un blog canaglia

Dimme che me voi mena’

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Una faccenda del genere è successa anche a me, qualche anno fa, quando il maggiore dei miei due figli andava alle elementari.
In quel caso i bambini rom in classe erano soltanto due: eppure molti genitori manifestarono insofferenza, minacciarono di voler cambiare classe ai loro figli e qualcuno addirittura fece fuoco e fiamme finché non glielo consentirono; anche se nella maggioranza dei casi l’appartenenza a un quartiere “liberal” di Roma, e la conseguente esigenza di “salvare la faccia” nei confronti della comunità sul piano del “progressismo” prevalse, sia pure piuttosto faticosamente.
La tragedia è che si tratta di un meccanismo senza via d’uscita: da un lato si attaccano i rom sulla scorta del luogo comune che “non mandano i figli a scuola” per sguinzagliarli a chiedere l’elemosina e a rubacchiare; dall’altro, quando i figli a scuola ce li mandano, ci si rivolta e si trasferiscono altrove i propri.
Nel film “Delitto sull’autostrada” Bombolo diceva a Tomas Milian: «Si t’ariconosco me meni, si ‘n t’ariconosco me meni uguale, dimme che me voi mena’».
Ai rom, oltre ogni ragionevole dubbio, je vojono proprio mena’.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

1 Comment

  1. Il lato ironico, stando agli articoli in rete, è che quella stessa scuola è stata salvata dalla chiusura proprio dall’iscrizione dei bambini rom cui stiamo dando un grande esempio di come funzionino le cose in Italia.
    Fossi il preside impedirei l’iscrizione degli italiani dal prossimo anno in poi.

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