un blog canaglia

Dio che fastidio signora mia

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Vediamo se ho capito: viviamo in un paese in cui i diritti di sposarsi con chi si sceglie, di decidere se sottoporsi o non sottoporsi ai trattamenti medici, di morire come si preferisce, di concepire un figlio vincendo la sterilità, di farsi una canna in santa pace nel giardino di casa non sono considerati abbastanza rilevanti da essere riconosciuti: mentre si reputa che vada tutelato il diritto a non vedere -dio che fastidio signora mia- un pisello -leggasi pene, membro, cazzo eccetera- o una vagina -leggasi fica, cinciallegra, pucchiacca e via discorrendo-, pur essendo ben noto che chiunque sa bene come quelle parti anatomiche siano fatte -avendone presa visione in numerose circostanze-, in omaggio ad un “senso del pudore” non meglio precisato ancorché considerato così essenziale da non consentire a chi sente minacciato il proprio non dico di farsi una ragione dello spettacolo, ma perfino di voltarsi dall’altra parte.

Cioè, non so se mi sono spiegato: se uno lotta contro una terribile malattia progressiva e chiede di porre fine all’inenarrabile sofferenza che sta provando lo stato arriva e gli dice che non può; se un altro ha il desiderio di lasciare la propria eredità al compagno che gli è stato accanto per tutta la vita lo stato irrompe e glielo impedisce; invece se uno si lamenta perché la visione di un uccello -dio che fastidio signora mia- l’ha profondamente turbato lo stato si arma e si schiera al suo fianco, gli dice non preoccuparti caro so quanto stai soffrendo, adesso a quel cattivone con la minchia di fuori lo puniamo severamente, così non sarai più costretto a provare -dio che fastidio signora mia- quel senso di disgusto che ti invalida come nessun’altra cosa al mondo potrebbe fare.

Ma andate a cagare.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

13 Comments

  1. Abito a Ravenna dove, nelle vicinanze c’è una località da sempre frequentata da naturisti (o nudisti che dir si voglia), Lido di Dante. Il problema più grosso che creano questi osceni schifi dalle menbra nude è che spingono decine di onestissime persone sulla via del peccato, spingedoli, sobillati da Satana Ghignante, ad andare a sbirciare queste menbra (e membri) nudi, quella panplia terrificante di tettefigheculicazzi, armati financo di macchine fotografiche, binocoli e cazzinmano.
    Se tutto ciò fosse brutalmente proibito, quelle persone invece che essere indotte in tentazione, sarebebro tutte a recitar rosari alla messa delle 6.
    ….
    ….
    Ma andate a cagare, bigotti del caxxo!!!

  2. Non è questione di moralismo, è questione di mettersi d’accordo sulle regole della convivenza reciproca. Tutte le altre cose che tu hai citato sono private e se io le faccio tu non vieni coinvolto (il mio matrimonio, la mia morte, la mia canna a casa mia). Sul far vedere figa e pisello invece bisogna mettersi d’accordo e ho l’impressione che se la mettessimo ai voti i naturisti perderebbero.

    • Gentile Missiaia,
      a me non è riconosciuto il diritto a manifestare il mio disgusto nel vedere una signora grassa che prende il sole in bikini. E non è una questione di democrazia: se lo mettessimo ai voti forse le signore grasse perderebbero…
      E’ una questione di principio: non ho il diritto di giudicare “osceno” alcunché. Il problema della visione del pene non discende da una sua oggettiva oscenità; tant’è che i piselli dei cani e dei bambini possono essere messi in mostra senza alcun turbamento. La cosa che il “pubblico pudore” preserva è proprio questo turbamento sessuale nell’occhio di chi guarda. Con questa motivazione esplicita l’Islam vieta alle donne di mostrare i capelli, il viso e a volte tutto il corpo: “a noi maschi basta poco per fare pensieri sconci; siamo sposati e desideriamo essere bravi mariti”. Ed è con questa motivazione che le donne lo accettano. Questa impostazione però è contraria al nostro buonsenso: non possiamo punire qualcuno perché un’altra persona la trova conturbante.

      • E’ tutto arbitrario. Fate pure la vostra battaglia per far considerare le parti intime al pari di un naso o un orecchio. Io trovo ragionevole chiedere al prossimo di coprire le parti intime ma se la maggioranza decidesse altrimenti sopravviverei.

        • Arbitrario? No, direi proprio di no. Quando si parla di ‘arbitrarietà’ si parla pure di censura, vincoli, prigionia e violenza di alcuni sugli altri. Mi vengono i brividi solo a pensarci. Inoltre ci sono cose ben più inaccettabili che appunto mostrare parti del proprio corpo: c’è lo squallore di chi mostra parti del proprio cervello inesistente, o apre la bocca senza prima collegarlo quando pur è dotato di neuroni. La nudità infastidisce solo chi ha una visione malata, perversa e mortifera del sesso. Perché chi ce l’ha sana sa benissimo che non è un corpo nudo, ma un corpo vestito in un certo modo, o un gesto, o un elemento fuori dalla norma, o un modo di muoversi che fanno scatenare l’attrazione.
          +1 a Enrico, anche per l’argomentazione che la ‘peccaminosità’ sia nell’osservato piuttosto che nell’osservante!

  3. Il mio lato radicale mi fa vagheggiare una società in cui i bambini siano educati dai propri genitori alla vista (neutra, non morbosa) di nudità adulte, ad esempio se i genitori hanno l’abitudine di stare nudi in casa.
    Questo per prendere confidenza con il concetto del corpo altrui e, va da sé, evitare l’insuperabile trauma di vedere eventuali bagnanti senza veli.

    Mi unisco al coro. Andate a cagare. Con enorme dolore.

  4. chiaro e preciso, come sempre. parole al vento, purtroppo, ma fa bene sentirle ripetere. esì, che vadano davvero a cagare!
    VIVA LA PORNORIVOLUZIONE!!!

  5. Pensano che tutto il mondo debba essere sessuofobico e bigotto (e segretamente eccitato dal divieto) solo perché lo sono loro. Cattolicesimo in salsa italica. Non si ragiona con i religiosi, attivi o passivi che siano.

    Andate a cagare in un campo d’ortiche.

  6. Formentera è splendida e splendide sono le spiaggette dove con discrezione si può praticare il nudismo. Bellissima questa assoluta libertà chi in costume chi no. E tutti coloro che si avvicinavano a noi si rivolgevano o in tedesco o in francese, rimanendo abbastanza stupiti del fatto che siamo italiani.

  7. Se il pisello o la vagina la metti in una pubblicità su di un poster 10 m x 10 m diventa legale. Se fai vedere il tuo in giro ti arrestano subito.

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