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E’ guerra.

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Una breve comunicazione, sarò rapido: il signor Diritto Internazionale sta morendo, e ve lo volevo notificare. Si dice che sia una questione di giorni ormai, e tutto sarà finito.

Sapevo che da anni non si sentiva bene, e che anzi in questi ultimi due lustri le sue condizioni erano diventate assai gravi, ma vederlo così fa veramente impressione.

La causa del futuro decesso? Israele, sembra. Vi invito a leggere dal sito Corriere.it quanto riferisce un blogger israeliano sui preparativi del prossimo attacco contro l’Iran che la premiata “unica democrazia del medio oriente” sta mettendo in piedi.

Usare la parola attacco in questi casi è riduttivo, poichè quando si neutralizza il sistema comunicativo di una Nazione, si lanciano dai sottomarini decine di missili balistici con testate non convenzionali e si completa l’opera con siluri da crociera lanciati da “veivoli dotati di una tecnologia sconosciuta al grande pubblico e anche al nostro alleato americano”, ebbene tutto ciò è guerra.

La qual cosa, beninteso, mi starebbe pure bene. Basta che si tratti di una guerra seria, di quelle vere, pienamente riconosciute dal diritto e quindi disciplinate nei loro momenti fondamentali: dichiarazione di guerra consegnata alla rappresentanza diplomatica del Paese avverso, motivazione delle operazioni militari per esigenze di legittima difesa, garanzie per i prigionieri e tante altre belle cose che più di un secolo di convenzioni internazionali sembravano non dico aver garantito, ma quanto meno aver reso meno facilmente violabili perchè sì, si sa che le zozzerie in guerra si fanno e si sono sempre fatte, ma almeno si cerchi di nasconderle, di salvare la faccia.

Invece no. Israele, il cui possesso di testate atomiche al di fuori delle apposite convenzioni internazionali è pacificamente accertato, con totale sprezzo di qualunque normativa organizza quanto di cui sopra in olimpica serenità, tutt’al più con qualche segno di fastidio da parte quell’alleato tanto asservito da essere ritenuto indegno di condividere i segreti degli aerei invisibili. Il tutto, beninteso, senza che le apposite commissioni degli organismi internazionali siano mai riuscite a trovare prove inequivocabili del tentativo iraniano di fabbricare la bomba atomica. E parlo di prove, non chiacchiere, cioè di quei riscontri oggettivi che in un processo conducono un imputato alla condanna, e alla relativa punizione.

Che dire? Nulla. Già prevedo le accuse di antisemitismo piovere da ogni dove a tutela della Vittima Eterna in perenne pericolo di sopravvivenza, quindi taccio e mi limito a stirare il vestito grigio per il prossimo funerale del signor Diritto Internazionale. Che vi debbo dire, a me era simpatico. Anche perchè era uno dei pochi arbitri ancora in grado di imporre agli Stati un minimo di correttezza nei litigi.

Ma pazienza.

Una cosa, però, mi sento di dirla: anche se l’Iran vi è antipatico, una preghierina per l’anima del signor Diritto Internazionale non negategliela. Dopo tutto, era tanto una brava persona…

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