un blog canaglia

Da liquidi a blindati, senza passare per il via

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E bravo Beppe.
Dopo qualche anno passato a parlare di un movimento aperto ai cittadini, di democrazia liquida, di coinvolgimento diretto della società civile, viene fuori che nel Movimento 5 Stelle potranno candidarsi per andare in parlamento solo quelli che “si sono presentati alle elezioni comunali o regionali certificati con il logo del MoVimento 5 Stelle o Liste Civiche 5 Stelle”. E che alla “primarie” potranno votare soltanto “coloro che risultano iscritti entro il 30/9/12 al MoVimento 5 Stelle”.
Non che la cosa mi interessi personalmente, ci mancherebbe. E non che lo ritenga illegittimo, dal momento che ciascuno ha diritto di darsi le regole che preferisce, quali che esse siano.
Però, ne converrai, per un soggetto politico che fa del rinnovamento la sua parola d’ordine questa configurazione blindata non è certo il massimo.
Forse -ma dico forse, eh- aveva ragione chi diceva che per voialtri i problemi veri sarebbero arrivati al momento di comporre le liste per le politiche; che gestire quelle liste sarebbe stato assai problematico per un movimento “liquido” quale il vostro si è sempre definito; che alla fine sarebbe stato necessario inventarsi una soluzione molto meno inclusiva di quanto andavate raccontando. Molto più da “partito”, diciamo.
Ecco, qua non solo ci siamo arrivati, al concetto di partito, ma l’abbiamo addirittura saltato a pie’ pari, eliminando il problema alla radice e passando direttamente dal movimento aperto al circolo chiuso.
Capirai, per uno come me, che dei partiti -nonostante tutto e spesso tra lazzi e frizzi- ha sempre sostenuto la necessità, sono cose che fanno sorridere, oltre a darmi da pensare.
Chissà, amici grillini, magari un giorno o l’altro daranno da pensare anche a voi.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

31 Comments

  1. Non sono grillina ma a me sinceramente sembra un modo per evitare i soliti politicanti che cambiano poltrona all’ultima ora e possibili influenze manovrate da altri partiti per le primarie.. o sono l’unica a dargli questa interpretazione?

    • Non discuto le intenzioni, legittime e comprensibili. Però quelle intenzioni sono in enorme conflitto con quanto i grillini dicevano di essere, o meglio di non essere: diversi dai partiti tradizionali, a loro dire esclusivi e elitari, che tagliavano fuori i cittadini e pregiudicavano la loro possibilità di partecipazione. Ecco, all’atto pratico questi sono stati capaci di fare addirittura peggio.

      • questo è come dire che atei e cattolici sono uguali perché entrambi credono in qualcosa (che dio esiste e che dio non esiste)

  2. Caro Metilparaben, i tuoi argomenti sono tendenziosi e non convincono. Che alle primarie possano votare i gia’ iscritti, onde evitare che altri partiti, le organizzazioni criminali etc. votino il primo cetto laqualunque, e’ una scelta saggia.

    Quanto alla scelta di candidare personalita’ che si sono gia’ messe in gioco alle elezioni locali, che sono note all’interno del movimento e che si sono gia’ date da fare per costruire una base e’ in primo luogo una scelta di campo di quelli che pensano che la gavetta la si fa tutta, partendo dai primi gradini della politica, e in secondo luogo per evitare che dei transfughi gia’ eletti in altri partiti affluiscano (con la loro mentalita’, clientele, discorsi collaudati) nel Movimento.

    Ti faccio i miei complimenti per l’utilizzo delle arti retoriche. In superficie servi un bel piatto, ma i tuoi argomenti sono troppo carichi di avversione per essere (o solo sembrare) obiettivi.

    • Ti ringrazio. Tuttavia, il punto non sono le mie “arti retoriche”, ma il fatto che tu -come altri- non abbia capito -o abbia finto di non capire- una cosa: io non ho detto che la scelta di Grillo sia illegittima, deprecabile o cattiva di per sé: ho detto una cosa diversa, e cioè che quella scelta -pur comprensibile- cozza con quanto Grillo è andato cianciando per anni sul partito aperto, sull’inclusività, sul rinnovamento e soprattutto sul fatto che i metodi “da partito” lo disgustavano. Ebbene, questo è un -giustificabile, comprensibile e perfino condivisibile- metodo da partito. Dopodiché, se volete continuare a far finta che io abbia detto un’altra cosa, siete liberissimi di farlo.

