É triste una vita senza Zio Paperone

in mondo by
“In ogni caso, Ratzinger che abdica e passa il resto della vita a pregare è l’hans castorp di questo secolo”
“Ma stai leggendo La Montagna Incantata?”
“Finita, purtroppo in un periodo di letture bulimiche, per cui mi è rimasto meno di niente, mi sono perso la struttura simbolica e tutti i dettagli che sicuramente vorresti citare. In generale, magari c’è una via intermedia di mezzo, ma in questo periodo non sono proprio nell’ottica di leggere romanzi”
“E quindi che leggi?”
“Sto leggendo un saggio di un critico che mi piace molto, tale Lionel Trilling… e nel frattempo la critica della ragion pura”
“Ricordo Lionel Trilling: mi avevi mandato una sua cosa, se ricordo, sui mores, la morale e il romanzo”
“Esatto. Sincerity and autenticity è quello che sto leggendo adesso. Ma tornando al punto: capisci che viviamo in un’epoca in cui siamo costretti a piangere perchè Paperon de Paperoni non esisterà più? Sará finito, rimosso come una parentesi”

“Sta fallendo la Disney? Non mi pare”
“Ma no, peró: che si tuffa nei soldi, picchia i nipoti, si rivolge male ai camerieri…i nostri figli non vedranno niente di tutto ciò. E molti saranno anche entusiasti per questo fatto”
“Verissimo, leggi in fondo a cosa significa la satira di Paperino e altri infami. Magari stiamo solo creando le basi di conformismo per una successiva esplosione creativa, di rottura
“Guarda,  secondo me per uno che ha un minimo di coscienza del culturame in cui ci troviamo oggi, leggere romanzi è una colpa, come guardare film, serie tv, etc.”
“E perché mai? “
“Sempre Lionel Trilling citando Hawtorne: trash your Byron and take up thy Goethe”
“…”
“Quello che voglio dire è che in quest’epoca di stupidità assordante, sospendere o ridimensionare il consumo di tutte quelle forme che contribuiscono a veicolare certe cose sarà inevitabile. Tutto il Novecento bello e interessante va sospeso”

“Ribadisco la domanda: perché?”
“É una questione di disciplina”
“Rispetto a cosa, e a che fine?”
“É resistenza. Adesso, magari detta così sembra paranoica, ovviamente non esistono soluzioni così estreme. Però, in media, bisogna ridimensionare tutte quelle cose belle e piacevoli che siamo soliti goderci stravaccati su un divano come Jep”
“Ok, ma per fare cosa? Sembri animato dallo spirito di Le Corbusier. Solo che Le Corbusier faceva cessi.”
“Fulvio Abbate, per citare uno che in fondo è alla fine parte di questo delirio, direbbe: perchè siamo altro
“E che facciamo, di altro?
“Scusa, ma tu pensi che tipo il romanticismo si sia strutturato alla domanda per fare cosa? Io penso che stiamo vivendo in un periodo che, al di là della BCE,  dell’italia che tende all’Argentina, e di tante cose che sembrano importanti dalla nostra prospettiva provinciale, precede un periodo di restaurazione molto forte. Adesso, proprio oggi, tutta la produzione culturale e il modo con cui la si apprezza, che secondo me è rappresentata alla perfezione ad esempio da un Sorrentino: sono gli ultimi spasmi, una roba che giá non esiste piú”
“Ok, e quindi?”
“E quindi, se oggi si vuole essere sul pezzo, bisogna rinunciare già a tutte queste cazzate. nel giro di qualche anno si avrà ragione. Altrimenti c’è il rischio che si passano i 30, ci sono altri impegni nella vita e uno rimarrà ancora a parlare, quando va bene, di stato ladro o peggio dei matrimoni gay”

“Invece dovremmo parlare di singolaritá?”
“No. Ma se nasce qualcosa di buono sarà perchè si tornerà a parlare di cose come morale e fede in termini opposti con cui se ne parla oggi.”

