Devoto a nessuno

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Tredicesima edizione del premio ‘Devoto a nessuno’, Lima del Guardia. Il premio lo consegna il presidente della giuria Niccolo’ Delli Moggi, noto fisioterapista della ghiandola pineale in pensione. A ritirarlo è l’ing Paolo Pretocchio*. Riusciamo a scambiare con lui due chiacchiere tre ore piu’ tardi, nel retrobottega di un negozio di abbigliamento adibito a luogo per incontri segreti tra mafiosi e politici con banchieri massoni come rappresentanti di garanzia e notariato superpartes. L’ingegnere ha subito indossato la maglietta del premio che raffigura una benda da pirata con su scritto ‘Devoto a nessuno’.

Pretocchio, Delli Moggi nel suo intervento ha parlato dell’immoralità viscida ed interessata della classe politica. E’d’accordo con lui?

Certamente. Lo spettacolo messo in piedi dai parlamentari italiani è la concretizzazione della peste bubbonica allo stadio più velenoso. Stanno lì solamente perché aspettano di arrivare ai 35 mesi di legislatura per prendersi il vitalizio, raccontando le solite cazzate. Non fanno niente, posticipano tutto solo per questo motivo, legge elettorale in primis. I peggiori sono quelli del Pd che accampano scuse varie. Silvio lo sa che per non perdere lo stipendio ed il vitalizio questi faranno qualunque cosa. Ed anche i suoi galoppini starnazzanti lo fanno per questo motivo, anche perché senza di lui il 70% dei deputati Pdl dovrà trovarsi un lavoro dopo le prossime elezioni.

Ma adesso ci sta Forza Italia.

E’il rantolo del morente. Mediaset è tutta schierata con Renzi. Nemmeno i parenti del biscione voteranno Forza Italia. Poi Silvio con le condanne ha perso charme. Prima era forte nell’immaginario perché qualsiasi cosa accadesse lui era più furbo degli altri e vinceva sempre. Un successo perenne. Ormai invece è come tutti, smascherato e condannato come un italiano medio sfigato. L’hanno beccato con la marocchina. Deve pagare un botto di soldi alla moglie, a De Benedetti, è vecchio e passa le serate con il cane dudù. Non è più un supereroe. Di lui tra un paio di decenni si dirà nei libri di storia: per 20 anni la politica italiana ha vissuto un immobilismo decadente causato dalla presa del potere di un discusso imprenditore di successo che non ha attuato nessuna riforma per il benessere dei cittadini, portando avanti un’inutile e sterile guerra alla magistratura senza risultato alcuno, se non lo sfascio del paese.

Di cosa parla il suo ultimo libro ‘Il cittadino deve morire’?

Della presa d’atto che allo Stato, del cittadino, tranne per prendergli soldi con le tasse, non gliene frega niente. Non gli serve più. Che il Welfare State non può svolgere più la funzione per la quale venne creato. Il Welfare State non nasceva da illuminati e meravigliosi segnali di progresso della civiltà occidentale e dei suoi governanti, ma, in una prima fase, dall’esigenza di mobilitare le masse dentro la seconda guerra mondiale, in una seconda, invece, per controbilanciare la presenza ed il peso politico militare dell’ Urss verso cui masse eventualmente insoddisfatte potevano guardare come un’opportunità di riscatto. Infatti dopo l’89 il Welfare state inizia ad essere demolito senza troppi problemi.

Si spieghi meglio.

In Europa il seme del cd Stato sociale è il ‘Rapporto Beveridge’del 1942, che è alla base del National Insurance Act del 1946. Prende forma in Uk dopo la disfatta dell’esercito francese a Dunkerque di fronte alla presa di coscienza della concreta possibilità che l’isola potesse essere invasa dall’esercito tedesco. A quel punto la Gran Bretagna si ritrova da sola a fronteggiare la potenza nazifascista. Le forze antinaziste sono obbligate ad elaborare un progetto di inclusione sociale delle proprie masse superiore a quello messo in atto dai regimi fascisti. Era una necessaria conseguenza della guerra dell’epoca, una guerra di tipo industriale, che doveva poggiare innanzitutto sulla pace interna. Erano le masse che dovevano combattere e morire al fronte, mentre a casa gli operai delle fabbriche belliche dovevano portare ai massimi livelli le capacità produttive dei diversi blocchi. La cura delle masse, tenerle sufficientemente sane e tecnicamente non sprovvedute, era un obbiettivo strategico, Perdere il loro controllo significava non avere più soldati ne operai nelle fabbriche che producevano armi.

Ma che c’entra l’Urss? Poi la guerra finisce. Il pericolo nazifascista viene debellato. Che differenza c’è con l’oggi?

