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E se mandiamo a casa le preferenze e i ladri restano?

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Alessandro ha scritto un bel pezzo sulla questione delle preferenze. Parrebbe un argomento polveroso, ma invece si tratta di una frontiera nuova su quel dibattito, perché si riporta dopo anni a livello locale.
Combatto da anni contro il porcellum e le liste bloccate e credo di aver prodotto ogni argomento di cui, sul tema, sono capace. Ora finalmente uno stimolo nuovo.
Nel merito continuo a restare scettico, perché immagino che eleggere i consiglieri comunali di una città con le preferenze o meno non produca eletti di rango diverso. E in particolare, non mi sento più garantito dal fatto che i consiglieri comunali li scelga il cerchio magico di un partito, piuttosto che i cittadini anche attraverso le drammatiche storture che le preferenze indubitabilmente producono.

Immagino, forse per pessimismo, che cambierebbero solo le coordinate della corruzione. In un caso il problema indica i cittadini che si lasciano corrompere, in un altro invece i cerchi magici dei partiti che si manifestano vocati all’ellisse della corruttela, divisi quindi tra i due fuochi dell’interesse collettivo e di quello particolare.

Il primo problema, secondo me, è nel valutare quanto un sistema – quale che sia – possa fornire ai cittadini una rappresentanza politica diversa da quella che meritano. Un dato che non è chiaramente antropologico ma determinato in larga parte dalla perfida cospirazione ordita da disagio sociale e degrado culturale. Ma quale che sia la matrice, resta chiaro che un monello colpirebbe il passero tanto con la fionda che con la cerbottana, almeno fin quando qualcuno non riesca a fargli capire che proprio non si fa.
Altrettanto chiaro, però, è che bisogna cambiare prima il sistema e poi le persone, come dice Alessandro, perché dando un mitra ai monelli non si farebbe in tempo a cambiarne l’indole prima che gli uccellini siano tutti morti. E dunque, se l’uninominale può fornire un meccanismo di controllo sull’eletto più efficace, allora bisogna provarci. Se è così.

E forse provarci a livello locale potrebbe avere un senso tutto diverso. In ambito cittadino, del resto, il punto non mi spaventa come invece accade a proposito della legge elettorale nazionale. Questo perché, qualunque sistema si confezioni, è difficile che si determini quello scollamento allarmante tra rappresentati e rappresentanti che ha prodotto il porcellum, o quella inconoscibilità politica che – attraverso la nomina – ha ridotto l’elezione su base regionale del Senato a un mero tecnicismo.
Anche l’insidia sul divieto del vincolo di mandato è un problema che, comprensibilmente, a livello locale non si pone. E quindi, nonostante le resistenze concettuali che mi frenano, direi che è una cosa cui non opporrei riserve impedienti. Un eletto e novantamila persone che lo controllano, dice Alessandro. Ottimo, se i novantamila davvero lo facessero. Ma lo farebbero? Considerando che molto probabilmente tra quei novantamila si nascondono molti di quanti oggi “vendono” il loro voto attraverso la preferenza, mi resta qualche dubbio.

12 Comments

  1. OT:
    non so se questo suonarvele e cantarvele a suon di post incrociati su sta nuova storia del flameboard sia una buona idea per qualcosa, ma io preferivo quando vi bisticciavate all’interno di un post unico… così si disperdono un pò tanti commenti degli avventori, che spesso sono interessanti quanto il post.
    Non che ve ne debba fregare qualcosa eh… era per dire.
    /OT.

    tornando in topic: tutti a kasa !!!1!111!!!!

      • Stavo scherzando, per “bisticci” intendevo uno scambio di opinioni che a me piaceva più all’interno di un unico topic (anche se è vero che alcuni rischiavano di assumere dimensioni spropositate)

          • Veramente lo spirito era quello di invitarvi a non a limitarvi a commentare ma a scrivere con noi per litigare ad armi pari. La flameboard rivoluziona l’impostazione “io scrivo e tu commenti”. Mettetevi in gioco. Scrivete. Altro che autoreferenziali, la flameboard non è per noi, ma per voi. Forza, orsù, lasciate quelle reti… <3

  2. Io la vedo un po’ peggio. Spesso viene stigmatizzato ‘il sistema’ o ‘la legge elettorale’, come se fossero artifizi con cui il potere prende per il culo i cittadini piazzando gli impresentabili.
    Cosa che è avvenuta, e avviene pure ora, per carità.
    Ma l’esperienza insegna che anche quando ciò non accade, la gente è tuttavia abbastanza cogliona per votare il più stronzo del mucchio.
    Il Trota è stato campione di preferenze, e non credo modello Achille Lauro. Un tizio il cui stesso padre, che non è proprio un premio Nobel, definì ‘trota’.
    E gli esempi sarebbero tantissimi, Polverini, Alemanno etc.
    E teniamoci le porcellate e le liste bloccate, almeno abbiamo la scusa della classe politica autoreferenziale che si perpetua da sè, considerato che quando questa scusa non esisteva o nelle elezioni in cui non vale riusciamo perfettamente a dimostrare che nessun sistema elettorale può salvarci da noi stessi.

