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Diario romano: ancora l’alba

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Notte di trattative, dopo gli eventi di ieri. Renzi resiste a ogni mediazione e si parla di crepe nel fronte antirenziano.

Due treni hanno preso velocità e fermarli sembra impossibile: se Renzi cede oggi, firma la sua archiviazione dopo le amministrative, salvo una vittoria miracolosa; gli scissionisti sanno che non ci sarà pietà né spazio se restano. Il resto del mondo PD viene travolto dai due treni e si dedica alle scelte tattiche.

La prima tattica, antica e onorata, è non esserci al momento dello scontro. Tirarsi fuori, dirsi feriti e/o preoccupati e attendere che la polvere si posi per decidere che fare. La scissione è quasi certa, pensano, ma quanto sarà grande e come sarà ricevuta è un mistero.

La seconda tattica é saccheggiare: dopo lo scontro si potrà far bottino tra le macerie. Chi resta dentro al PD potrà spartirsi le cariche lasciate libere da chi parte, si sa che la poltrona fa il dirigente. Al Congresso, poi, essere minoranza paga sempre un piccolo dividendo, se ci si adatta a non influire sulla linea.

La terza tattica, infine, è cambiar bandiera all’ultimo momento. Quando le truppe sono schierate, quello è il momento per vendersi al prezzo più alto. Tattica complessa ma redditizia, dunque, che apre la porta a uno scenario poco discusso in questo giorni dai media: la mezza scissione.

Mezza scissione: esce Bersani e resta Emiliano; resta Bersani e esce Rossi. Varie versioni dello stesso risultato: chi resta dentro saccheggia (vedi sopra), chi esce non è una minaccia per il PD. Lo sponsor principale dell’opzione, non deve stupire, è Renzi: che punta a una minoranza indebolita ma non avrebbe nulla in contrario a tenere delle personalità visibili e “di sinistra” dentro, per facilitare la permanenza dei voti di sinistra nel contenitore PD che, in quel caso, sarebbe solo e soltanto suo.

Comincia così un’assemblea nazionale poco appassionante. Decidere di stare insieme non dipende dal collettivo, ma dai singoli. Prevale la preoccupazione: che fare, cosa succederà, il Paese non ci segue. Renzi può salvare il PD o fare da levatrice al suo partito personale.

Docente di scuola superiore, non ama la contabilità ma la insegna. Milanese naturalizzato, "se si va via da Milano è solo per emigrare". Ama perdere ore su Wikipedia. Appassionato di storia, politica, sistemi elettorali e NBA.

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