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È l’Unità, bellezza

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Le sue lacrime non hanno alcun potere curativo, ma come la Fenice, l’Unità rinascerà dalle sue ceneri. Avverrà perché è sbagliato e dunque inevitabile. Ma come dovrebbe essere? Afflitti da questo interrogativo abbiamo preparato delle bozze dalle quali non sarà difficile estrarre un nuovo progetto editoriale che sappia essere all’altezza dei precedenti. Qualcosa di fighissimo e allo stesso tempo in grado di garantire l’ennesimo fallimento.
Ma attenzione, qui non stiamo a polemizzare e a ripiegare sui mezzucci di sempre. Non vogliamo far fallire tra qualche anno la rediviva Unità in forza delle solite banalità: non ci basterà cambiarle il sesso, come fece la De Gregorio che, divenuta direttrice, scrisse sulla testata “fondata da Antonio Gramsci” in luogo di “fondato da Antonio Gramsci”. Sono finezze che non ci riguardano. Né ci darebbe soddisfazione assumere tutti gli amici del segretario di turno, perché non siamo mai stati troppo sensibili agli usi e alle tradizioni.
Abbiamo pensato a qualcosa di più articolato e sufficientemente incasinato da poter somigliare al realistico progetto che potrebbe riportare la storica testata in edicola.

E dunque siamo partiti dal management
Su questo fronte non ci sono stati dubbi e solo due nomi sono venuti fuori per la direzione: Corradino Mineo in tacchi a spillo oppure Emma Bonino in anfibi. Tertium non datur.
La proprietà imporrà a chiunque assumerà il comando una vicedirezione: la nostra nomination va a Claudio Velardi, con delega ai complotti interni. In ossequio al principio secondo cui non ha senso una rinascita se non c’è garanzia del prossimo fallimento. Con Velardi – gradito per irradiazione al 40,8% degli italiani – crediamo di poter stare abbastanza tranquilli.

Progetto Grafico
Poche pippe alla Toscani. Si tirino un po’ di righe abbastanza dritte e si proceda. L’identità sarà salvata dal mantenimento della storica “striscia rossa”. L’ambiente non tema lo spreco di inchiostro perché sarà realizzata in puro sangue dei vinti: ce n’è di freschissimo. All’edizione standard sarà affiancato un formato tascabile, per alcuni audaci.

Il web: gioie e Dol.
Sul fronte digitale abbiamo imparato la lezione. Internet si sgonfierà, è una moda temporanea e non vale la pena investirci più di tanto. Noi progressisti lo abbiamo insegnato al mondo gestendo nel peggior modo possibile il Cannocchiale. Come possiamo superarci? Carta di Amalfi per gli inserti, dunque, e restyle del claim digitale in “ComUnità di recupero”. Funzionerà.

I soldi
Questione complicata. Sarà difficile non farsi bastare anche questa volta i soldoni del finanziamento pubblico, ma con un po’ di impegno dovremmo riuscire a spaventare il mercato e a mettere in fuga anche gli inserzionisti più avventati. Certo, sarà arduo ripetere i fasti del passato quando lanciammo una linea editoriale impostata su Travaglio e Padellaro, e poi cacciammo i due facendoci rubare tutti i lettori dal Fatto Quotidiano. Difficile anche trovare un’altra De Gregorio, da cacciare a sua volta per poi nominare un tizio che sembra uscito dalla pagina FB de L’Apparato. Insomma, potremmo tentare con Telese, l’unico che ci sembra all’altezza della situazione. Ma, come detto, è difficile. Però ci proviamo.

Il numero zero
Abbiamo detto della difficoltà di tracciare una linea editoriale che ci garantisca una debacle in coincidenza con la parabola discendente di Renzi. Diciamo tra al massimo 10 anni. Quindi abbiamo elaborato una serie di contenuti di certo insuccesso. (Per quanto in gamba, non è che Mineo, Bonino e Velardi possano fare tutto da soli). Ecco dunque il solco che dai tempi di Romolo e Remo(lo) garantisce che a un certo punto si verifichi uno scazzo insanabile e l’Unità richiuda non troppo presto e non troppo tardi. Innanzitutto fuori quegli sciuponi dei sondaggisti e dentro i chiromanti. Gli scenari politici saranno decifrati nei fondi di caffè e il tutto sarà confezionato in una rubrica dentro ma fuori del palazzo, a cavallo di ogni tempo, dal nome “Sindona s’indora sin d’ora”.
Le notizie le ha tutte il Fatto quotidiano, quindi ora non ci resta che distruggere le opinioni. E allora una distesa di incomprensibili rubriche e allegati capaci di restituire l’erezione a latitudini politiche insospettabili. Giovanilistica sensazione di turgore, ma è la prostata.

