un blog canaglia

Diffamatori e scippatori

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Cari amici che siete indignati contro sulla legge sulla diffamazione in discussione al Senato,
io sono d’accordo con voi quando dite che mettere in carcere per un anno un giornalista che ha diffamato qualcuno -cioè che ha scritto cose brutte e false sul suo conto- costituisce una pena esagerata.
Tuttavia vi faccio presente, a mero titolo esemplificativo, che se qualcuno si rende autore di uno scippo in mezzo alla strada di anni di carcere può prendersene addirittura sei.
Ebbene, presumo che qualunque individuo ragionevole preferirebbe mille volte essere scippato da un birbaccione piuttosto che essere accusato -dico per dire- di pedofilia su un giornale: perché nel secondo caso, evidentemente, si ritroverebbe a subire un danno -il marchio perenne dell’infamia, il disastro in famiglia e sul lavoro, i pregiudizi della gente e via discorrendo- assai più grave rispetto al primo.
Ora, io sono convinto che in entrambi i casi -quello dello scippatore e quello del diffamatore- sarebbe necessario abrogare il carcere e applicare una pena di natura diversa: però, ragionando in termini relativi, sono altrettanto convinto che finché lo scippatore può beccarsi sei anni di galera, un anno per il diffamatore sia una pena piuttosto esigua.
Poiché, com’è noto, due torti non fanno una ragione, propongo di fare una cosa: stracciamoci pure le vesti per assicurarci che i giornalisti diffamatori non debbano finire in prigione: però, contestualmente -anzi, direi addirittura prima, viste le proporzioni-, diamoci da fare affinché anche allo scippatore venga riservata una sorte diversa dalla gattabuia. E anche al truffatore. E al falsario. E al bancarottiere. Per non parlare -ecco, non parliamone proprio- dell’immigrato clandestino.
Quando vi vedrò combattere come un sol uomo, amici che siete indignati, affinché il carcere venga abrogato per tutti questi -ed altri- reati, non soltanto per i giornalisti che accusano falsamente le persone di nefandezze che non hanno commesso, mi convincerò che le vostre lamentazioni rispondano al desiderio di un paese più libero e moderno.
Fino ad allora, abbiate pazienza, continuerò a dubitarne parecchio.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

5 Comments

  1. Non mi sembra siano reati da comparare. C’è diffamazione più o meno grave e c’è scippo più o meno grave. Credo l’articolo che ha fatto scaturire tutto il polverone sia stato veramente grave nella sua demenzialità (augurare la pena di morte per difendere posizioni anti-abortiste bah…) ma che a onor del vero:

    1) Omesso controllo deve comunque essere considerato un po’ meno grave di una diffamazione in prima persona (che, comunque, non è riferita a pedofilia)
    2) La vicenda non avrebbe avuto tutta questa evoluzione se parte lesa non fosse stata un pm
    3) La vicenda non avrebbe avuto tutta questa evoluzione se parte offendente non fosse stato Sallusti.

    Lo stesso Sallusti sta comunque cavalcando la vicenda, ormai sembra che voglia andare in carcere a tutti i costi e lo fa lasciando dichiarazioni di garantismo nelle quali non crede minimamente (penso).

    Giovanni

  2. la cosa è un filino più complessa secondo me. La diffamazione (da non confondere con la calunnia) viene decisa a sentimento dal giudice (o dai giudici) di turno. Se quello che hai scritto lede o meno la reputazione della vittima è un’interpretazione. Che spesso la Cassazione ha ribaltato, dicendo ad esempio che il ‘testa di cazzo’ pronunciato in pubblico durante un litigio non lo è (o viceversa).
    Si tratta di un reato basato su un’interpretazione, per cui è giusto che le pene siano lievissime.
    Poi vabbè, il carcere per le false generalità degli extracomunitari, per i tossici etc non lo prevederei a prescindere…

  3. “presumo che qualunque individuo ragionevole preferirebbe mille volte essere scippato da un birbaccione piuttosto che essere accusato -dico per dire- di pedofilia su un giornale”, Ale ma che dici? Uno che mi scippa commette una violenza fisica nel miei confronti (c’e’ gente finita all’ospedale per uno scippo). siamo su due livelli completamente diversi.

  4. Qualunque decisione emessa da un giudice é frutto di interpretazione. La macchinetta che fa le sentenze non l’hanno ancora inventata.

    Anna – il punto di Alessandro é esposto ricorrendo ad un paradosso, ma é decisamente valido. Le porte della galera si aprirebbero molto piú facilmente al responsabile di uno scippo commesso senza particolare violenza, causando un danno economico di un centinaio di euro. Una grave diffamazione molto difficilmente puó davvero aprire le porte del carcere.
    Purtroppo il nostro codice é tendenzialmente forte con i deboli e debole con i forti. Questo perché la politica criminale adottata nel nostro paese si é ispirata troppo spesso a motivazioni emergenziali, al solo scopo di assecondare gli istinti giustizialisti – spesso per fini elettorali.

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