      • Rispondo con un po’ di ritardo. Il tuo intervento mira (e miseramente fallisce) a dimostrare un’asserita incoerenza di Grillo. E’ una accusa che vuole essere grave, quella di incoerenza, e tutto il linguaggio aggrava e monta un qualcosa che non c’è. Non c’è semplicemente paragone tra i partiti moderni e il M5S. La casa è aperta a chiunque voglia costruirla. Negli altri partiti, la leadership è fossilizzata, inamovibile, abituata al potere che ha lottizzato con gli altri partiti. I congressi servono solo per applaudire discorsi vuoti di abili oratori, senza programmi. Nel movimento, i cittadini contano, e il fatto che sia stata data una DISCIPLINA per proteggere il movimento in una fase delicata significa fare i conti con la realtà, ossia con le minacce (partiti e mafie in primis). Grillo non ha promesso anarchia. Rilevo che il tuo linguaggio, invece di rilevare in maniera neutra l’apparente contraddizione di Grillo, cerca di instillare nel lettore una strana sensazione: come se Grillo avesse mentito, imbrogliato. Non è così. Il movimento, ossia i singoli cittadini, hanno approvato queste misure temporanee.

    • scusa, ma argomenti tendenziosi a parte, io continuo a non capire. I regolamenti, giusti o sbagliati che siano, non potevano, che so, essere votati?
      Li ha decisi Grillo? Casaleggio? Entrambi?

  3. …magari “liquido” non doveva significare “puttanaio”… chiunque lo abbia deciso, mi sembra una ottima idea. io sono nato alla politica in una fase in cui si CHIEDEVA l’ammissione al partito. saranno (saremo) stati stalinisti, ma non mi sembra che quelli che dopo hanno introdotto gli indipendenti, e poi gli esterni, e poi le ballerine, e poi i calearo, abbia fatto cose migliori. da ogni punto di vista.

    io non li voterò in nessun caso, ma se lo fanno davvero (vedremo…) partono col piede giusto.

  4. Beh
    Però è normale che si tenti di mandare in parlamento chi era nel partito della prima ora. Non bisogna forzare i concetti per forza, per far vedere che uno ha torto. Si candida in parlamento chi è già iscritto al movimento: per evitare che qualcuno si “infiltri” tardi e perchè se uno segue un progetto da qualche mese o da qualche anno è più adatto a portarlo avanti di un nuovo entrato. Ha un senso. Grillo non ha iniziato ieri a propagandare il proprio movimento. Chi era interessato ha avuto tutto il tempo e l’occasione per aderirci con tempistica meno sospetta quindi questa regola non toglie niente alla liquidità…

  5. Hai detto tutto bene, non c’è cosa che possa esserti tirata dietro per contraddire quello che dici. Sì, il M5S si allontana dall’essere quel movimento aperto di cittadini e si chiude un attimo nella sua dimora per rinforzare ciò che ha messo insieme in questi anni di amministrative; il tutto per arrivare alle politiche con la squadra che c’è e per evitare catastrofi esterne. Hai detto tutto bene.

    Non capisco solo perchè cambiare idea sia un male.
    Tolto il fatto che trovo che Beppe Grillo si stia montando la testa, non capisco proprio perchè scegliere di mutare un po’ le dinamiche interne possa essere un errore o un pretesto per sputargli addosso polemiche.

    Ah!, un’altra cosa: perchè sei così arrogante?
    Sai di essere fastidioso?
    Insomma, mi piace ciò che dici e molto spesso lo condivido; ma andiamo!, sii più umano e più illuminato. Non scoraggiare il dialogo, che altrimenti penserai sempre di averla vinta quando in realtà stai prendendo solo granchi. Questa è una critica.

    La domanda, comunque, rimane:
    perchè dev’essere considerato un male il cambiare idea, quando con le idee vecchie si rischia di sbattere la testa?

