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E questi votano anche!

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Esterno giorno, intervista modalita’ Tg2 sul caldo estivo, con domande un po’ piu’ impegnative, e intervistati che mostrano una beata ignoranza dei fatti correnti della politica nazionale. Studio di quiz televisivo, concorrente data la presa del potere di Hitler al 1948.  Il vostro Facebook, una persona che conoscete poco posta l’ennesimo video che “prova” l’esistenza delle scie chimiche, causandovi uno scoglionamento piu’ che comprensibile.

matteo

 

A questo punto, inevitabilmente, la ciliegina sulla torta: qualcuno che in vostra compagnia osserva la scena commenta “e questi votano anche“.

E qui mi chiedo: ma tutti quelli che si fanno questa domanda, loro cosa votano? Votano meglio? No, perche’ anche se restringessimo il diritto di voto solo ai possessori di laurea mi pare che l’unico effetto sarebbe riportare in parlamento Sinistra e Liberta’: al di la’ dell’evidenza aneddotica sull’essere un gruppetto di cazzari da salotto, e non e’ poco, compare in tutti gli studi come il partito in cui la sproporzione nell’elettorato tra laureati e non e’ piu’ sbilanciata verso i primi. Poi ci sono quelli che vogliono fare il test agli elettori. Su cosa e per escludere chi, non si capisce. Anche perche’ poi, magari, vai a vedere il track record referendario di questi novelli Platone e scopri che sulla Legge 40 dormivano, la proposta di Guzzetta neanche se la ricordano, al referendum che riguardava l’abolizione delle gare obbligatorie per i servizi pubblici si sono fatti irretire dal populismo dell’acqua pubblica.

In breve, chi si lamenta del diritto di voto altrui, oltre ad esprimere un disprezzo non necessariamente giustificato per i suoi concittadini, non ha compreso un problema fondamentale: che la democrazia serve a rimuovere le elites cattive, non a risolvere i problemi come una specie di mitica volonta’ collettiva da filosofi ginevrini dell’ottocento. Chi si lamenta pensa che un popolo di colti potrebbe indirizzare la politica verso fantomatici paradisi post-ideologici, identificati dal Bene Comune. Insomma, non ha capito un cazzo. E magari, aggiungerete, questo vota anche.

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

20 Comments

  1. votare significa scegliere, preferire. onestamente dubito delle capacità di scelta, in relazione alle conseguenze dell’azione, di alcuni miei concittadini (tra cui entrano pienamente tanto le scie chimiche quanto la data delle elezioni che videro vincitore Hitler). Ecco, proprio il votare rispetto al qui ed ora, il voto come strumento punitivo verso chi ha governato e non come scelta consapevole del futuro che si contribuisce a disegnare portò Hitler a vincere democraticamente quelle elezioni.
    Non sono un fautore dell’oligarchia o dell’aristocrazia, ma sogno un mondo (mi accontenterei del mio Paese) il cui ogni scelta venga fatta con la consapevolezza delle conseguenze, con la responsabilità del singolo verso la collettività.

  2. Per me non è una questione di laureo o non laurea, ma una questione di scuola, di carenza di insegnamento. Il voto non c’entra.

  3. l’anti intellettuale da salotto è irritante come quello che vorrebbe abbattere. Consiglio al buon Mazzone di fondare una bella comunità di redneck in qualche stato del sud USA. Lì le sue teorie neo thatcheriste tra l’altro andrebbero alla grande, visto che l’elettore medio penserebbe che la lady di ferro era una contemporanea di Stalin.

    • Si, voglio che tutti quelli che cercano “Supergiovane” di Elio senza sapere che si chiama cosi’, ma solo ricordando le parole di Mangoni, vengano qui. Quei 2-3 lettori al giorno in piu’ che ci fanno quadrare il bilancio.

      • [Sui tag] L’effetto diseducativo dell’apporre etichette che non hanno senso non importa, eh?

