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De Luca a Teheran

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Volevo entrare nella vicenda degli impresentabili  dalla porta principale, dal momento che ormai la cosa é entrata nel lessico da bar e sono arrivati i commenti, i commenti ai commenti, e cosí via.

Con tutto il rispetto per chi si metterá a spaccare il cetriolo (globale) in quattro, la questione non é tecnica, ma di principi, e non riguarda nemmeno le scelte personali dei membri della Commissione.

La Commissione Antimafia ha ricevuto il compito di individuare quali candidati non rispettano dei criteri “igienici” che li renda idonei alla attivitá politica. Sembra innocuo e tutto sommato attraente. Proviamo a ragionare su questo concetto per gradi.

1. In molti paesi dove la corruzione é un problema, leggi anti-corruzione draconiane diventano uno strumento per le élites al potere (che alla corruzione non sono estranee) per espellere dal consesso civile personaggi scomodi. Un esempio: il sindaco di Caracas, esponente di punta dell’opposizione venezuelana, arrestato per corruzione. Di esempi se ne potrebbero fare parecchi, questo non é un caso isolato: si puó andare in Egitto, in Russia, in Iran. Tutti paesi molto corrotti e non proprio democratici. Le leggi speciali anti-corruzione scavalcano lo stato di diritto, le normali garanzie dell’imputato (d’altronde l’emergenza lo richiede) e il giudizio del popolo (che notoriamente é minorenne), ma stranamente finiscono per consolidare il potere costituito. Abbiamo messo un tassello?

2. Forse. Il punto é che la pia illusione di risolver tutto a mezzo di norme ad hoc é purtroppo un vizio diffuso nei regimi meno funzionali. Qui si parla del controllo democratico sui candidati. Si dice: un sistema ad ampia rappresentativitá (per esempio un proporzionale) non si accompagna ad un controllo adeguato della moralitá del candidato da parte degli elettori, quindi ci vuole una commissione di saggi, sovraimposta al processo democratico, che faccia da comitato di salute pubblica. Mettiamo da parte il fatto che la premessa é falsa in principio prima ancora che nell’esperienza: davvero é quello lo strumento piú adeguato?

3. E qui non voglio evadere il problema. Prendiamo il caso di Vincenzo De Luca: attualmente mr. “frullino sei  il mio battito d’ali” conta sull’appoggio di DIECI liste: PD, IdV, PSI, Scelta Civica – Centro Democratico, UdC, Lista de Luca, Insorgenza Civile e Meridionalisti Democratici (!!), Davvero Verdi (?), Campania Libera, Campania in Rete. Significa che un candidato presidente viene valutato in relazione a centinaia di persone. Questo riduce la chiarezza del mandato, la capacitá per gli elettori di farsi un’idea compiuta di cosa stanno votando, e in fondo anche la capacitá del candidato presidente di garantire la qualitá delle sue liste. Diverso sarebbe se si imponesse, ex ante, di avere una sola lista a sostegno di un candidato presidente, con un numero massimo di candidati, il problema sarebbe ridotto: il profilo di ogni candidato sarebbe piú saliente e la responsabilitá delle liste sarebbe chiare. Ma non si fará mai. Perché?

4. Per la stessa ragione per cui le leggi “anticorruzione” sono inefficaci contro la corruzione. Il problema é che la corruzione non deriva da altro che un uso improprio del potere discrezionale di chi occupa un ufficio pubblico: se, chiaramente, la corruzione tende a diminuire con il senso civico e il rispetto della legalitá, l’esperienza dovrebbe suggerirci anche che essa aumenta con il grado di arbitrio che le élite burocratiche e politiche si auto-attribuiscono. É un circolo vizioso devastante: dalla percezione della corruzione sopra la media si passa alla disponibilitá a ridurre il controllo democratico, il che sorprendentemente non risolve il problema, e allora via andare. Il corrotto, o corruttibile, o corruttore, vive in funzione della quantitá di risorse delle quali dispone e delle conseguenze, non solo legali, delle sue azioni.

Il controllo democratico é meno costoso e preferibile a quello giudiziario (anche perché noi non vogliamo ridurre le garanzie di tutti gli imputati solo per beccare qualche corrotto in piú, vero?), eppure a molti questo non sembra una soluzione. A me, che sono evidentemente fuori dal tempo, sembra che chiedere insieme meno Stato, regole piú sensate e un sano e maturo senso di responsabilitá dei cittadini sia l’unica strada. Per combattere certo giustizialismo antidemocratico mi troverei anche costretto a votare Vincenzo De Luca, se fossi campano.

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

16 Comments

  1. Il fatto è che che il soggetto è un insopportabile ed irritante presuntuoso e borioso, incapace di fare alcun mestiere utile alla società. Che Salerno, poi, fosse diversa da Napoli lo si diceva già quando giravano nelle scuole superiori del nord i ciclostile della mappa dell’Italia divisa da un fossato sul Po e con la scritta Italia Saudita sulla parte del Paese a sud di quel canale virtuale…
    All the rest is “fuffah”.