    • Quando uno cambia idea normalmente dice: “Ehi, ragazzi, ho cambiato idea”. E va bene. Anzi, credo sia un merito. Ma mi pare che qui, piuttosto che cambiare idea, si faccia finta di niente. Tu non trovi?

      • Trovo.
        Ma trovo anche che non sia così facile, oggi, in Italia, ammettere i propri errori. Probabilmente, se ammettessero di essersi richiusi in se stessi, verrebbero additati come ‘il solito partito’, cosa che – ammetterai – non è per nulla vero, essendo che alle politiche ci andranno, in ogni caso, cittadini comuni che hanno già una certa conoscenza dei meccanismi interni al Movimento.
        Insomma, trovo infantile ritrarlo come partito soltanto per essersi un attimo assestati; o anzi, forse hai persino ragione quando dici che è – oramai – un partito. Però, insomma, c’è comunque qualcosa che non mi torna.

        In ogni caso, se hai voglia di rispondermi, perchè sostieni che la forma partitica sia necessaria?

    • Ho 70 anni e mi sono rotto di sentire ripetere per l’ennesima volta la stessa, vecchia, fallita “novità” sulla forma partito diversa che ricrea inevitabilmente gli stessi partiti chiusi che voleva combattere. Ricordo i vari gruppi extraparlamentari degli anni ’70, i Verdi biodegradabili, La Rete, la Lega, addirittura un partito dei “Valori” (IDV), tutti nuovi, giovani, onesti, sprizzanti sincerità da tutti i pori, eppure tutti si sono trovati, “per difendersi dai ladri”, a ricalcare i peggiori difetti dei partiti della prima repubblica, anzi peggio. Il M5S sembra ripercorrere senza alcuna originalità la stessa strada: i ladri non nascono ladri, lo diventano se il meccanismo lo consente.
      Basterebbe un po’ di cultura meno provinciale per capire che, specie in Italia dove difetta l’etica nella cultura di massa, il partito chiuso fondato sull’illusione di pensarla tutti allo stesso modo non può che fallire. Ci vorrebbe un po’ di cultura politica anglosassone per affrontare il problema della forma partito, ferma alla piatta imitazione della struttura clericale di santa madre chiesa. Servirebbe un Karl Popper italiano per scrivere “Il partito aperto e i suoi nemici”. Cerco L’Uomo. http://rottamatoio.blogspot.it/2012/04/politica-5-youth.html
      P.S.: il partito dei ladri è sempre pronto a saltare sul carro di qualsiasi vincitore, e non sarà il garante Grillo a impedirlo, come non sono serviti i ridicoli probiviri dei partiti chiusi.

      • capisco il tuo senso di disagio, ma tu stai facendo di tutta l’erba un fascio. Il qualunquismo, il disgusto dalla politica dove portano? alla disaffezione e alla dittatura. sia essa una dittatura autoritaria, oppure nascosta. Per dittatura nascosta penso agli Stati Uniti, dove i media (Murdoch) e le corporation controllano il Paese, mentre il 75% dei cittadini non va a votare. Se sei troppo anziano per illuderti per l’ennesima volta, liberissimo, ma i giovani vogliono avere una speranza di politica pulita. Forse fallirà, ma lascerà qualcosa dietro. La politica puzzava troppo per i giovani.

  6. Forse Capriccioli voleva semplicemente sottolineare la mancanza di coerenza del M5S, ma purtroppo tutte le volte che si cerca di muovere una critica o di fare una osservazione su Beppe Grillo o sul movimento (e non solo qui,ma su vari blog,su facebook e nei luoghi in teoria deputati al dibattito e all’espressione del libero pensiero) si viene assaliti dai crociati di Grillo che non vogliono sentire ragioni in merito. Non mi sembra che qui si dicesse che le modalità di scelta dei candidati siano in sè deprecabili,si cercava di far osservare che tra il dire e il fare passa qualche differenza..La coerenza,soprattutto per chi si pone una spanna sopra gli altri e utilizza spesso e volentieri toni da predicatore illuminato (e parlo di Grillo),non è una cosetta da nulla.

