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Esistono le regole

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Adesso Renzi polemizza con Nico Stumpo (capo del cordinamento nazionale per le primarie) contro la regola che prevede la necessità di registrazione precedente al primo turno per poter votare al secondo. Sono previste due giornate a chi non aveva potuto farlo per cause indipendenti dalla propria volontà. Il permesso verrà concesso dai cordinamenti provinciali (gli stessi che hanno provveduto alla formazione dei seggi e all’organizzazione locale delle registrazioni).

È chiaro. Serve ad evitare le truppe cammellate per il ballottaggio e l’inquinamento delle primarie.

Il parlamentare pd Sarubbi oggi si è fatto un biglietto aereo falso per denunciarla.

Eppure questa regola si conosceva da 2 mesi fa. Solo che Renzi era gia in campagna elettorale, troppo occupato quindi per presentarsi nell’assemblea nazionale che la decise insieme alla modifica statutaria per permettergli di candidarsi.

Fu votata all’unanimità, “l’assemblea sapeva quel che votava“ dichiarò la Bindi.

Nacque una polemica post assemblea, interrotta dallo stesso Renzi: “mi fido di Bersani,  a me va bene tutto. Noi le primarie le vinceremo se parleremo di cose concrete”.

Io ho ricordato a tutti i miei amici di registrarsi prima di domenica (pure solo online) anche qualora non avessero votato, per assicurarsi comunque la possibilità di farlo per il ballottaggio.

Hanno avuto venti giorni di tempo per poterlo fare.

Ricordarsene ora e chiedere flessibilità è molto poco democratico. Le regole non si cambiano a gioco iniziato.

A meno che Renzi tra questa e la polemica sulla mancanza della pubblicazione dei verbali ufficiali abbia smesso di fidarsi di Bersani.

Se è cosi, allora si ricordi che non si gioca al tavolo coi bari.

Se lo fai sai di correre il rischio di primarie che, non essendo regolamentate per legge, le regole le fa chi partecipa.

O a meno che condivida con noi che le primarie non esistono.

 

3 Comments

  1. Aggiungici pure il “Dichiarare, non Dimostrare” di Capriccioli e vedrai che, come si dice a Roma, er più pulito cià la rogna.

  2. A leggere questo post e quello precedente “Dichiarare non dimostrare” c’è da farsi cadere le braccia. Possibile che a Sinistra , tra gente di Sinistra si debba parlare di queste cose con tutto il casino che ci circonda? Possibile che non si riesca a capire il senso, la logica di un regola ma ci mettiamo a spulciarla sotto la lente peggio dei Gesuiti?
    Domenica ci sarà un vincitore ed uno sconfitto, succede sempre, l’importante che lo sconfitto accetti la sconfitta e rientri nei ranghi per lavorare di comune accordo con il vincitore, per il bene dell’Italia. Una volta tanto.

    • Il rispetto sacro delle parole nell’applicazione delle regole è un principio liberaldemocratico e non dei gesuiti, che si rifanno alla tradizione bizantina dell’interpretazione tanto cara al moroteismo partitocratico.
      Quella d’inseguire continuamente l’emergenza del momento distruggendo ogni sacralità della norma è una peste tutta italiana che ha portato al disprezzo per la Carta Costituzionale sempre inapplicata ma definita “la più bella del mondo” non si sa se per sarcasmo o per coda di paglia. E proprio per questo l’emergenza non finisce mai.

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