  3. Io mi permetto di insistere, ripetendo quel che ho detto anche in calce al post di Capriccioli: e se invece di disquisire sul sistema elettorale che ci protegga dai predatori di risorse pubbliche, punissimo qualsiasi atto predatorio in un modo tale che difficilmente il guadagno di un lacchezzo riuscito possa anche solo avvicinarsi a quanto si perderebbe se non riuscisse? No, magari è una castroneria giuridica, però, essendo infine il mero arricchimento personale che muove il 99% di predatori di risorse pubbliche, se quando presi con le mani nel sacco, invece di metterli in galera, gli si impedisse innanzitutto di avvicinarsi di nuovo a quel sacco vita natural durante, ed in più gli si togliesse tutto ciò che, in suo possesso o in sua semplice disponibilità (tipo il conto corrente o la casa intestati alla moglie ecc.) serva a coprire almeno tre volte la cifra che hanno fottuto a tutti approfittandosi della fiducia che gli era stata accordata, beh, penso proprio che sarebbero in tanti quelli che ci penserebbero qualche volta in più prima di darsi agli allegri saccheggi cui assistiamo; e questo indipendentemente dal tipo di sistema elettorale con cui son stati scelti.
    Ah, e visto che ormai ho indossato la giubba del boia, stesso trattamento andrebbe riservato anche a qualsiasi dipendente o funzionario statale d’ogni ordine e grado che tragga qualsiasi tipo di illecito profitto dalle sue funzioni…

    • Niente di sbagliato in linea di principio, il problema però è che nel nostro paese i ladri sono ladri non perchè le pene siano basse, ma perchè c’è un bassissimo rischio che la pena arrivi anche quando vieni scoperto (c’è un bel post su noisefromameriKa che parte dal discorso sulla prescrizione e approfondisce bene l’argomento).
      Se ci fosse più certezza della pena, basterebbe la legislazione attuale a dissuadere i ladri. Pensa solo che oggi in Italia in ambito civile spesso fa causa chi ha torto, perchè spera di rinviare lontano e magari per sempre il risarcimento.
      Se i processi fossero brevi (da 1 mese a 2 anni a seconda della complessità) a cascata si risolverebbero da soli un bel po’ di problemi che più o meno direttamente sono collegati con la sostanziale inservibilità della giustizia. E rendere brevi i processi ha poco a che fare con la severità delle pene (solo debolmente tramite i calcoli per la prescrizione, ma per me la prescrizione andrebbe comunque riformata da capo).

      • Sinceramente non sono un fan della ‘certezza della pena’. Anzi, in un sistema veramente giusto, la pena è incerta. Un delinquente recuperato per me potrebbe lasciare il carcere l’indomani.
        Certo, specialmente per certi reati e se sei italiano, noi abbiamo la ‘certezza di impunità’, un concetto che ha ben poco a che fare con quello da me scritto due righe più su, e con la giustizia in generale.

  4. Ma se si tornasse alla legge elettorale del 1957?
    Se Napolitano in quello che, si spera sarà il suo ultimo discorso come PDR, annunciasse l’eliminazione di 50 leggi a caso dell’ordinamento italiano (escludiamo solo la Costituzione e quelle presenti nel codice Rocco)?
    Se i cittadini finalmente capissero che una legge di stabilità con un articolo formato da oltre 700 commi ed approvata con lo strumento della fiducia è essa stessa una legge pro corruzione ed uno sputo in faccia ai cittadini?

    Quei 90.000 non riuscirebbero comunque a controllare il loro rappresentante perchè il 90% di quei 90.000 è composto da ignoranti presuntuosi.
    Sarebbe come chiedere ai passeggeri di un aereo di controllare se il comandante stia facendo la “before take off check list” in modo corretto. Beh io credo che si debba arrivare a fare in modo che il 90% dei passeggeri sia in grado di farlo. Solo così il comandante potrebbe sentirsi “sorvegliato” ed avere uno stimolo in più a fare le cose per benino.
    Se poi il comandante ha anche il paracadute in caso di incidente ed i passeggeri no… beh allora può anche fare una “before supercazzola prematurata check list” senza problemi.
    Come sempre il vero cambiamento è quello culturale. Non se ne esce da questa innegabile verità, proprio no.

  5. Un sistema elettorale gli italiani lo avevano scelto col referendum del 1993 ma la Partitocrazia non ha voluto il maggioritario di collegio a turno unico e ci ha regalato O’ Porcellum. Comunque sarebbe interessante conoscere il sistema elettorale supportato dal M5S.

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