  7. Per fare politica liquida, forse si può fare a meno delle vecchie strutture, ma non di scelte metodologiche chiare. Non farle, o lasciare che le faccia il capo, significa scegliere la forma partito stile Forza Italia. Avrebbero dovuto umilmente imparare dai Piraten.

  8. Capriccioli, ma che ti è successo? Ti stai “crucianizzando” parecchio. Beh, se ti piace così… (cit.)
    Tornando al post, secondo me è come se criticassi un nudista accusandolo di scarsa coerenza perché in inverno si mette un giaccone per difendersi dal freddo.
    Se serve (e di certo serve), serve.

    • Però se il nudista afferma a maggio che, qualsiasi cosa accadrà, lui comunque andrà in giro in costume adamitico, forse è lecito domandarsi cosa ne sia del suo proposito quando a novembre si infila il cappotto.

      La discussione non verte sul diritto di indossare ciò che si vuole. E’ in dubbio, forse, la coerenza di chi afferma una questione di metodo e poi per primo non la segue.

  9. Gli argomenti di Grillo sono forti, e soprattutto in questa Italia sono fortissimi.
    I consiglieri M5S eletti in Sicilia si riducono lo stipendio, mentre gli altri parlano di riforme che non faranno mai.
    Grillo non si allea con Di Pietro e dopo qualche tempo scoppia il caso Report.
    Grillo riesce a portare facce nuove nelle istituzioni.

    La situazione italiana è talmente borderline che, probabilmente, anche i musicanti di Brema potrebbero andare in parlamento perchè un mulo, un cane, un maiale ed un gallo potrebbero avere più credibilità di chi viene percepito come facente parte della macchina da scandali e da soprusi che sono le istituzioni italiane.
    E qualunque argomentazione che evidenzi le ipocrisie o le idiosincrasie di Grillo perdono di fronte a ciò che porterebbe di nuovo.

    Non so se questo sia un bene o un male, ma forse è questo che dovrebbe DAVVERO far riflettere i partiti : che se vogliono ridurre in tempi brevi il M5S ad un fenomeno folkloristico devono tagliare i fondi che richiedono all’apparato statale, senza se e senza ma, per causali quali i rimborsi elettorali, i giornali di partito e tutti quei privilegi che ruotano intorno alla galassia politica.

    Poi, quando escono queste notizie, è manna dal cielo per il M5S
    http://www.giornalettismo.com/archives/572133/piu-soldi-per-i-giornali-di-partito/

    • mah. Perdonami, ma tagliarsi lo stipendio è un bellissimo gesto. Anche andare al lavoro in bici o col tram invece che in auto blu. Ma si tratta di una qualità che non ha nulla a che vedere con la capacità di governare.

      per me gli stipendi dei politici potrebbero pure raddoppiare seduta stante, guarda. Lavorassero per il bene comune, però.

      io sto aspettando di vedere che combina, ad esempio, Pizzarotti a Parma. E’ vero che c’erano pesanti debiti lasciati dalle amministrazioni precedenti. Ma pure lo Stato Italiano ha le sue magagne, quello che mi serve è un partito che sistemi le cose a partire dalla diffusa merda attuale.

      vedremo.

      • Ma possibile che ogni nuova generazione di giovani debba muoversi come se dovesse reinventarsi da zero la politica, e questo dopo che già 90 o 70 anni fa pensatori come Simone Weill, Hannah Arendt e Karl Popper denunciarono la natura totalitaria della struttura dei partiti dell’Europa continentale? E dopo 45 anni da quando il Partito Radicale propose quello statuto di partito aperto che la sinistra si affrettò a rifiutare, e che Grillo neanche conosce, passando dal movimento liquido al partito blindato? Spero che gli onesti aderenti al M5S studino un po’ di scienza politica prima di finire come la Lega.

  10. oh che bello. Leggetevi il post di Grillo sulla TV di oggi. E che bel paragone sul punto G solo perchè una donna stava da Ballarò. Un signore. Ora ci manca che finga una mitragliata a una giornalista in compagnia di Putin.

