletri” nella sua accezione numero 1 (“Ma chi se crede de esse quello, ‘stocazzo?“); 3. espressione equivalente a “Fraccazzo da Velletri” nella sua accezione numero 2 (“Pronto, chi è?” “ ‘sto cazzo!“).
tanti cazzi: cfr. ” ‘sti cazzi”.
testa de cazzo: individuo ottuso e/o presuntuoso (“Lascialo perde quello, è ‘na testa de cazzo“).
un cazzo e tutt’uno: espressione utilizzata per sottolineare che una determinata strategia è inefficace (“Guarda che se prima scopi per tera e poi entri coi piedi sporchi de sabbia è ‘n cazzo e tutt’uno“).
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* Il titolo del post è preso in prestito dall’incipit di questo sonetto dell’immortale Gioacchino Belli.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

18 Comments

  1. Aggiungerei il proverbio che contiene la suddetta parola in almeno tre diverse accezioni “Se te’ncazzi e poi te scazzi, quant’ar cazzo che te’ncazzi”.

      • Ci sono poi anche quelle esclamazioni fatte da persone che, dopo la prima sillaba e mezzo, ritengono di dover cambiare registro dallo spazientito al sorpreso, tipo “Cazzarola!”

  2. Cazzo… (1) Espressione di sgomento e sconforto. Spesso indica anche l’incredulità nell’ascoltatore a una notizia negativa quanto inaspettata (“Eh, ci siamo lasciati definitivamente” “Cazzo…”)

    Cazzo! (2) Rafforzativo entusiasta (“Sei sicura che ti va di uscire? “Cazzo!”)

  3. Cazzo imperativo: “vada a bordo , cazzo!” ( de falco a schettino)
    Cazzo dietetico :so cazzi per diabetici
    Cazzo chimico :so cazzi acidi
    Cazzo goliardico nonché anticoncezionale :legge di pitigrilli cazzo in culo non fa figli

  4. Manca anche:
    “stare sur cazzo” “Io alla festa nun ce vengo se inviti a Peppe, che me sta sur cazzo”
    ” un cazzo e ‘n barattolo” ” Vittorio Emanuele III era arto ‘n cazzo e’n barattolo”
    “stracciacazzi” come variante di “scassacazzi”

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