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Depenalizzazione, altro che amnistia e referendum!

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Mi corre l’obbligo di segnalarvi che né la raccolta di firme per i referenda radicali, né amnistia e indulto avrebbero alcun effetto (tangibile la prima, di lungo periodo i secondi) sull’affollamento delle carceri.

La raccolta delle firme sui referenda è stata una burla: in diverse zone d’Italia (anche nelle grandi città), la raccolta l’hanno fatta gli uomini del pdl, che – guarda che strano caso! – hanno raccolto abbastanza firme per i referenda sulla giustizia che interessavano loro (o meglio il loro Capo) e non abbastanza firme su tutto il resto, tra cui i referenda contro la Bossi- Fini e contro la Fini-Giovanardi (incredibile, visto che erano leggi che avevano approvato loro, eh?).

Dell’idiozia politica dei radicali sul punto è meglio non parlare: del resto ora che sono stati fottuti alla grande dalla destra hanno trovato una ragione per prendersela con la sinistra, che è la loro ragione sociale da una ventina d’anni.

Ovviamente a nessuno di loro è venuto in mente che – se fossero state raccolte firme a sufficienza – poi si sarebbe dovuto vincere la battaglia referendaria che è lunga (specie se a breve ci sono elezioni, che fanno slittare i referenda) e molto difficile, soprattutto se il buon Silvio fa la guerra fredda (come ha fatto durante la raccolta firme). Rimettersi al risultato del referendum sul punto è un rischio fortissimo che si corre sulla pelle di chi è nelle carceri: se la battaglia si perde, la legittimazione politica a modificare quelle leggi in Parlamento va a farsi friggere. Rimarremmo bloccati per anni con quelle leggi di merda.

Amnistia e indulto avrebbero un effetto mediatico (che è quello a cui più di tutti sono interessati i radicali) ma tra qualche anno saremo punto e da capo con l’affollamento.

Sapete cosa avrebbe un effetto duraturo sull’affollamento carcerario? Una depenalizzazione di massa.

Una depenalizzazione di decine di reati bagatellari tra cui quelli legati all’immigrazione clandestina (non al suo traffico), quelli legati alla tossicodipendenza (il sogno è la completa liberalizzazione delle droghe leggere ma è una battaglia lunga – che rimane una battaglia da fare e i radicali, bisogna dargliene atto, sono gli unici a farla) e moltissimi altri reati che intasano carceri e tribunali.

Per i pochi che non lo sapessero, la depenalizzazione avrebbe effetto sugli illeciti passati e futuri: non ci sarebbe bisogno di amnistia e indulto per i reati depenalizzati già commessi e non ci sarebbero processi penali per le condotte a venire.

Andrebbe abolita la ex Cirielli che impone pene pesantissime ai recidivi senza alcun senso di proporzione tra reato e sanzione.

Andrebbe ripensata la pena carceraria e previste misure sanzionatorie e preventive efficaci ma non inutilmente afflittive come il carcere (qualcuno prima o poi mi spiegherà perché non abolire il carcere per i reati non violenti: già solo prevedere gli arresti domiciliari per tali reati – con reali limitazioni alla comunicazione esterna – mi sembra un’ipotesi da valutare).

Per la maggior parte di queste misure ci sarebbero da anni i presupposti di necessità e urgenza necessari all’emanazione di un decreto legge, senza attendere i referenda e senza dover fare patti e contropatti su amnistia e indulto per arrivare ai 2/3 necessari in Parlamento.

Una volta tanto, pensiamo davvero ai carcerati: non teniamoli in ostaggio per fare battaglie politiche e mediatiche sulla loro pelle. Abbiamo il coraggio di abbandonare il paternalismo e pensiamo davvero al futuro. Per una volta, poi magari ci prendiamo gusto. Santè

 

(SINDACATO PAGANO) Nato in terre calde e prospere di disoccupazione si trasferisce giovinetto al Norte dove adesso lavora, rigorosamente a fini di lucro. Attende con speranza che Grillo faccia approvare il reddito di cittadinanza così da poter finalmente vivere come un rentier. Ha scelto il nome da usare nel blog guardando tra le bottiglie di alcolici di un amico rivoluzionario.

2 Comments

  1. Totalmente d’accordo. Inoltre alcuni illeciti potrebbero essere puniti più efficacemente tramite sanzioni amministrative (certe e immediate) che con lunghi procedimenti penali. Questa sarebbe solo una delle cose di cui ci sarebbe bisogno per riformare la giustizia italiana. Ciò per cui raccolgono le firme i radicali (vedi separazione delle carriere e responsabilità civile della magistratura) è invece esattamente quello di cui NON abbiamo bisogno.

  2. ” non teniamoli in ostaggio per fare battaglie politiche e mediatiche sulla loro pelle”,
    Perfetto.
    Sottoscrivo tutto il post.

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