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davide e golia

Davide e Golia

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La conoscete tutti la storia di Davide e Golia, vero?

Davide è un piccoletto ebreo, un pastorello dagli incerti natali, che si offre di combattere il campione dell’esercito filisteo, Golia, un gigante armato di tutto punto temutissimo dai guerrieri di Israele. Sebbene i pronostici gli siano sfavorevoli, Davide non si fa vincere dalla paura e avanza deciso verso il gigante, mentre questi deride la stupidità di un ragazzino che si presenta mezzo nudo sul campo di battaglia; in mano il giovane pastore ha solo una frombola, e cinque pietre lisce raccolte da un torrente.  Lo scontro è tanto breve quanto sorprendete: approfittando dell’arroganza del gigante, al primo lancio Davide colpisce Golia alla fronte, che cade a terra incapace di rialzarsi. Sottratta la spada al nemico, il futuro re di Israele decapita il campione filisteo e pone fine alla guerra decretando così la vittoria degli Ebrei.

Diciamo la verità, delle motivazioni di Golia e dell’esercito filisteo non ci siamo mai troppo preoccupati. Si è sempre tifato Davide, per una culturalissima propensione per i perdenti: nella visione giudeo-cristiana del mondo, lo sfigato è destinato a prevalere sul potente di turno, se non in questa vita perlomeno nell’altra. Anzi, in termini etici il debole è sempre e comunque preferibile al forte: beati i poveri in spirito perché di essi è il regno dei cieli, beati gli afflitti perché saranno consolati, eccetera eccetera. La nostra scelta a favore del pastorello armato di fionda, a discapito del soldato corazzato, è dettata più da una questione di principio, che da ragioni prettamente “razionali” (Davide era davvero così buono e Golia così cattivo? Chi era degno della vittoria, il regno di Israele o i Filistei? Chi ha cominciato la guerra? Chi aveva torto e chi ragione?).

Ecco dunque come molti di noi, ancora oggi, di fronte a certe immagini tendano a sbilanciarsi subito per una fazione piuttosto che un’altra – quella del debole (o presunto tale). Il video del soldato israeliano che se la prende col bambinetto palestinese dal braccio ingessato (colpevole, a quanto pare, di aver tirato delle pietre nel corso di una protesta contro certi insediamenti ebraici in Cisgiordania) muove subito le coscienze in una direzione ben precisa. Aggiungeteci poi le donne armate di borsetta che strepitano e urlano finché il soldato non molla la presa: sbatti le madre-coraggio in prima pagina e il gioco è fatto.

È una questione di stomaco, non c’è niente da fare. Si dirà in seguito che il video era tutta una montatura. Si dirà che il bambino aveva sicuramente provocato, e il soldato non poteva fare altro. Si accuserà la vigliaccheria dei padri palestinesi, che preferiscono mandare sul campo i propri figli invece di affrontare di persona i soldati nemici. Si ricorderanno i razzi di Hamas e le vittime di Israele. Si parlerà di Olocausto e di diritto a difendersi. Si invocherà la ragione e il buon senso, l’importanza della Storia e l’obiettività dei fatti.

Eppure, chissà perché, il pastorello che lancia sassi continuerà sempre a farci più simpatia.

Nato nella Somalia italiana nel 1909, si dedica giovanissimo all'antropologia lombrosiana e alla frenologia. Dopo aver contribuito alla fondazione di Latina, nel 1938 fugge in Argentina con Ettore Majorana poiché non condivide la linea morbida di Mussolini sul banditismo molisano. Rientrato in Italia negli anni '70 in seguito a una scommessa persa con Cesare Battisti, si converte allo stragismo mafioso e alla briscola chiamata. Tra i fondatori occulti di Grom, oggi passa la maggior parte del suo tempo refreshando la pagina facebook di Marco Mengoni.

7 Comments

  1. “…al primo lancio Davide colpisce Golia alla fronte, che cade a terra…”

    non sono riuscito a proseguire. qualcuno, per favore, mi riassuma in tre parole se nel prosieguo si sostiene che i cattivi sono i buoni, e se chtulu c’entra qualcosa.

    grazie

  2. Scusate il mio essere sempliciotto ma, se uno mi tira una pietra, io gliela ritiro dietro.
    Mi si dirà che devo “porgere l’altra guancia”, ma io ne ho solo due, dopo avrò diritto ad incazzarmi ?

    • Gerry, semplicismo per semplicismo (d’altronde il tono del post è proprio questo) a me sembra che tra tirare una pietra e aggredire un ragazzino col braccio ingessato mentre si è armati di fucile le proporzioni sono un attimino sballate…

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