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Cose ovvie che non avrei voluto scrivere sul Family Day

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Sembra che in questo assordante tran-tran di opinioni, commenti, fondi stampa e titoli che si è avviluppato intorno alla questione dei diritti civili delle coppie omosessuali, si avverta la necessità di ribadire l’ovvio: non è mai un buon segno, questo, e scrivo queste poche, banalissime, righe malvolentieri.

L’ovvio qui – in particolare in relazione al Family Day – è ridursi nelle condizioni di dover fare una domanda ai partecipanti.

Sareste scesi in piazza contro la pari dignità e i pari diritti dei neri? Eppure era un ribaltamento forte della società, per come la si conosceva. Qualcosa di rivoluzionario. E sareste in scesi in piazza per impedire il divorzio? La famiglia tradizionale era quella costituita da un matrimonio indissolubile, insomma. E sareste, ancora, scesi in piazza per impedire la formazione di una repubblica democratica? Fino a poco prima c’era stata una monarchia, inframezzata da un’esperienza autoritaria. Democrazia? Qualcosa di sovversivo. Di completamente inatteso, che ha rivoltato come un guanto la base della società.

Ho citato tre conquiste di libertà, diverse fra loro ma ormai completamente assorbite. Ognuna di queste, dunque, costituisce adesso ciò che per noi è una società naturale. Chi l’avrebbe detto, anche solo dieci anni prima di ognuna di esse?

Ammettiamo il caso che abbiate avuto l’onestà intellettuale verso voi stessi di rispondere sì –in prospettiva storica– alle mie domande. Tornate alla contemporaneità e guardatevi indietro: che giudizio vi date?

Quando allora blaterate di naturalità, di ordine, di struttura prestabilita, di proprietà che esistono in quanto sono nelle cose, fermatevi a pensare a quanto sareste stati meschini, in altri tempi, nei confronti della Storia.

Quando ha la barba sembra vecchio, quando non ce l’ha basta parlarci un po’ per confermare l’impressione, in realtà è ben sotto la psicologica soglia dei 25. Più Toscana che Veneto, da un po’ è a Milano con furore. Porta avanti le battaglie della libertà del mangiar bene, bere bene, lavorare il giusto. Odia la globalizzazione solo quando non gli fa comodo. Con un Freak Fetish Disorder diagnosticato, sogna di fare una festa di laurea dalla cui torta escano un paio di ballerine succinte e Christian de Sica in smoking candido.

23 Comments

  1. Non ci arrivano, è inutile discuterci… e temo che le loro risposte rispetto a quei tre quesiti che ha posto potrebbero essere anche più di un no…

  2. Veramente pensate di rappresentare un così forte cambiamento come la fine di una monarchia e la fine della segregazione dei neri? Avete una opinione troppo grande di voi stessi. Personalmente non me ne frega niente di cosa fate nel privato o nel pubblico l’unica cosa che non capisco -ma si, sono limitato io- è perche volete dei bambini per forza. Se le condizioni che una coppia omo sceglie non prevede la possibilità di avere figli secondo me la dovrebbero accettare e basta. Avere figli non penso sia un diritto acquisito e il diritto primario è quello del minore di avere una madre e un padre e trovo il fatto che venga “ceduto” per soddisfare l’egoismo degli altri deleterio e ingiusto. Volete copulare, sposarvi, la reversibiltà della pensione? fate come vi pare ma se calpestate i diritti di chi non può scegliere per sè stesso allora mi troverete in prima fila contro questa ingiustizia. Rispetto comunque le vostre opinioni, buona giornata.

      • Non è la sterilità il discrimen ma la possibilità di far crescere un figlio fra la figura paterna e quella materna, condizione che una coppia omo non può soddisfare.

          • E questo cosa centra? I bambini nelle famigie omo non verrano adottati ma ceduti con la step child adoption e comunque non si risolve una condizione infelice con una ingiustizia. Detto questo non vedo come per l’egoismo delle persone si debba forzare la natura dell’evoluzione e crescita di una persona. Personalmente ho avuto la fortuna di avere un padre e una madre che mi hanno insegnato diversi aspetti della vita in diverse sfumature cosa che non sarebbe avvenuta in una famiglia omo per chiari motivi. E comunque insisto nel concetto che avere figli non è un diritto nella mia modesta opinione mentre lo è dei figli quello di avere entrambe le figure e non subire le scelte degli altri.

          • @ gigi mi dispiace ma non vedo alcuna argomentazione da affrontare nella sua domanda priva di logica.

          • Andrea, ti spiego la logica della mia domanda: seguendo il tuo ragionamento, se avere un padre e una madre è un diritto dei figli, nel caso morisse uno dei genitori e il figlio fosse ancora minorenne, allora dovrebbe essere forzatamente affidato a una famiglia che possa garantirgli entrambi i genitori.
            Se così non fosse, allora significa che avere entrambi i genitori non è un diritto.