L’avvento dell’atomica rende inutili gli eserciti di massa. Le masse diventano inessenziali allo sviluppo ed al consolidamento della potenza dello Stato o di blocchi di piu’ Stati. Quindi con la Seconda guerra mondiale si raggiunge l’apice della guerra industriale e di massa e con essa si esaurisce la forma stato che l’aveva sostanziata ed organizzata. Ma nasce il problema del contenimento dello spettro dell’Urss e del suo peso politico militare. Scoppia la terza guerra mondiale, la Guerra Fredda. L’Europa è l’epicentro di un precario equilibrio geopolitico nel bel mezzo di una guerra civile internazionale. Di questo conflitto è il centro nevralgico e strategico e proprio per questo non è un caso che il welfare state abbia funzionato solo all’interno di una determinata area geopolitica: l Europa occidentale per l’appunto. Tutto questo fino all’89, poi welfare state tanti saluti e ciao ciao.

Ed oggi?

Oggi il cittadino può anche morire, anzi deve essere in tutti i modi messo nella condizione di vivere male e quindi di morire il prima possibile. Allo Stato, tranne che spillargli soldi con le tasse, le masse non sono più essenziali. Anzi lo Stato le fa la guerra, tipo invasione o occupazione coloniale, dove gli eserciti, che sono professionali, combattono contro la popolazione o determinate quote di popolazione, con l’obbiettivo di tenerle sottoscacco mettendole o al lavoro in condizioni non distanti dal lavoro servile e coatto, o lasciandole morire nelle carceri.

Anche Beppe Grillo dice che siamo in guerra.

Lui dice che ci sta uno status quo di banchieri, finanzieri, industriali etc, che sta distruggendo il paese e privando di ogni possibile futuro le nuove generazioni. Le èlites dominanti che, prive di scrupoli e senza minime esitazioni, stanno distruggendo la vita a milioni di persone e di famiglie per bene, nei loro raduni segreti e misteriosi. Solo che poi ci ritroviamo Casaleggio ospite d’onore a Cernobbio, che è appunto uno di questi luoghi tanto demonizzati da questi grillini. Per parlare ed essere invitato al meeting Ambrosetti, devi avere un pedigree politico e sociale affidabile. Per buona pace di tutti i deboli di pensiero, i piccoli borghesi spodestati dalle loro micragnose rendite di posizioni, gli orfani di guru mediatici e del sottoproletariato dell’indignazione che hanno votato i 5stelle, ormai è palese la natura di tale movimento. Tipico movimento piccolo borghese politicamente vuoto, senza programma e privo di progetto, ha la funzione di canalizzare una parte della protesta e della rabbia popolare verso obiettivi innocui e in un ambito di compatibilità con il sistema, anzi per incalzarlo in quelle arretratezze che caratterizzano il sistema politico italiano per puntellarne la stabilità. D’altronde lo ha ammesso lo stesso Grillo, quando ripete allarmato che “Se noi non ci affermiamo esploderà la rabbia, ci saranno le barricate”.

Ma quindi cosa prevede all’orizzonte?

Il nostro sistema politico e le relative istituzioni annesse sono in putrefazione e storicamente archiviate. La base di massa che lo regge è la prossima vittima della polverizzazione economica e sociale dell’obbligata ristrutturazione politica alla quale il “sistema Italia” è chiamato a rispondere. Ancora si regge su quella parte di popolazione socialmente ed economicamente inclusa. Segmenti di lavoro subordinato, l’apparato parassitario, finalizzato attraverso il foraggiamento delle clientele, corporazioni e categorie professionali e lavorative interne e compatibili con l’attuale ciclo produttivo ancora non devastate dalla crisi. Ma il cittadino deve morire. Non ha più scampo.

Il cittadino morirà?

Nell’immediato di sicuro impazzirà lentamente, tramite le coercizioni economiche che non ti impongono di fare una cosa, ma ti tolgono la possibilità di fare altro. Oltre all’insostenibilità della violenza economica dovrà fare i conti con quella eco/alimentare. Il 20 agosto il pianeta Terra ha raggiunto l’Earth overshoot day, cioè l’umanità ha esaurito le risorse naturali rinnovabili che aveva a disposizione per l’intero 2013. Questo significa che in appena otto mesi sono state consumate le riserve di cibo (vegetale e animale), acqua e materie prime che sarebbero dovute bastare fino a fine dicembre, immettendo nell’ambiente (suolo, fiumi, mari, atmosfera) una quantità di rifiuti e inquinanti superiore alla capacità di smaltimento del pianeta.

Quindi la catastrofe dinanzi a noi?

No. Praterie.

Soundtrack1:’La cena’,Massimo volume

Soundtrack2:’Fensi’,Fluxus

Soundtrack3:’Nessuno si accorge di niente’,Fluxus

Sountrack4:’God gave me everything’,Mick Jagger

Sountrack5:’Gimme shelter’, The Rolling stone

Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale.

*L’ing. Paolo Pretocchio è un personaggio di fantasia dislocato momentaneamente nella ghiandola pineale dell’umanità vincente.

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