un blog canaglia

De Gregori, la sinistra (e la destra?).

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Leggo su social network e siti vari commenti entusiasti per l’intervista data al Corriere di oggi da De Gregori.

Più che i contenuti dell’intervista mi affascinano i commenti di persone da convinzioni politiche differenti (democristiani, liberali, liberisti, montiani ed altra varia umanità che mi pregio di frequentare) ma tutte accomunate da unico pensiero politico comune: l’astio che sconfina nell’odio per qualunque cosa sia, appaia o abbia vagamente l’odore di sinistra.

Tutti esultano entusiasti alle parole di De Gregori(*) che dice di non riconoscersi più nella sinistra italiana.

Francamente, quello di De Gregori è un atteggiamento comprensibile, considerata la desolazione politica che la parola “sinistra” rappresenta oggi nel nostro Paese; molto meno comprensibile l’atteggiamento dei suoi autoscopertisi fan di oggi, che si eccitano all’idea che un'”icona” della sinistra italiana batta un colpo e critichi la sinistra stessa.

Ora, io penso che il vero problema della politica italiana non sia il disastro della sinistra, ma il deserto culturale esistente fuori dalla sinistra, in una parte della società assolutamente maggioritaria politicamente ma del tutto incapace di avere propri punti di riferimento culturali ed intellettuali e che quindi deve accontentarsi delle briciole che avanzano dal sempiterno dibattito autocritico della sinistra.

Non esistendo un dibattito culturale al di fuori di quell’area politica – basti pensare che altrove si cerca di far passare il Foglio per una pubblicazione significativa e Ferrara come raffinato intellettuale – le persone di cui sopra non hanno altra soddisfazione intellettuale che esaltare un signore che, essendosi comprensibilmente rotto le scatole di una certa sinistra, infila sul Corriere un greatest hits di banalità cicciate e ricicciate dai più triti luoghi comuni leggibili ogni giorno da almeno 20 anni sul Corriere stesso (lo sapete, vero, che sono banalità disarmanti? Non prendiamoci in giro, si che lo sapete!).

Poi vi chiedete perché la politica italiana sia catatonica? Iniziate a occuparvi di una destra inesistente (al di fuori del berlusconismo e, se vi basta il berlusconismo, auguri!) e smettetela di maramaldeggiare su una sinistra moribonda. Magari qualcosa di buono ne ricavate. Santè

 

(*) Francesco, io ti amo e continuerò ad amarti comunque. Sei sempre stato antipatico durante tutti i concerti cui sono venuto a pagarti soldi sonanti ed ho continuato ad amarti. Figurati se smetto oggi per un’intervista a Cazzullo.

(SINDACATO PAGANO) Nato in terre calde e prospere di disoccupazione si trasferisce giovinetto al Norte dove adesso lavora, rigorosamente a fini di lucro. Attende con speranza che Grillo faccia approvare il reddito di cittadinanza così da poter finalmente vivere come un rentier. Ha scelto il nome da usare nel blog guardando tra le bottiglie di alcolici di un amico rivoluzionario.

13 Comments

  1. (*) Francesco, io ti ho sputato, ti sputo e continuerò a sputarti comunque. Sei sempre stato l’emblema dell’autocommiserazione esodante nell’ermetismo dell’inazione. Figurati se smetto oggi per un’intervista a Cazzullo.

  2. A Cazzullo poi…il re del minchionismo giornalistico.
    Non mi è mai piaciuto l’atteggiamento di chi segue pedissequamente quello che dicono o non dicono i personaggi illustri su questo e quello.
    Quelli che per darsi ragione sparano la citazione ad hoc cone fosse il Verbo.
    Per questo motivo leggo (quando le leggo) le interviste di questo tipo con il sopracciglio già alzato.
    De Gregori parte benino ma poi svacca sul berlusconismo.

    L’unica frase con cui mi trovo d’accordo è: “Quando viaggio compro sei giornali, ma dopo dieci minuti li poso e comincio a guardare fuori dal finestrino…”
    Con la differenza che di giornali me ne posso permettere al massimo due (o li scrocco al bar)…

  3. Io, pero’, “il deserto culturale” non lo vedo solo “esistente fuori dalla sinistra” — come scrive l’autore di questo post — ma soprattutto “a sinistra”. Ed e’ questo deserto che mi ha allontanato. Essere di sinistra sembra necessariamente dover essere contro le sperimentazioni sugli animali, contro gli OGM, contro la TAV, contro il nucleare, contro gli F35 (ma magari a favore del metodo stamina) e via dicendo, tutto in nome di un deserto culturale scientifico popolato da foreste di idiozie anti-questo ed anti-quello. E’ un ritornello sbilenco ed imbroglione, quello del dire “la cultura sta a sinistra”: la cultura, ahime’, non sta da nessuna parte. Non e’ una cosa di destra o di sinistra — e non si guadagna come un bollino da attaccare sul parabrezza dell’auto con una certa appartenenza politica, o come i punti della coop dopo aver votato a sinistra per un certo numero di volte.

    “Non esistendo un dibattito culturale al di fuori della sinistra”, scrive: ma ditemi quale dibattito esiste su ogm, tav, vivisezione, nucleare, f35 all’interno della sinistra?

    Bravo Francesco, altroche’!

    • esiste. Esiste eccome. Peccato che ci siano i soliti fessi che ti dicono ‘sei di destra’ se vuoi viaggiare dal punto A al punto B in due ore anzichè in 6, se dici che modificare il dna di un organismo può e deve essere un’opportunità, se sacrificheresti la vita di 10 cani per la tua (cosa che, alla prova del fuoco, farebbe anche ogni antivivisezionista) eccetera.

