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Dieci suggerimenti per ordinare al ristorante

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Dietro l’affabile sorriso di un cameriere si celano molte insidie: il primo decalogo per imparare a gestirle ed evitarle.

 

1.   I ristoranti lavorano con materia prima rapidamente deperibile e con margini di guadagno sottili.  Diffidate di carte troppo “ricche”, varietà esagerate e origini incongruenti soprattutto se il ristorante è semi-vuoto o comunque non in grado di offrire quel turn-over che garantisce ragionevole freschezza ai vostri patti: nella migliore delle ipotesi,  in cucina c’è un enorme congelatore carico di astici, anelli di calamari panati, bistecche di manzo e funghi porcini, mentre il riciclaggio e la “rigenerazione” sono dietro l’angolo.

2.   In fase di ordinazione, fate attenzione al cameriere in modalità “faccio io”.

3.   Per farvi un’idea del livello igienico, date un’occhiata al bagno: se fa schifo, fuggite a gambe levate. Se non si preoccupano di nascondere ciò che potete vedere, provate a immaginare cosa c’è in cucina, lontano dai vostri occhi.

4.   Prenotare è una buona abitudine e vi darà più possibilità di avere un tavolo decente. Se siete in tre, prenotate per quattro, se siete da soli e senza prenotazione, un venerdì sera in un locale alla moda, dite che state aspettando qualcuno.

5.   Non ordinate roba “da smezzare” al di fuori degli antipasti. Non offrite gli avanzi dal vostro piatto. Non ingozzatevi di pane appena seduti a tavola.

6.   Non ordinate mai: il risotto mari e monti, la pizza all’ortolana, la zuppa di farro, i maltagliati crema di pecorino e radicchio. In generale, cercate di ragionare secondo un schema di sostenibilità: evitate il “tutto pesce” a Frascati, i canederli a Catania o la carbonara a Bolzano.

7.   “Non ordinate il pesce il lunedì”.

8.   Cercate di evitare di concludere il pasto con amari, grappe (barricata poi non ne parliamo) o limoncelli. Oltre a rovinare gli effetti eventualmente benefici degli alimenti precedentemente ingeriti, hanno il compito di far lievitare ingiustificatamente il conto. Se proprio non potete farne a meno, chiedete un bicchiere di passito: è meno tossico e assai più di classe.

9.   Lasciate la mancia. Se vi siete trovati bene, il 10%, se invece la cameriera vi ha lasciato intendere tutto il tempo che- anche se era lì per servirvi- non era lì per farsi comandare, gli spiccetti sul fondo delle tasche del vostro cappotto.

10.   Infine la regola d’oro delle regole d’oro: non mettetevi mai contro chi ha accesso diretto al vostro cibo. Non immaginereste mai cosa può succedere ad un piatto di spaghetti con le vongole nel breve tragitto che va dalla cucina al vostro tavolo.

Presidente fondatore, nonchè socio unico, del FLNRPABMB-Il Fronte di Liberazione Nazionale dalla Rucola-Pachino-Aceto Balsamico-Mozzarella di Bufala, amo invitare alla mia tavola bevitori di sangue, collezionisti di sogni infranti e consumatori di aria fritta. Guardo con egual sospetto vegetariani, amanti della carne ben cotta e assassini seriali. Da sempre mangio per piacere e mai per necessità.

7 Comments

  1. la #10. Detto e stradetto, la #10. A chi ancora non fosse convinto suggerisco di rivedere la scena di Fight Club ‘zuppa alla crema di funghi’

  2. ma perchè, perchè, perchè libernazione si è messa in casa questo tuttologo del nulla che scrive i temi delle elementari?
    perchè?
    perchè?

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