        [Sul suffragio non universale] Se pensi che avere una laurea significhi sapere qualcosa sulla storia del XX secolo, sopravvaluti le istituzioni accademiche italiane.

  4. Bisognerebbe riprendere in mano i testi del pensiero illuminista sul suffragio universale. E delle condizioni a contorno per cui questo puo ragionevolmente essere applicato. Che non sono automatiche ed occorre lottare parecchio per attuarle.

  5. pochi sanno che l’unico motivo che rende la (liberal)democrazia “il peggior sistema di governo ad esclusione di tutti gli altri” è che se il governo porta alla catastrofe, il popolo invece di linciare il dittatore può linciare solo sé stesso.

  6. O forse, molti di quelli che si lamentano del voto altrui non hanno alcuna presunzione di votare “meglio”. Magari desiderano solo che le persone che votano abbiano un minimo di senso critico, un sottile strato di coscienza civile, una spruzzata di cultura generale per sapere, quanto meno, in che mondo stanno vivendo. Perché c’è differenza tra desiderare un voto “colto” e auspicarne uno “consapevole”.
    E anche perché, ammettiamolo, sapere che parte della tua vita dipende anche dal voto di quella matricola di giurisprudenza convinta, ad esempio, che gli ebrei godessero del diritto di riunione anche durante il regime fascista, tanto è vero che si riunivano nei ghetti!, è piuttosto frustrante!
    Il problema non è come votano (il colore, il partito, l’idea, il principio), il problema è la cittadinanza consapevole.
    E allora, quando mi prende lo scoramento, lasciatemi almeno un liberatorio “E questi votano!”.

  7. Non si chiede il voto solo da parte di premi Nobel ma almeno di cittadini consapevoli del mondo e del paese che gli gira intorno e verso il quale pagano sostanziose tasse.

  8. A differenza di Mazzone, Viviana nei commenti ha capito perfettamente ciò che quelli del “questi votano pure” vogliono veramente dire.

    Cito: “O forse, molti di quelli che si lamentano del voto altrui non hanno alcuna presunzione di votare “meglio”. Magari desiderano solo che le persone che votano abbiano un minimo di senso critico, un sottile strato di coscienza civile, una spruzzata di cultura generale per sapere, quanto meno, in che mondo stanno vivendo. Perché c’è differenza tra desiderare un voto “colto” e auspicarne uno “consapevole”.”

  9. D’accordo con Viviana e Drogo Frodo, i migliori commenti finora.
    Il suffragio universale non si tocca, ci mancherebbe. Ma il diritto al voto senza una coscienza civica consapevole è come una pistola carica nelle mani di un malato di Alzheimer.
    Direi che ci sono degli indicatori “generici” sulla qualità del giudizio politico di ciascuno di noi.
    Se non vedo l’ora che venga domenica per andare allo stadio ad urlare contro la squadra avversaria…
    Se mi metto in coda alle 5 del mattino davanti al negozio Apple per accaparrarmi l’ultimo “aifon”…
    Se il mio giudizio sull’attività politica si basa sui salotti della D’Urso…
    Se sul blog di Grillo trollo beatamente con le scie chimiche…
    Se mi appassiono con i plastici di Vespa…
    Se votavo Berlusconi ed ora voto Renzi…
    Se sono convinto che è il governo ad avere il potere legislativo…
    Beh un dubbio ti viene.
    Come se ne esce? Direi che gli organi di informazione un po’ di responsabilità ce l’hanno; ma chi glielo dice senza che si urli all’attentato alla libertà di stampa?
    La rete ci salverà? Chissà!. Speriamo nelle prossime generazioni.
    Però dai sarebbe bello che a quelli in fila per l’aifon si dicesse: “Se consegni la tessera elettorale per 5 anni, ti facciamo lo sconto del 50% sul prezzo!” e vedere di nascosto l’effetto che fa 😀

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