    • Sarei tentato di darti ragione, ma la Severino non mi pare una legge così speciale ad hoc. Stabilisce una pena accessoria a fronte di certe condanne.
      Che poi la condanna di De Luca (non conosco il personaggio e non mi interessa: mi limito ai fatti) sia abbastanza risibile, concordo, ma non si possono derogare le leggi perchè in fondo in fondo è un bravo ragazzo.
      Comunque il discorso in generale non fa una piega.

      • Molto divertente, non commento quello che sei perchè vedo che lo sai da te, avendolo scritto prima, e dimostrato poi dato che intanto jonny dio è senza acca, ma anche nel caso si metterebbe tra la o e la enne, peccato, ritenta. Occhio però, che chi nasce scemo muore cretino.

  2. Però diciamolo con onestà che De Luca ad oggi è sempre stato prosciolto da tutte le accuse tranne la condanna in primo grado per diffamazione ai danni di Travaglio.
    Nel 2013 iscritto tra gli indagati dalla procura di Salerno per falso in atti di ufficio.

    Ma perchè queste cose non le dice a Bindi invece di farle scrivere a me?

    • Diciamolo con onestà: è un giglio di campo, ha una purezza simile alla luce delle stelle, se potessi lo porterei a casa e gli farei scopare mia sorella, come penso farebbe chiunque davanti a un uomo di così chiara, limpida e specchiata onestà.
      E quella lingua biforcuta della Bindi avrebbe dovuto omettere di segnalarlo, commettendo così un abuso d’ufficio, autodenunciandosi subito dopo rivolgendosi alla corte dei diritti dell’uomo, perchè non si può essere costretti dal proprio dovere ad infangare gente così innocente che a confronto Gesù bambino pare Charles Manson.
      Dobbiamo lottare compatti per chiedere la reintroduzione della pena di morte in Italia, almeno per i delitti di lesa maestà, con contestuale beatificazione del Santo in oggetto (anche se ancora in vita), a parziale compensazione del danno prodotto, più un paio di vitalizi aggiuntivi, poverino, avrà sempre troppo poco.

      • Sono cazzi tuoi. E fagli scopare chi ti pare e piace.

        Il saldo è che De Luca non ha nessuna condanna pendente sulle spalle e un procedimento in corso appena avviato del quale tra dieci anni (se va bene) ne avrai il risultato finale. Quindi chiedendo la bocca a molti stiamo parlando di una persona innocente.

        • Come mai lo difendi? Avete mangiato pane e latte insieme? Sarà innocente (forse) per la giustizia per ricchi che ci ritroviamo da brava repubblica delle banane, ma non c’è solo la giustizia da tribunale, esistono anche un’etica e una morale, una volta esisteva anche il pudore, ma era ancora il millenovecento.
          Ma, nel dubbio, teniamocelo, sicuramente ha la faccia di quello che è lì per fare l’interesse della gente.

          • E perchè non dovrei visto che anche tu vivi in Stato di Diritto? O forse li facciamo valere solo in funzione delle simpatie? A meno che tu non viva in un paese assolutista.
            Nel qual caso avresti ancora sbagliato dato che l’uomo citato nell’articolo non vive nel tuo.

  3. Stato di diritto? Beato te che ci credi ancora, a me sembra che, se vivessimo in uno stato di diritto, De Luca sarebbe stato dichiarato decaduto lunedì pomeriggio, dato che, in base alle regole che essi stessi si sono dati, era ed è ineleggibile, e questo a prescindere da eventuali condanne definitive che non c’entrano una mazza in questo ragionamento, come sarebbe successo a me e a te e a chiunque non abbia santi in paradiso, vatti a leggere la lista dei segnalati dalla commissione antimafia, mica sono tutti condannati in via definitiva.
    Stante così le cose, direi proprio che hai ragione, in Italia i diritti valgono in funzione delle simpatie, e anche dei soldi che muovono, aggiungo.

    • Ma perchè si fa sempre finta di niente?

      Me ne fotto della commissione antimafia: De Luca è mai stato condannato per reati mafiosi?

      Le risposte possibili sono solo due: Si, No.

      • Come sarebbe “me ne fotto”? La commissione esprime un parere sulla base di parametri precisi, non è mica lì per dire se uno è stato condannato o no per reati mafiosi, per quello basta uno che sappia leggere. E si da’ il caso che questo parere, in base alle regole che essi stessi si sono dati, sia vincolante. Ma, dato che tutto questo si sapeva da prima, io mi chiedo: ma proprio non c’è nessuno in tutto il pd della Campania meglio di De Luca? Si doveva arrivare a sputtanarsi così, che cambiale ha in mano De Luca per arrivare a piegare le regole al suo interesse? Queste mi sembrano le questioni da sollevare, ma tu stai pure lì a ripetere che De Luca, dato che non è stato condannato definitivamente, è onesto per legge. Però per la stessa legge è anche ineleggibile, quella però deve essere la parte che non vale… Ah già, ma tu di questo te ne fotti. Sai una cosa? Me ne fotto di te, sei peggio del Fede dei bei tempi, almeno lui lo faceva per amore.

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