            Un altro punto interessante è la questione della forzatura della natura dell’evoluzione e crescita di una persona. Immagino che, se la natura non deve essere forzata, allora non sia lecito curare alcun tipo di menomazione fisica in fase di crescita, dal portare occhiali al curare allergie, malattie fisiche e mentali, porre rimedio a deficit di apprendimento, ingessare arti rotti e così via.
            Non trovi egoistico che persone con evidenti menomazioni debbano consumare le risorse del pianeta a scapito di esseri umani sani?

          • @gigi guardi, questa è una discussione troppo seria e importante per essere ridotta ai minimi termini come sta facendo lei. Argomentare con casi assurdi come la vedovanza o con argomentazioni che non stanno ne in cielo nè in terra come l’uso delle cure di qualsiasi tipo, non aiuterà certo la sua causa. I miei punti principali sono due: 1) avere figli non è un diritto acquisito mentre lo è quello dei figli di avere entrambe le figure (e non subire le scelte degli altri)
            2) avere dei figli a tutti i costi a chi fa certe scelte di vita è solo un capriccio personale riflesso del proprio egoismo.
            tutto qui, sono aperto a cambiare opinione nel caso da una bella discussione mi si offrissero spunti interessanti su cui riflettere ed è una tale discussione che sto cercando. Tutto qui, senza estremismi o provocazioni.

          • D’accordo, Andrea, se non riesci a vedere l’assurdità delle tue argomentazioni rifiutando il normale processo logico ed evitando di rispondere, non starò a perdere tempo su questo punto.
            (en passant: da quando è assurdo che muoia uno dei genitori di un bambino? in Italia ci sono circa 300.000 vedovi e vedove tra i 20 e i 55 anni, non mi sembra così inverosimile che una buona percentuale abbia almeno un figlio minorenne)

            Vediamo quali spunti interessanti potresti trarre da decenni di ricerche su come sono cresciuti e crescono i figli in famiglie omosessuali.
            Partiamo ad esempio dall’Associazione italiana di psicologia, la quale ricorda che «le affermazioni secondo cui i bambini, per crescere bene, avrebbero bisogno di una madre e di un padre, non trovano riscontro nella ricerca internazionale sul rapporto fra relazioni familiari e sviluppo psico-sociale degli individui» ed inoltre «non sono né il numero né il genere dei genitori – adottivi o no che siano – a garantire di per sé le condizioni di sviluppo migliori per i bambini, bensì la loro capacità di assumere questi ruoli e le responsabilità educative che ne derivano» http://www.aipass.org/files/Comunicato%20adozioni.pdf
            Oppure l’American psychological association, che dichiara «Sulla base di un notevole gruppi di studi sui genitori gay e lesbiche e i loro figli, l’American Psychological Association (APA) e le altre organizzazioni sanitarie e scientifiche hanno concluso che non vi è alcuna prova scientifica che l’efficacia genitori sia legata all’orientamento sessuale dei genitori . In altre parole, i genitori gay e lesbiche hanno la stessa probabilità di fornire un’ambiente sano per i loro figli rispetto ai genitori eterosessuali. Questo corpo di ricerche ha dimostrato che l’adeguamento, lo sviluppo e il benessere psicologico dei bambini non sono collegati all’orientamento sessuale dei genitori e che i figli di genitori gay e lesbiche hanno la stessa probabilità di quelli dei genitori eterosessuali di vivere bene». http://www.apa.org/news/press/response/gay-parents.aspx – Le altre organizzazione scientifiche a cui si riferisce l’Apa sono l’American psychiatric association, l’American Academy of Pediatrics, l’Australian Psychological Society e l’Australian Medical Association (sulla stessa linea si pone anche la nostra Associazione italiana di psicologia) http://pediatrics.aappublications.org/content/109/2/339.full http://www.sbs.com.au/news/article/2012/05/14/gay-parents-no-disadvantage

            Mi sembra che ci siano abbastanza spunti su cui riflettere, anche perché in realtà la mia opinione in questo caso non conta proprio nulla, come la tua o quella di chiunque altro. L’unica cosa che conta sono i fatti esposti in ricerche rigorose e tutte dicono la stessa identica cosa.

  3. Se posso permettermi, l’unico punto che non mi torna é che la democrazia, i diritti ai neri il divorzio non avevano bisogno della tecnica per esistere.

  4. Scemenza come prete sull’altare certo ma anche come famiglia che può esistere in due modi. Adozione o grazie alla tecnica..sul primo modo nulla da eccepire, sul secondo ho delle riserve.

  5. Se non hai nulla da aggiungere a parte prendere atto che sono “tristemente serio” direi che è stato l’ennesimo spreco di traffico dati

    • non ti preoccupare, ho la tariffa flat; e d’altra parte la televisione non mi piace…
      (forse non ti farebbe male imparare a leggere, sai? “tristemente evidente” e “tristemente serio” significano due cose diverse, puoi chiedere a chi vuoi…)

      • (dimentica la parte di “imparare a leggere”, per favore; magari sei solo un troll prezzolato dal complotto demoplutogiudoricchionico per mettere in cattiva luce i DifesoriDellaFamiglia – e io ho abboccato)

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