  11. Bene fa Capriccioli a mettere il dito sulle incongruenze di Grillo.
    Anch’io non parto affatto prevenuto sul M5S.
    Anzi.
    Ma nella vita ho imparato (anche a mie spese) che se uno non vuol sentire o sentirsi dire certe cose … allora li c’è un problema.
    La mia idea è che il Movimento che fa capo a Grillo (azzardo una metafora) è come un pulmino che è partito per trasportare 50 (numero a caso) indignati a vario titolo e si trova assalito da folle di gente che vuole o vorrebbe salire e il conducente (Grillo, per stare sempre in metafora) cerca di allargare/allungare il veicolo in corsa, dovendo mantenere la strada e nel contempo cercando di far salire altri evitando gli imbucati ed i sabotatori.
    Io voglio credere alla buona fede di Grillo e di quelli che animano il movimento e, allo stato, penso che siano la miglior offerta “pacchetto” (in sostanza: i più votabili, ma non è necessariamente un complimento) di questo sconquassatissimo “arco” politico.
    Resto tuttavia assai perplesso di fronte alle soluzioni fin qui adottate per trovare “la quadra” alla tumultiuos crescita e trasformazione in corso.
    La soluzione movimentista andava bene per partire, ma se il M5S non elabora una struttura condivisa e democratica, temo finisca come per i dipietrini e gli altri “ini” spuntati come funghi dal ’94 in poi.
    Si sa che non sempre bastano le buone intenzioni …

  12. La cosa paradossale è che con questo regolamento non solo il M5S diventa un partito chiuso, ma che diventa persino più chiuso di altri partiti.
    Per fare un esempio: alle scorse primarie del PD poteva votare chiunque, anche non iscritti al partito. Alle prossime pare che ci vorrà una registrazione, ma almeno non è retroattiva come quella di Grillo (io oggi posso registrarmi per votare alle primarie del PD anche senza essere iscritto, mentre a quelle del M5S non potrò partecipare nemmeno se mi iscrivo adesso).
    Paradossalmente, il PD è un partito più aperto nella scelta dei propri vertici e, a questo giro, del proprio candidato premier.
    Nonostante ciò, il PD è (almeno fino adesso) un partito retto da un’oligarchia, peraltro ben visibile (basta scorrere i nomi della direzione nazionale, tantissimi nomi stranoti e strabolliti). E’ anche vero che con le primarie l’oligarchia è almeno in teoria rovesciabile (non mi riferisco a Renzi perchè queste primarie scelgono solo il candidato premier, mentre gli organi del Partito restano gli stessi finchè non si cambia Segretario).
    Il M5S invece non ha (almeno per ora) un’oligarchia, anche perchè non si è ancora cimentato a livello nazionale. Ma questo non significa che nel M5S non comandi nessuno. Ci sono persone che hanno più potere di altre, e questo è chiaro. Ad esempio Grillo e Casaleggio detengono il monopolio della comunicazione nazionale del Movimento attraverso il blog di Grillo, di cui solo loro decidono i contenuti. E se qualcuno rompe il monopolio, ad esempio andando in TV e parlando con la propria testa, Grillo si incazza. Poi Grillo è proprietario del simbolo, e può decidere di non darlo in uso una lista a sua totale discrezione (non vuol dire che lo farà, ma il fatto che anche solo in teoria possa farlo è già un problema). Il regolamento per le elezioni nazionali non mi risulta sia stato deciso dal Movimento, quindi sono stati Grillo e Casaleggio. Inoltre i due hanno anche il potere di cacciare persone non gradite, vedi Tavolazzi, colpevole solo di aver voluto organizzare un convegno per discutere, pensa un po’, proprio delle regole interne del Movimento, come per esempio quelle per le elezioni nazionali.
    Insomma il M5S, finchè non si dà delle regole, e non adotta un metodo condviso per darsi le regole, non è realmente democratico. Lo è finchè i candidati sono ben accetti da Grillo, Casaleggio ecc., ma non esiste nessun metodo condiviso e democratico per gestire il dissenso, che viene semplicemente soffocato dall’alto a suon di moniti sul blog, e nel caso Tavolazzi perfino represso con l’espulsione.
    Per questo il M5S non mi convince. Non mi convince nemmeno il modo in cui hanno scritto il programma diversi anni fa, perchè non è affatto vero che lo hanno scritto in migliaia di cittadini come ama dire Grillo. Le proposte ammesse a entrare nel programma sono state selezionate da qualcuno, forse lo stesso Grillo, ma comunque qualcuno, e parecchie di quelle proposte erano già apparse in qualche precedente post di Grillo.
    Ora Grillo dice che il programma si scriverà in rete, e allora non si capisce che fine fa il programma già scritto. Non che non sia frequente che i programmi dei partiti politici vengano cambiati, ed è anche giusto che sia così, ma in genere i cambiamenti di programma coincidono anche con un cambiamento di vertice.
    E poi del programma, a dire il vero, non mi convincono largamente nemmeno i contenuti: ci sono alcuni punti qua e là, soprattutto nelle categorie Energia e Ambiente, che sono convincenti (anche se spesso costose, e quindi difficilmente realizzabili tutte insieme), ma ce ne sono altri assolutamente disastrosi, e comunque l’intero programma sembra più il risultato di un brainstorming disorganizzato piuttosto che un insieme coerente di proposte con degli obiettivi chiari. Quasi ovunque manca l’argomentazione, il perchè di quella o quelle proposte. Non c’è alcuna analisi della situazione attuale da cui desumere gli obiettivi, non c’è nessuna analisi di fattibilità per vedere quanto costano o se sono realizzabili le proposte. E’, nel complesso, molto superficiale, spesso ingenuo, a volte ignorante (molte proposte della parte di Economia verrebbero fatte a pezzi da studenti del primo anno, o semplicemente da parte di chiunque si prenda la briga di comprare e leggere 4 o 5 libri accademici sull’economia).

