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Dovreste ringraziare la D’Urso, altro che denunciarla

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Sarò io, che non capisco.
Però, abbiate pazienza, se una esercita il lavoro di giornalista “abusivamente”, cioè senza essere iscritta al relativo Ordine, e lo fa a cazzo di cane (testualmente: “con modalità che non tengono conto di esigenze quali la difesa della privacy e/o il coinvolgimento di minori”), che senso ha denunciarla?
Voglio dire: l’iniziativa avrebbe la sua logica se simili comportamenti fossero posti in essere da un iscritto, perché in quell’ipotesi, effettivamente, il buon nome dell’Ordine ne sarebbe infangato.
Mentre nel caso di specie, razionalmente parlando, dovrebbe prodursi l’effetto diametralmente opposto: Barbara D’Urso non è iscritta all’Ordine e guarda caso svolge male il lavoro di giornalista. Quindi l’Ordine dei giornalisti è una figata.
Invece no. Enzo Iacopino ha l’alzata d’ingegno di difendere l’organizzazione che presiede denunciando una che non vi appartiene: mentre in realtà dovrebbe ringraziarla.
Non starò qui a ripetere che gli ordini professionali, ed in special modo quello dei giornalisti, sono enti anacronistici che andrebbero abrogati: mi limito a rilevare che quando il tasso di corporativismo che già li caratterizza intrinsecamente tocca vette così elevate da generare reazioni pavloviane come questa, completamente priva perfino della logica elementare, la loro eliminazione diventa una questione urgente, direi emergenziale.
Prima che nel loro delirio se la prendano pure col mio barista, che mentre mi fa il caffè parla di Garlasco e di Wikileaks senza aver verificato le fonti.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

9 Comments

  1. Logica elementare?
    Barbara D’Urso non è iscritta all’albo e svolge male il lavoro di giornalista. Come fai a “dedurre” che essere iscritti è una figata (immagino: chi è iscritto, lavora bene).
    Potrebbe essere una buona argomentazione, ma non ha nulla di strettamente logico.
    Come dire: guida senza patente e fa un incidente –> I patentati non fanno incidenti.

    • Ma Capriccioli non sta la qualità dei giornalisti ufficiali.
      Come dire: guida senza patente e fa un incidente –> l’autoscuola lo denuncia per vilipendio dei guidatori patentati

  2. Iacopino arriva tardi. Il treno per le violazioni della privacy è già passato da anni e secoli.

    Altro passo molto ma molto interessante:

    “Noi giornalisti abbiamo il dovere di informare i cittadini, senza toni forti, senza speculazioni, senza strumentalizzazioni per fare audience”

    Adesso penso ai giornalisti RAI. E piango.

  3. e il bello è che giornalisti che scrivono bufale colossali senza verificare la fonte, che riportano notizie inventate, che commettono errori di ortografia e sintassi e che dimostrano di non aver capito un cavolo di quello che stanno scrivendo, nessuno si occupa di redarguirli, anzi conservano indistrubati il posto di lavoro.

  4. La D’URSO non mi è simpatica, ma il tuo post è perfetto! Temo tuttavia che verrà ignorato: le corporazioni in Italia sono estremamente radicate e di difficile, se non impossibile, eliminazione.

  5. Io ho pagato 439,10 euro per l’iscrizione all’albo dei Giornalisti, più 100 – dal 2015 110 – ogni anno. Ecco perché l’ordine vorrebbe che si iscrivesse.

  6. Il sillogismo non mi torna.
    E comunque la denuncia è perchè diffama la professione di giornalista comportandosi da tale, non mi pare complicata

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