      Dimenticando che essere di ‘sinistra’ vuole dire essere a favore della redistribuzione del reddito, di legare il successo dell’individuo al successo della società perchè nessuno ce la fa da solo e i self made man sono utopie, preferire dieci colpevoli in libertà a un innocente in galera (azz, poi è arrivato Travaglio), essere a favore delle pari opportunità di istruzione, crescita e affermazione di un individuo al di là della sua condizione di partenza.

      Sì, c’è una parte di sedicenti ‘sinistrorsi’ che pensa che ‘sinistra’ voglia dire tornare alle caverne e al baratto, decrescita felice, soldi erogati dallo Stato a cazzo di cane se solo sai suonare il kazoo eccetera.

      Spero che siano ancora una minoranza. Meno male che hanno inventato i cinquestelle, in molti sono finiti lì.

    • Albert delinea un perfetto programma politico di destra.
      Legittimo e sacrosanto, s’intende: meno legittimo e sacrosanto volerlo “imporre” a chi non è di destra e trova il suo programma un tantinello schifoso.
      Volete la TAV devastante e inutile a tutti, tranne a chi si appresta a uno sporco banchetto? Fate pure.
      Volete il nucleare, con tanto di scorie nel giardino “di quell’altro là”? Fate pure.
      Volete gli OGM da ‘somministrare’ ai poveracci che “tanto, sennò” creperebbero di fame, e quindi devono pure ringraziare? Fate pure.
      Volete gli F35 contrari ai principi della nostra Costituzione(per voi ferro vecchio da abbattere, ovviamente),tecnicamente fasulli ma ottimi per banchettare, facendoli pagare a pensionati, esodati, precari e piccoli imprenditori che si uccidono perché NON CI SONO SOLDI per rimborsare i loro crediti? Fate pure, in perfetta sintonia con il PD, che in questo momento incarna la peggiore e più devastante delle destre, ma non penso sia vostro diritto imporre queste immense porcherie a chi vorrebbe pensare e agire a sinistra.

      • Cara Annamaria,
        lei, che lo sappia o meno, gli OGM li mangia già. A meno che non si nutra di bacche selvatiche. Anzi, nemmeno quelle, che sono in realtà frutto dell’evoluzione. E l’evoluzione non è altro che la modifica genetica casuale di organismi precedenti. Io, ora, capisco che nel pensiero magico-religioso, non vi sia casualità evoluzionista, ma questo tipo di pensiero era, una volta almeno, proprio della destra. Mentre il progresso, e con esso la primazia dell’uomo, erano di sinistra. Oggi, per un cortocircuito tutto italiano, il pensiero magico per cui la “natura sa quello che fa”, e l’uomo non deve intromettersi, questo pensiero oggi è stato fatto proprio da chi si dice di sinistra. Ironia della storia. In realtà siete voi, anti-ogm, anti-vivisezione, anti-tav, anti-qualunque-cosa, ad essere reazionari, conservativi, di destra, ed anche fascisti. Perchè proprie delle squadracce fasciste sono le operazioni di chi distrugge i campi dei contadini che osano coltivare ogm, di chi incendia cantieri e minaccia gli operai, di chi assalta laboratori scientifici per “liberare” teneri cagnolini dagli occhioni dolci. Fascisti. Altrochè, io di destra, cara signora. E’ lei che non ha un briciolo di idea di cosa sia il progresso e ragiona come il piu’ becero dei conservatori bigotti.
        Con simpatia.
        Albert

        • La replica di Albert è una perfetta conferma della mia precedente ‘diagnosi’.

          Anzi no, c’è qualcosa di peggio: perché il soave interlocutore ricorre ad un nobile e pulito espediente dialettico:
          1)mi attribuisce atti violenti che MAI ho commesso e MAI commetterei;
          2)Dopo di che-sulla base di tale attribuzione-mi dà della fascista.
          Che dire: lei è molto peggio di quanto avevo immaginato.
          Complimenti.

  4. A Stefano vorrei dire che qui nessuno vuole tornare al baratto e alle caverne: piuttosto LI’ ci stanno portando quelli che da circa due anni-invocando il baratro, la voragine, l’abisso, il precipizio, l’emergenza e-ci vogliamo rovinare- pure la catastrofe-stanno uccidendo l’economia e il tessuto sociale di un Paese, stanno facendo strame della dignità e dei risparmi di una vita, stanno uccidendo i progetti e il futuro di una generazione di giovani fatta a pezzi, in definitiva massacrano la parte più fragile e indifesa di un popolo per garantire gli sporchi affari, le sporche intese, gli sporchi privilegi dei soliti noti.
    Sono LORO, quelli del governo Monti e Monti-bis (detto anche governo Letta) che ci stanno portando sempre più giù nel baratro, che ci stanno riducendo alle caverne, al baratto e alla decrescita INFELICE.

    • Annamarì, non faccia confusione. Che l’Italia (per una svariata serie di ragioni, e non del tutto negative) dentro l’austerity ci stia a suo agio come un consulente Accenture in Birkenstock e t-shirt dei Metallica non ci piove, ma esistono un sacco di alternative. Alternative che si raggruppano in ‘pilotare il progresso’, non rifiutarlo. Se la TAV è un magna magna, beh, facciamo in modo che non lo sia, perchè il sottoscritto non ha voglia di passare il suo (poco) tempo libero sui regionali ‘veloci’ che fermano pure a Sant’Ilario, e senza manco cartelli gialli con scritte nere.

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