    Eppure gli stessi aderenti al Movimento, che pure sono persone di grande entusiasmo e animati dai migliori propositi (perchè è chiaro che l’intenzione di questa gente è buona), sembrano non solo non considerare minimamente problematici questi aspetti della dinamica interna del Movimento, ma spesso pure li difendono o li negano. E secondo me, purtroppo, proprio questi fattori porteranno nell’arco di qualche anno alla morte del Movimento stesso, o almeno di quello che i grillini vorrebbero che fosse. E dico purtroppo perchè l’esperimento di mettere il web al centro della politica, come strumento non solo di comunicazione ma anche di costituzione di liste e creazione di programmi, potrebbe realmente aumentare la qualità della democrazia. Ma fatto così, secondo me, questo esperimento non funzionerà.

    Un appunto finale, per tornare sul topic principale: secondo me l’argomento dei sabotatori delle primarie, per difendersi dai quali si giustifica la netta chiusura del partito, è pura paranoia. Non è un argomento serio. Se anche mai della gente si prendesse la briga di andare a sabotare le primarie altrui, specialmente se queste sono aperte e ampiamente partecipate, non possono sperare di alterare il risultato. Per fare un esempio, alle scorse primarie del PD Bersani vinse con 600.000 voti di scarto. Ora, secondo voi qualcuno può seriamente sperare di organizzare segretamente 600.000 (seicentomila!) sabotatori senza essere scoperto? Infatti anche sta cosa della registrazione per le prossime primarie del PD mi sembra una grande idiozia. Anche perchè secondo me là fuori non c’è molta gente che ha voglia di mettersi a sabotare le primarie di un partito che comunque non voterà. Peraltro i sabotatori non potrebbero nemmeno sapere se il loro sabotaggio nuocia effettivamente al movimento, non sono mica veggenti che sanno già quale candidato vincerebbe le elezioni e quale no. Quanto alla criminalità organizzata, quelli gli agganci ce li hanno già, e ce li hanno con quelli che si candidano per governare (anche perchè, by the way, il M5S non si candida veramente per governare visto che non fa alleanze con nessuno, e nemmeno Berlusconi negli anni dell’apice del potere e con tutta la sua potenza mediatica è riuscito a vincere senza alleanze). Insomma, per me la teoria degli infiltrati è paranoia nel migliore nei casi, o una scusa dei vertici per poter consolidare il proprio potere nel peggiore.

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