“Allora, tornando all’inizio del nostro discorso, non mi pare che Ratzinger sia fuori dal tempo. Prende sul serio le sue cose, semplicemente: altro che Hans Castorp!”
“Non è fuori, è assolutamente avanti. Forse Hans Castorp non é l’esempio giusto, allora”
Parteggiani
“Siamo in un’epoca in cui non si parla di niente sul serio per non farsi insultare, se no ci si rimane male. Ratzinger ritorna sul discorso di fede come prodotto della ragione come nessuno avrebbe il coraggio di fare – e infatti nessuno lo fa piú in pubblico, meglio affidarsi a un clown latinoamericano che fa tanto pop”
“Ma guarda, apri l’inserto culturale della Frankfurter Allgemeine, il giornale della masturbazione sul ruolo della Germania nel mondo. Stanno già iniziando a costruire una narrativa che non ha nulla a che fare con proposte pratiche e immediate, come le charter schools, il mercato del lavoro, l’Europa, etc.. Flirtano in modo abbastanza esplicito con le solite manie di grandezza, nonostante in Germania tutto sia filtrato dalla paranoia di non tirare su certi argomenti”
“Torna diciamo l’ossessione di una Germania potente, custode delle due Europe, Est e Ovest?”
“Ovviamente adesso l’economia è lo sfogo più ovvio. Ma poi si, tornerá l’aspetto geoculturale e geopolitico”

“Ok, ma quindi, in breve, questo che cosa avrebbe a che vedere con il discorso per cui non si dovrebbero leggere romanzi per autodisciplina?”
“l romanzo nel ‘900 è passato dall’essere estaltazione di una certa classe sociale a veicolo di un delirio male interpretato. La cultura del romanzo dá fiato a tutte quelle cose che, al di lá della revoca di uber pop e cose di questo livello, stanno trasformando l’Europa in un cadavere occupato a lottare contro la decomposizione, ma ormai incapace di qualsiasi slancio vitale”
“Non è che thomas mann la pensi in un certo modo… stai dicendo che leggerlo alimenta una cultura della contemplazione, della rendita, contro la cultura dell’ambizione, della creazione? Natura non nisi parendo vincitur, nella lettura peggiore della lezione Faustiana?”

“No, ma oggi secondo è inevitabile porsi una scelta di come indirizzare la propria attenzione, se non altro alla produzione contemporanea…. romanzi, film, e adesso serie tv, non danno linfa alla cultura della rendita, distruggono capitale sociale perchè fanno passare il messaggio che la vita va vissuta come Hanno Buddenbrook
“Come? Morendo giovani di malattie ignote?”
“Zeno Cosini è ormai diventato il latte in polvere… é Woody Allen”
“Si ma scusa, anche se fosse vero, se uno ha gli strumenti per non prendere il deteriore, perché privarsi del bello?”
“Non parlo di privazioni, dico soltanto che tutti gli strascichi di quello che è stato significativo che vediamo adesso saranno visto in futuro come oggi guardiamo agli autori tardo latini dopo Svetonio…. roba che al massimo solo per gusto di enciclopedia uno si va a riprendere”
“Ok. Tra l’altro giusto qualche giorno fa leggevo una biografia spassosa proprio di bellow, sul new yorker di un mese fa… Saul Bellow é uno che su questa consapevolezza ha marciato alla grande, ballando sulla dichiarata fine del romanzo americano per quasi tutta la carriera”
“Eh appunto, che tipo finì per rinfacciare ai figli di non sapere leggere la torah che lui da giovane aveva voluto non conoscessero….e predicava contro stando dietro all’ennessimo bebè dell’ennesima amante. Una vita esemplare”
“Va bene, il cilicio inizia a fare piú male del solito. Vado a casa”
“Stesso problema, sará l’umiditá. Buonanotte”
“Buonanotte”

2 Comments

  1. Si vabbé. Però si me capita un rom la sera quando esco colli amici camerati a fa’ le ronde, lo pijo a catenate e lo corcamo dde botte.

  2. Dipenderebbe, nell analogia della civiltà latina imperiale, dall indicare se il contesto presente sia quello della crisi del III secolo invece che lo splendido autunno del V secolo suggerito.
    Una ripresa culturale prima che economica o produttiva, ma nel solco della tradizione già esistente.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*