– Capalbio oggi
– Vacanze al risparmio in Europa: Mari(o) e Monti, di Benedetto Della Vedova
– Che Gaza, da Cuba alla Strisca, di Gianni Minà
– “Come creare un sito web”: 36 fascicoli in VHS
– Apprendere le tre i (Inglese, Informatica e impresa) Audiocorso (in musicassette vintage) letto da Fabrizio Gifuni dal palco del Teatro Valle
– Il manuale di Second Life (in ristampa, diritti acquisiti dal Gruppo Espresso)
– Lezioni di sadomaso. La raccolta degli editoriali di Alfredo Reichlin
– Le ricette del mercoledì. A cura della nonna di Debora(h) Serracchiani
– Il romanzo a puntate: “Quando c’era Walter”
– Dibattito permanente sulla legge elettorale: in service con il generatore automatico fornito da Libernazione
– Il gossip del sabato. Primo numero: Saranno vere le voci su l’amore tormentato tra Pina Picierno ed Eddy il rapper di Tombolo scoperto da Andrea Diprè?
– Musica1: i ritmi delle Ande con gli Inti illimani
-Musica2: I grandi successi degli altri cantati da Fiorella Mannoia (sempre in musicassette)
-Musica3: Le soffiate dell’omino della che porta le pizze a Palazzo Chigi per le riunioni segrete del Gabinetto Renzi, cantate da Vasco Brondi
– Il Gadget del giovedì: L’intimo usato di Maria Elena Boschi, Graziano del Rio, Sandra Bonafè, Nico Stumpo. Imperdibili.
– La sordida storia d’amore tra il Lider Maximo e la giovane Turco
– Intervista a Clinton: “Vengo e mi spiego”
– Focus interno: La balcanizzazione della redazione esteri
– Hobby: con Scalfarotto i piatti li lava lui
– In esclusiva il testo integrale dell’intervento di Matteo Renzi al prossimo comitato centrale: “’Quando Rosy Bindi provava ad entrare senza riuscirci al Muccassassina travestendosi da Maristhell Polanco”
– Fassino: l’uomo che visse due volte. (E Franceschini neanche una)
– L’album di figurine dei cacciatori di organi e apparati, a cura di Denis Verdini
– L’archivio storico: tutte le prime pagine dei giorni in cui ha chiuso e riaperto l’Unità
– L’angolo del complotto: tutto quello che avresti sempre voluto sapere ma non hai mai osato chiedere a Giulietto Chiesa
– Come dare fuoco a un giornale. La lezione di Francois Truffaut
– Le primarie e De Coubertin, di Chiara Geloni
– Manuale di conversazione politica: lo sviluppo economico, di Brunetta e Fassina.
– Manuale di conversazione politica: la Costituzione, di D’Alimonte e Ro-do-tà.
– Biografie di uomini straordinari: in edicola, la vita avventurosa del compagno Pajetta.
– L’angolo dell’eleganza e della sobrietà, una rubrica online curata da Achille Occhetto che posterà foto cucciolose dei gatti realizzando il compromesso storico con Vittorio Feltri.
– Manuale di spanking estremo al tempo della crisi, scritto a quattro mani dal duo Taddei/Brancaccio, a cura del trio Tozzi, Ruggeri, Morandi
– Per gli abbonati in omaggio la mappa di Roma divisa in tavole incise sul retro delle carte dei tarocchi con la scritta “voi siete qui” in corrispondenza di via Gradoli.
– Per i primi 500 abbonati: La ricetta della Crostata, di Linda Giuva
– Per i primi 99 abbonati: Una riproduzione in litografia numerata del patto del Nazareno

Visto il successo, per la domenica 16 pagine bianche omaggio.  Insomma, non dovremmo poter sbagliare.

E’ nato a Bergamo 35 anni fa da una famiglia molto cattolica. E’ scappato dal collegio Sant’Alessandro a 17 anni e ha abitato dieci anni nell’India del Sud, dove ha vissuto producendo mosaici di ceramica (uno l’anno) destinati agli americani ricchi della Costa Occidentale. Poi si è trasferito per sei mesi in un gurudwara di sikh dissidenti, nel Punjab (India nordoccidentale). Tornato in Italia per problemi di visto, attualmente si mantiene affittando su Airb&B il monolocale in zona Corvetto (a Milano) ereditato da una zia. Pratica il buddhismo theravada, ma non regolarmente. Tifa per l’Atalanta.

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