un blog canaglia

E POI LA CONVERSAZIONE SI SPOSTA BRUSCAMENTE SULLE SEGHE

in humor by

– Agata, ti prego, ripetimelo come se fossi scemo.
– Che cosa?
– La cosa di un minuto fa, su Antonio e le seghe.
– Ah, certo. Antonio non si fa le seghe.

Tre secondi di silenzio.

– Niente seghe?
– No.
Mi giro verso Antonio – Antonio, amico mio, tu non ti fai le seghe?
Antonio fissa pallido la pizza margherita che inizia a freddarsi – No. – dice piano.
– Visto? – fa Agata.
– D’accordo, ma poniamo che gli venga improvvisamente voglia di farsene una.
– Allora mi chiama.
– Ti chiama?
– Mi chiama e io gli faccio una sega.
– Sei gentile.
– Se ha bisogno, ci mancherebbe.
– Ma con lo sputo?
– Con lo sputo?
– Con lo sputo o senza?
– Ma in che senso?
– Agata, tesoro, se mi fai questa domanda significa che ignori la meccanica alla base delle seghe, i fondamentali, non conosci il pentateuco della masturbazione e vuoi metterti al posto suo, sii ragionevole.
– E allora spiegamelo.
– Te lo spiego volentieri, ti sputi nella mano prima di fargli una sega?
– Ma che schifo!
– Tack.
– Ma che schifo! Che schifo! No!
– Agata, perdonami, ma se ti fa schifo sputarti nella mano come ti regoli coi pompini?
– Ad Antonio non piacciono i pompini.

Quattro secondi di silenzio.

– Agata, ti prego.
– Non gli piacciono, giuro! Antonio, ti piacciono i pompini?
Antonio è immobile da prima, non ha ancora iniziato a tagliare la pizza – No, non tanto. – mormora con voce rotta.
– Visto? – fa Agata.
– Eh, ho visto, ho visto. Comunque questa cosa che non ti sputi nella mano, Agata, lasciatelo dire, secondo me è drammatica. Le mani asciutte santo dio, roba che gli provochi una dermatite con conseguente fimosi con conseguente cazzo che gli si stacca e muore. Ma poi scusa, quando fate l’amore, lui per caso ti riscalda un po’ o te lo butta dentro come se dovesse parcheggiare la bicicletta che gli chiudono le poste?
– Non capisco la metafora.
– Immagino. Voglio dire, Agata, amica mia, che le seghe le sanno fare bene solo gli uomini perché, in anni di esperienza, hanno maturato una perizia inimitabile. Oppure le puttane, ma vanno sempre di fretta. Oppure le pornostar, ma tanto è una cosa che non ti capita mai. Tu non rientri in nessuna delle tre categorie. Sostituirlo in una funzione così importante è un gesto di una violenza inaudita. È come strappargli gli occhi e dire “tranquillo amore, le cose le vedo io e dopo ti racconto“, è terribile, osceno. Tu non ti rendi conto.
– Allora te lo ripeto, Antonio non sente il bisogno di farsi le seghe, me l’ha detto mille volte, ha già me, gli basto io.
– Ma non è così Agata, non è così. Capisco che non voglia ferirti ma, credimi, non è così. Le seghe col sesso non c’entrano nulla. Le seghe sono una cosa che serve agli uomini per non mettersi ad uccidere la gente per strada. Sono un grande, grandissimo, atto di amore verso noi stessi, un modo per prenderci cura del nostro corpo. Cosa ti costa lasciarlo libero?
– E chi me lo assicura che pensa a me mentre si fa una sega?
– Ma ti garantisco il contrario, guarda, a te non ci penserà mai. Mai!
– Visto? Hai visto? Allora vuol dire che non gli basto!
– Ma è l’opposto Agata, davvero, ragiona, tu per lui sei l’altra metà del cielo, ti adora, ti venera, ti ha idealizzata, nella sua testa sei la madre dei suoi futuri figli. Ti pare, dunque, che possa pensarti mentre ti fai sfondare da due negri con delle fave di trenta centimetri? Vuoi che ti pensi mentre ti schiaffeggiano con delle cappelle da mezzo chilo? Ti sembra una cosa rispettosa, delicata?
– Dubito che Antonio abbia delle fantasie del genere.
– Anche io. Antonio ha delle fantasie più complesse, fidati, io semplifico, nelle fantasie di Antonio ci sono anche dei nani, uncini anali, somari di passaggio, gagball, batterie per automobili e petardi esplosi a tradimento, si svolge tutto all’interno di locali con muffa alle pareti e sedie arrugginite che prendi il tetano a guardarle. Agata, seriamente, vuoi dirmi che ti piacerebbe stare al centro di una gomorra così?
– No.
– Eh no, certo che no, ovviamente no.
– …
– Ti vedo perplessa.
Agata si gira verso Antonio – Antonio, hai delle fantasie così tu?
Antonio mi guarda ed è davvero molto triste – No. – dice.
Agata guarda di nuovo me – Visto?

Originatosi nella provincia emiliano-romagnola, da bambino soffre d'asma e ha l'aspetto di un profugo albino del Mali, a quattordici anni gli parte lo sviluppo e prende rapidamente le sembianze del famoso dirigibile Hindemburg. Caparbio collezionista di imprese epiche che terminano regolarmente molto presto e molto male, incallito disegnatore di peni, detesta i film di fantascienza degli anni ottanta ivi compreso Blade Runner ma escluso Ritorno al Futuro, più di ogni altra cosa ama John Steinbeck poi, in ordine sparso, la panificazione domestica, dare fuoco alle cose, il giardinaggio, Phoenix Marie.

13 Comments

  1. AHAHAHAHAH!!!! Fantastica questa!!!
    A tutte le donne presenti qui e altrove, faccio presente che da studi approfonditi realizzati negli USA, si è chiaramente dedotto che la (auto)masturbazione maschile previene il cancro alla prostata! Meditate gente, meditate…

    • veramente è l’eiaculazione che riduce il rischio di cancro all prostata, da espletarsi almeno 5 volte a settimana… almeno!

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