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Crollo di nascite in Italia: le meraviglie dell’estinzione di massa

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It’s the end of the world as we know it/and I feel fine

Notizia di oggi: secondo i dati Istat, il 2015 è stato l’annus horribilis della natalità nel nostro paese, il peggiore dall’unità d’Italia, solo 488mila nuovi esseri umani nostrani, ovvero l’8 per mille circa dei residenti.

Le donne figliano meno, persino le adolescenti cretine sembrano non provare più tutta questa simpatia per il ditino birichino dei compagnucci imberbi. La gomma prevale – a meno che non si presuma una pandemia di castità post-confessionale – e un’apparente consapevolezza delle gioie dell’infecondità sembra attraversare lo stivale da Nord a Sud. Ci stiamo estinguendo, e non sono mai stato così felice.

Rimangono solo i negri e i maomettani a figliare, ma speriamo che prendano presto coscienza anche loro delle meraviglie dell’estinzione. Sogno un paese popolato di vecchi piscioni, edere che ricoprono i palazzi abbandonati e centri commerciali svuotati dal vociare assordante di un’umanità giovane e parassitaria. Un mondo che muore senza nessuna mente fresca per ricordarlo, un Gotterdämmerung laico senza possibilità di redenzione. Abbandoniamo questo pianeta, e facciamolo nella maniera più umiliante possibile: crepare di vecchiaia tra le proprie feci con un bel niente da trasmettere alla posterità.

Notizia dello scorso autunno: l’area di Chernobyl si sta ripopolando. Ma non di Ucraini chiassosi e ubriachi, bensì di splendidi cavalli selvatici, caprioli, cinghiali, cervi e lupi. E tutto ciò a discapito delle radiazioni nella zona, ancora piuttosto forti, il cui impatto sulla fauna locale è comunque meno deleterio della presenza, attiva, dell’uomo. Un assaggio agrodolce di post-Apocalisse, un’istantanea di un futuro che non ci appartiene – per fortuna! – e che, a conti fatti, offre molto di più del trascinarsi oleoso e autoreferenziale della nostra quotidianità (in)umana.

Oltre la nostra scomparsa in quanto specie, al fondo del baratro dell’addio a questo mondo, c’è un avvenire radioso che non vedremo mai.

Nato nella Somalia italiana nel 1909, si dedica giovanissimo all'antropologia lombrosiana e alla frenologia. Dopo aver contribuito alla fondazione di Latina, nel 1938 fugge in Argentina con Ettore Majorana poiché non condivide la linea morbida di Mussolini sul banditismo molisano. Rientrato in Italia negli anni '70 in seguito a una scommessa persa con Cesare Battisti, si converte allo stragismo mafioso e alla briscola chiamata. Tra i fondatori occulti di Grom, oggi passa la maggior parte del suo tempo refreshando la pagina facebook di Marco Mengoni.

6 Comments

  1. In Italia siamo ancora più di 60 milioni, andrei cauto nel parlare di “estinzione”. Siamo comunque troppi, secondo me una diminuzione della popolazione in generale è meglio.

  2. Manca l’opzione di un incremento di infertilita’ maschile, che e’ un trend indicato dall’OMS in tutto il mondo occidentale.

    • boh stronzate manca solo il ” bisogna aprire le frontiere ai poveri migranti se no il mondo occidentale rischia l’estinzione”

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